Boxe, Vissia tra ring e canto: “Mi piace sentirmi femmina, ma non femminuccia”


“Mi piace sentirmi femmina, non femminuccia. E vorrei che tutte le donne si ponessero così nei confronti dell’altro sesso. Decise, paritarie, mai sciocche. Il dramma della violenza sulle donne non cesserebbe, ma sarebbe un grande segnale e un piccolo passo avanti”. Femminilità e determinazione. Vissia Trovato sarà la stella della notte di boxe dell’8 marzo al Superstudio di Milano: contro la messicana Erika Cruz Hernandez è in palio la cintura silver WBC Silver dei pesi piuma, traducendo nel complicato labirinto delle sigle pugilistiche è una semifinale mondiale (diretta su DAZN dalle 21).

Vissia è un nome particolare, significa ‘colei che ha una visione’. Nel suo caso però, più lecito parlare di angolazioni, di prospettive come possono essere un ring o un palco. Perché quando si toglie i guantoni, Vissia, che è anche restauratrice, ama cantare: “Ma non è un hobby, anzi per tanto tempo è stata la mia professione principale. Mi sono diplomata alla scuola civica di jazz a Milano, ho insegnato canto, ho fatto e faccio dei concerti. Ho iniziato con il punk rock, poi sono passata al rock blues appassionandomi a miti come Aretha Franklin e Janis Joplin. Quindi è arrivato il jazz e l’amore per Billie Holiday”. Ora, al canto ed alla boxe unisce anche l’impegno di personal trainer tra Svizzera (ad Ascona) e Italia, a Cernusco sul Naviglio, famosa come piccola patria dei liberi del calcio italiano: tre storici, dal mito Scirea a Galbiati e Tricella.
 
Vissia non si volta mai indietro. Sul ring avanza sempre a piccoli passi, da fighter che vive per dare spettacolo. E pensare che l’approccio al ring è stato il massimo della casualità: “Dovevo dimagrire e sono entrata in palestra. Non avrei mai immaginato di arrivare a livelli mondiali”. Ma il suo maestro, che poi per tanto tempo sarebbe stato anche il suo compagno di vita, ci ha messo poco a individuare la stoffa della campionessa: “Dopo un triennio tra i dilettanti sono passata tra i prof a 32 anni. Troppi per perdere tempo in incontri senza storia. ‘O la va o la spaccà quindi, ho iniziato con una avversaria che era stata campionessa d’Italia, è andata bene, ci ho creduto e sono arrivati anche i titoli”.
 
“Sul ring o sul palco, l’importante è trasmettere emozioni. Ad esempio il pugile in attività al quale mi ispiro è Gennady Golovkin, mentre il mio idolo del passato è stato Roberto Duran. Pugili che grondano passione sul ring. Pur riconoscendolo come fuoriclasse assoluto invece, non mi fa impazzire il pugilato utilitarista di Mayweather”. Canto e boxe per ora restano separati: “Ricordo quando Tyson Fury intonò una canzone sul ring in occasione del match mondiale con Klitschko. Una cosa del genere non mi è ancora venuta in mente, ma non si sa mai…”. L’incontro la Erika Cruz Hernandez è un complicato avvicinamento al suo grande obiettivo, il titolo mondiale: “Mi sono allenata a New York con Heather Hardy (l’attuale campionesa del mondo, ndr) alla Gleason’s Gym di New York. Incontrare lei sarebbe fantastico, e poi un match mondiale in America è il sogno di tutti”. Sogno non impossibile. Il movimento italiano sta riprendendo fiato. Matchroom Boxing Italy, Opi Since 82 e DAZN stanno contribuendo ad un rilancio in grande stile. Ma alla fine quel che conta è la materia prima, i pugni di Vissia.