Brasile donne su Rai 1, un evento sociale e tv


Venti anni dopo le 99ers, accolte dalla tv italiana come una curiosità, l’Italia femminile catalizza l’estate calcistica anche televisiva.

Premetto: non seguo il calcio femminile. Anzi, non seguo il calcio in generale, anche ho festeggiato due Coppe del Mondo soffrendo nel mezzo una marea di delusioni, dal rigore di Italia ’90 al Golden Gol di Francia 2000. E’ stato quello il momento in cui ho deciso che mai più avrei investito in tifo, puntando a un generale interesse mediatico per il fenomeno televisivo dei grandi eventi sportivi. Ed è innegabile che questi Mondiali Femminili di Francia siano lo siano, contro ogni previsione.

Orfani dei Mondiali 2018 e ancora titubanti sulle reali possibilità di successo della Nazionale maggiore, il tifo ha iniziato ad appassionarsi di altro, in primis dell’Under 21. Ma che si arrivasse a trasmettere una partita di calcio femminile in prima serata su Rai 1, seppur fuori garanzia e in un anonimo martedì di giugno era onestamente impensabile qualche anno fa. L’Ammiraglia Rai avrà pure seguito la scia degli ascolti da ‘record’ ottenuti con il match contro la Giamaica e registrati dalla ‘rivale’ Sky, ma evidentemente ha scelto di intercettare un interesse, impostosi prepotentemente ai media generalisti con i 40.000 all’Allianz Stadium Juventus – Fiorentina, match decisivo per il Campionato di Serie A Women.

Un interesse che segna un discreto passo in avanti nel racconto femminile del calcio – sdoganato solo negli ultimi anni dall’impegno e dalla determinazione di tante giornaliste preparate, ma sempre sub iudice, molto più dei maschietti – che in questa particolare serata è diventato assolutamente dominante anche in tv, nelle voci, nei commenti, negli ospiti scelti per raccontare questo match da testa del girone. Si pensi alle voci della telecronaca, affidata a Tiziana Alla e Patrizia Panico con Giorgia Cardinaletti a bordocampo, con Monica Matanoin studio, Donatella Scarnati team leader e con un volto popolare per il pubblico di Rai 1 come quello di Cristiana Capotondi, questa volta non in veste di protagonista fictional ma nel ruolo di vice presidente di Lega Pro femminile. E anche questo è un piccolo shock per il pubblico ‘tradizionalista’.

Se a questa si aggiunge la squadra di Sky Sport, con la telecronaca di Andrea Marinozzi, il commento di Carolina Morace, l’inviata Giorgia CenniAlessia Tarquinio al pre e post partita  con Cecilia Salvai, Gaia Brunelli, Martina Angelini e Moris Gasparri appare evidente come questa serata sia un piccolo evento, nel quale i maschietti sono quasi un contorno. Paolo Rossi s l’esperto della moviola su Rai sembrano quasi di troppo in un racconto che non ha bisogno di loro per essere credibile e legittimo. Per qualcuno però la voce di Marinozzi potrà rappresentare legittima consacrazione: punti di vista.

Probabilmente questo ‘amore’ per il calcio femminile una fiammata e si estinguerà come un tormentone estivo, ma è un punto di non ritorno. Nessuna rivoluzione, certo: i salotti privati e pubblici sono ancora stracolmi di maschietti che la pensano come il telecronista agropolese agli onori delle cronache qualche mese fa, ma è difficile non riconoscere in questo prime time su Rai 1 un valore socio-culturale non trascurabile. E la Capotondi vede in questa Nazionale lo spirito di quella che vinse i Mondiali del 1982: al netto del possibile percorso e del possibile esito nel torneo, condividono in fondo lo spirito da outsider che accompagnò gli Azzurri di Bearzot in Spagna e ora le Azzurre della Bertolini.

S’è capito che un po’ di ‘pride’ c’è. Per me ovviamente legittimo, per altri, probabilmente la maggioranza, stucchevole. Ai posteri come sempre la sentenza. Chi scrive, però, ha sentito parlare di calcio femminile in tv per la prima volta alla fine degli anni ’90 con servizi di colore sul reggiseno della calciatrice USA al termine della finale Mondiale del 1999 (Brandi Chastain, in foto), insieme a una serie di ironici commenti sugli americani trionfatori della Coppa del Mondo femminile, l’unico trofeo conquistabile per un Paese incapace di giocare a calcio tanto da affidarsi alle loro ‘signore’. Ci sono voluti 20 anni, ma il racconto è cambiato: questa serata, dunque, resterà a suo modo nella storia del calcio e della tv italiana.

 

PS. E comunque proprio i tanto bistrattati USA considerano il soccer uno sport ‘da femminucce’,



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