Basket Nba: Lakers, i playoff sono un miraggio. LeBron James aspetta una stella


ROMA – I dubbi erano tutti lì, in prima pagina, già dal giorno della firma. Era palese che la scelta di LeBron James di accasarsi ai Los Angeles Lakers non fosse una decisione prettamente sportiva: tanto talento giovane a disposizione ma nessuna stella a fare da partner credibile in ottica playoff. Al massimo, un progetto a lungo termine: una sorta di paradosso per una star assoluta ma di 35 anni. Negli States c’è già chi parla di fallimento, etichetta pronta all’uso da attaccare sulla testa di uno dei giocatori più divisivi della storia Nba. È indubbiamente un eccesso, ma il fatto che i Lakers siano praticamente fuori dalla corsa playoff nonostante l’approdo del Re fa storcere il naso ai più. Non è bastato James a far fare il salto di qualità a tanti giovani di indubbio valore, ma che non necessariamente si sposano bene con il talento del fuoriclasse di Akron.

LA STAGIONE – La partenza era stata incoraggiante, con i gialloviola che avevano centrato vittorie importanti – anche la ciliegina natalizia contro i Golden State Warriors – e un record ampiamente positivo. Il primo punto di svolta è stato l’infortunio di LeBron, ai box proprio dal giorno di Natale fino al 31 gennaio. Un periodo in cui i Lakers hanno messo insieme sei vittorie e undici sconfitte, e la musica non è cambiata neanche con il ritorno di James. Nel frattempo, con la deadline per gli scambi ormai alle porte, Magic Johnson e il board hanno cercato in tutti i modi di consegnare a LeBron una delle stelle più scintillanti dell’intera lega: Anthony Davis, in rotta con i New Orleans Pelicans e pronto a essere scambiato a stagione in corso. Le voci sul possibile scambio sono state tante e incontrollate, l’idea era di barattare praticamente l’intero nucleo giovane dei Lakers per il lungo dei Pelicans. L’affare non è però andato in porto, lasciando LeBron e i vari Ingram, Ball e Kuzma alla ricerca di un posto ai playoff sempre più complicato da raggiungere. La sconfitta nel derby con i Clippers di Danilo Gallinari ha certificato la crisi e stupisce il fatto che l’altra metà di Los Angeles, nonostante sia palesemente in fase di ricostruzione – durante l’anno è stato ceduto anche Tobias Harris, alla sua miglior stagione in Nba, dopo gli addii negli ultimi anni di Chris Paul, Blake Griffin e DeAndre Jordan – in vista di un futuro diverso, sia ampiamente in corsa per i playoff (37-29 il record dei Clippers, settimi a Ovest; 30-34 quello dei Lakers, decimi).

GLI SCENARI – Se quella in corso doveva essere la stagione della consacrazione dei giovani, i risultati centrati dai Lakers e il tentativo della dirigenza di inserirli nello scambio con i Pelicans ha reso chiaro quale sarà il futuro gialloviola in estate: una sorta di all-in per cercare di non sprecare le ultime stagioni di LeBron ad altissimo livello. Il motore di James viaggia ancora a giri altissimi – 27 punti, 8,6 rimbalzi, 8,1 assist, 1,4 rubate di media – e la prospettiva è quella di un secondo tentativo per portare in California Anthony Davis, andando a creare un polo di attrazione per l’intera Nba: come accadde per gli Heat ai tempi dei “Big Three” e come sta accadendo per i Golden State Warriors in questi anni, la lega è sempre piena di veterani pronti a lasciare qualche milione sul tavolo pur di andare a caccia di un titolo. Al momento, però, la prima versione dei Lakers di James ha un piede e mezzo fuori dai playoff: una novità inattesa per chi si è presentato regolarmente alla postseason dal lontano 2006. Manna per i suoi detrattori, ma mai scommettere contro James: nonostante l’età, il futuro prossimo sembra ancora dalla sua.