After Life, la serie di Netflix che mostra che anche Ricky Gervais ha un cuore


Netflix ha rinnovato per una seconda stagione After Life, la nuova serie tv di Ricky Gervais, che sorprende tutti con un racconto cinico che svela un lato più umano e tenero per mandare un messaggio di speranza


Ricky Gervais viene spesso associato ad una comicità dura, cinica, che non fa sconti a nessuno. Lo hanno dimostrato, nel corso degli anni, i suoi show, come The Office (la versione inglese, quella da cui è tratto il remake americano, è opera sua), ed i numerosi spettacoli comici che lo hanno visto al centro del palco. Anche ai Golden Globe, che ha condotto per ben quattro volte, ha creato non pochi imbarazzi in platea per le sue battute scomode.

Eppure, proprio Ricky Gervais è l’autore ed interprete di una delle serie tv che più ha fatto sorridere ed emozionare in queste settimane. Se non ne avete ancora sentito parlare, andate su Netflix e recuperate After Life, sei episodi girati interamente a Londra di cui Gervais è attore, autore, produttore e regista.

L’After Life di Tony, giornalista senza futuro (?)

La serie inizia nel più drammatico dei modi possibili: il protagonista Tony (Gervais, appunto), ha appena perso la moglie Lisa (Kerry Godliman), morta di cancro. La donna, prima di andarsene, ha registrato un video in cui raccomanda al marito di non farsi prendere dal dolore. Piccoli consigli, sulla gestione della casa, del cane, ma anche la richiesta di non chiudersi e di continuare a vivere.

Tony non riesce a seguire questi suggerimenti, e finisce in un vortice di depressione e sconforto, tanto da convincersi di avere ottenuto un super potere: rendere la vita delle persone che gli stanno accanto un inferno con le sue battute e le sue verità sputate senza pensarci troppo. Per lui nulla ha più senso, perché dovrebbe preoccuparsi per gli altri?

Senza spoilerare il finale, After Life mostra come, nonostante tutto questo, Tony non rimanga mai da solo ma, aiutato dal cognato e datore di lavoro (in una redazione di un giornale della free press), dai colleghi, da una nuova amica e da una prostituta che ci tiene sempre a precisare di essere una “professionista del sesso”, la vita, forse, ha ancora qualcosa da dargli.

E Gervais fece all’improvviso “up tv”

After Life arriva in un periodo in cui la letteratura sta scoprendo un nuovo genere, nato per caso o forse dalla necessità di trovare motivi per credere che il mondo non sia così brutto come ci viene raccontato. C’è chi l’ha definito “up lit”, ovvero letteratura “uplifiting”, che tira su il morale ed insegna a vedere il lato buono delle cose.

Il titolo più noto che rappresenta questo genere è uscito l’anno scorso: “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman è diventato in breve tempo un caso editoriale, tanto che i diritti sono stati acquistati da Reese Witherspoon per realizzarne una versione cinematografica.

Che siano libri o serie tv, poco importa: nel mondo c’è bisogno di storie che dimostrino che i buoni esistono ancora, ma che lo facciano senza raccontare favole. After Life non indora la pillola e mostra la sofferenza del protagonista, una sofferenza che si tramuta in cinismo e che cerca di penetrare nelle vite di chi gli vuole bene. Ma non ci riesce. In fin dei conti, Gervais ha scritto una storia di “up tv” mascherata della sua solita comicità irriverente, ma che va dritto al cuore del pubblico, ricordandoci che “c’è sempre bisogno dei buoni”.

“Non ho mai ricevuto una reazione simile”

After Life ha fatto centro, diventando una delle serie di Netflix più discusse ed apprezzate del momento, A maggior ragione, considerato che Gervais per la prima volta mostra un lato più compassionevole. Ed infatti, anche lui è rimasto sorpreso dalla ricezione della serie.

“Non ho mai ricevuto una reazione simile prima. E’ una cosa folle. E mi scalda il cuore”, ha ammesso l’attore ed autore alla notizia che Netflix ha rinnovato After Life per una seconda stagione, anch’essa composta da sei episodi. “Ora mi devo assicurare che la seconda stagione sia ancora migliore, quindi probabilmente dovrà lavorare molto più duramente del solito. Il che è davvero fastidioso”. Sarcastico come sempre, ma con un cuore.



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