Big Little Lies 2 su Sky, la recensione in anteprima


La recensione in anteprima di Big Little Lies 2, seconda stagione della miniserie della Hbo in onda in Italia su Sky Atlantic e su Sky Go, Sky On Demand e NOW TV, con protagoniste Reese Witherspoon e Nicole Kidman

Quanto ci erano mancate le cinque di Monterey: strano ma vero, per una serie che sarebbe dovuta essere “limitata”, ovvero durare solo sette episodi e salutare tutti. Eppure, Big Little Lies è ancora tra noi, e con esso le sue protagoniste, che tornano da domani, 18 giugno 2019, alle 21:15 su Sky Atlantic, Sky Go, Sky On Demand e NOW TV.

La genesi di questa seconda stagione dimostra come oggi, in tv, tutto sia davvero possibile: il romanzo di Liane Moriarty “Piccole grandi bugie” (edito in Italia da Mondadori) si chiude come si conclude anche la prima stagione, senza nessuna apparente possibilità di un seguito. Ma otto Emmy Awards vinti, ascolti in crescita di episodio in episodio ed una critica entusiasta per cast e sceneggiatura hanno fatto il resto: la macchina della seconda stagione si è messa in moto nel 2018, per regalare ai telespettatori altre sette puntate.

Basato sul soggetto della stessa Moriarty e sviluppato per la tv da David E. Kelley, questa seconda stagione conferma la qualità della prima e rilancia quei punti forti che ne hanno decretato il successo due anni fa. Al centro, più che nella prima stagione, c’è il tema della sorellanza, del rapporto tra donne oltre gli stereotipi, della necessità di fare squadra anche là dove le differenze sembrano insormontabili.

E’ così che ritroviamo Madeline (Reese Witherspoon), Celeste (Nicole Kidman), Jane (Shailene Woodley), Bonnie (Zoë Kravitz) e Renata (Laura Dern): le cinque di Monterey, appunto, che ora devono mettersi alle spalle la morte di Perry (Alexander Skarsgård) e restare unite non tanto di fronte alle indagini della Polizia, ma a chi, più delle autorità, vuole la verità, ovvero Mary Louise (Meryl Streep), madre dell’uomo e suocera di Celeste. Trasferitasi per aiutare la donna con i due figli, il suo scopo è un altro: capire cosa sia davvero successo quella notte.

Big Little Lies 2 parla sempre più femminile: alla regia, al posto di Jean-Marc Vallée, arriva Andrea Arnold, ed il clima si fa più intimo tra le cinque protagoniste. La Arnold non stravolge l’impianto con cui la serie si era fatta conoscere al pubblico, ma avvicina maggiormente la telecamera alle protagoniste, cercando di leggerne i sentimenti (siano essi paura, rimpianto o rabbia) senza mai dare una chiave scontata al tutto.

Era difficile portare questa seconda stagione sui livelli della prima: evitato il rischio della ripetizione, Big Little Lies sceglie la strada comunque rischiosa del racconto delle conseguenze di quanto accaduto, facendo delle cinque donne al centro del racconto parti di un caleidoscopio di reazioni. Un’indagine dell’animo umano, in cui Monterey si trasforma in teatro delle sensazioni e della fatica di vivere anche dove sembra essere il Paradiso.

L’immensa Streep non ruba la scena a nessuno, ma aggiunge, e dà a Big Little Lies 2 quel senso che questa stagione, neanche lontanamente immaginata quando si produsse la prima, doveva avere per essere vista, e che va oltre il semplice piacere di rivedere la cinque di Monterey di nuovo insieme, una fianco dell’altra.



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