Bologna attende il Cagliari, Mihajlovic ha già visto il film: “Soffrendo, si vince”


Ha fatto vedere ai suoi giocatori “Alexander”, il kolossal di Oliver Stone, e “Il volo della Fenice”, film del 1965 in cui un cast tutto al maschile si ritrova imprigionato nel mezzo del deserto a sfidare condizioni proibitive. In versione motivatore, Sinisa Mihajlovic ha trasformato Casteldebole in una cineteca, un po’ come fece Daniele Arrigoni in serie B undici anni fa, caricando il morale della squadra con il discorso di Al Pacino di “Ogni maledetta domenica”.

Chissà se servirà per riportare il Bologna alla vittoria, domenica alle 12.30 contro il Cagliari, primo di quattro confronti diretti nelle dodici partite che restano. Mihajlovic, al solito, è il più realista di tutti: «Fin qui il problema è stato solo mentale – spiega alla vigilia -, è un po’ come se avessimo giocato con una gamba e mezzo. Dipenderà tutto dal nostro atteggiamento. Inutile dire che in campo ci sarà una sola squadra che deve vincere, e quella siamo noi. Ma non dobbiamo farci condizionare da questo aspetto. Non mi piace pensare che bisogna vincere per forza, perché per forza bisogna solo morire. Se affronteremo la gara sapendo soffrire nella maniera giusta, senza farci portare qua e là dalla palla, allora potremo fare tre punti».

Il Cagliari si presenta a Bologna galvanizzato dalla vittoria sull’Inter, «ma non per questo – avverte il tecnico – verranno qui per fare una passeggiata». Spazio ai titolari di domenica scorsa. Un messaggio di fiducia alla squadra che ha perso 2-1 contro l’Udinese. Destro, tornato a disposizione dopo un acciacco muscolare, partirà dalla panchina, «ma non ha più di trenta-quaranta minuti nelle gambe». Sarà quindi staffetta con Palacio o Santander, ancora titolari nel 4-2-3-1 di partenza. Al Dall’Ara sono attese più di ventimila persone.