Che tempo che, l’intervista ad Emmanuel Macron


Emmanuel Macron, l’intervista di Fabio Fazio a Che tempo che fa

Alle 21.01 è andata in onda l’intervista di Fabio Fazio ad Emmanuel Macron, registrata qualche giorno fa. Da subito si è parlato del suo rapporto tra Francia e Italia:

“Molteplice. Come per molti francesi è stato scoprire la storia, capire il Paese e la nostra civiltà insieme all’Italia: il bambino che viene portato a Roma, l’adolescente portato in Toscana, che scopre il Rinascimento. E quello più personale, la mia passione per il teatro”.

Macron ha parlato di Eduardo De Filippo e della sua commedia. Stava recitando in una sua piece teatrale e proprio in quell’occasione ha conosciuto sua moglie. Dopo questo incipit personale, si è parlato di un tema molto caldo, l’arrivo di Di Maio e il rischiamo dell’ambasciatore:

“Prima di tutto, ha ragione. C’è questo amore, questo fascino e rispetto reciproco. Per questo oggi volevo esserei qui con lei. Ma abbiamo anche dimenticato che bisognava continuare a cercare di capirsi e quello che vogliono i nostri popoli non è lo stesso, ci sono differenze che ne fanno il fascino. Per me non sono gravi, bisogna andare oltre. Ci sono state affermazioni eccessive, peripezie, ne ho parlato anche con Mattarella. Quello che dobbiamo ai nostro popoli e alla nostra storia è andare oltre. La migliore immagine è che il 2 maggio prossimo per i 500 anni di Leonardo Da Vinci saremo con la gioventù italiana e francese e parleremo di Europa. Questo ci porterà al di là dei malintesi: devono essere messi a posto ma sono secondari. I nostri immaginari sono costituti da questa amicizia”

Macron ha poi continuato, parlando del periodo difficile che sta vivendo l’Europa, oggi:

L’Europa non è un’isola, il nostro destino è legato a quello che succede all’esterno. Adesso la storia, il tragico, ritornano. I grandi squilibri -climatico, economico, le guerre- possono portare a grande ondate migratorie. La Francia ha le stesse paure, è stato lo stesso paese con maggior numero di richiedenti asilo. Le stesse paure attraversano i nostri Paesi. Il fenomeno migratorio fa paura…

“Il nemico non è chi migra” ricorda, citando le parole di Saviano. “Il problema sono i trafficanti”, vero nemico dei popoli.

Del rapporto Francia-Germania, “la mia prima responsabilità è che ci sia concordia con gli amici tedeschi. Spesso nella storia contemporanea francese, quando abbiamo problemi con la Germania ci rivolgiamo all’Italia. Una specie di triangolo… Francia e Germania devono andare d’accordo ma anche con l’Italia. Il dialogo con Roma, per me, è essenziale. Abbiamo bisogno dell’Europa.

Tornando alla crisi, il Presidente della Repubblica francese ha aggiunto

“Oggi siamo di fronte, per una serie di motivi, ad una crisi delle democrazia occidentali, di efficacia dell’immaginario democratico. Vediamo un ritorno allo spirito dei popoli. Credo a questo spirito dei popoli, che i nostri popoli siano diversi. Ma questa è la nostra forza. La forza del popolo europeo è di essere più popoli. Ma dobbiamo guardare al mondo com’è. Siamo ad una crisi del mondo occidentale. Può essere scosso dal fenomeno climatico, dalla forza economica e mercantile asiatica. C’è un’urgenza di personalità e identità dei popoli ma più cooperazione europea, più unita, più sovrana e più forte. Rispettando l’identità dei popoli dobbiamo costruire un’Europa forte: energia, alimentazione, economica. Un’Europa che sa difendere i suoi cittadini e che sa parlare agli americani e ai cinesi”.

Parlando di realtà, dei gilet gialli o ai ritorni dell’antisemitismo in Italia o Francia:

“Mi rammarico come lei. Quando la paura ritorna e il dubbio si presenta nelle democrazia, i vecchi odi ripartono. Il razzismo. L’antisemitismo, i discorsi di odio che emergono sono il sintomo del malessere della nostra civiltà. Lottare e prevenire la causa. E’ la rinascita di un vecchio antisemitismo, l’odio verso l’altro. Le radici sono diverse ma è sempre un discorso di odio verso l’altro. La nostra società deve stare attento a non cadere in una guerra civile. La soluzione è la concordia, è essere portatori di un progetto collettivo, una forma di umanesimo nella quale credo fortemente. E’ indispensabile, dobbiamo difenderlo. Teorici italiani e francesi dicevano che per essere fieri di noi bisogna disprezzare l’altro. Ogni volta che abbiamo creduto a questo discorso era per non vedere i nostri problemi e siamo tornati alle guerre e all’infelicità.

Si è parlato anche del collegamento Lione Torino, Torino Lione, con il binomio al centro di discussioni e divisioni, modernità ed ecologia:

“Sono stati fatti molti lavori, molte analisi. E’ una cosa molto importante, attesa, una scelta fatta dai nostri precedessori con accordi che abbiamo confermato. Credo che le tecnologie, di oggi, permettano di conciliare la modernità e l’ecologia. So che ci sono molte sensibilità sull’argomento ma credo che le risolveremo nella consultazione, con meno emissioni. Quando si va troppo veloci, rapidi, si fanno errori. Non possiamo lasciare le persone che hanno il bisogno di spostarsi davanti alla impossibilità di farlo, dobbiamo farlo attraverso l’innovazione”.

Il più giovane Presidente della Francia. Con la responsabilità che ha oggi, ha ancora spazio per la giovinezza?, ha chiesto Fazio, ritornando al lato personale di Macron.

“Non sono sicuro di sapere cosa sia sicuramente. Non so cosa sia… non so quando finisce. Posso dire quando comincia. Non ho mai pensato ad una condizione anagrafica. Ero impaziente, da piccolo, di diventare grande. Poi c’è una bella definizione della giovinezza che mi è stata data… “Fin tanto che si ha più sogni che ricordi, si è giovani”. Allora, sono terribilmente giovane”

Infine, invitato dal conduttore di “Che tempo che fa”, ecco l’appello ai telespettatori italiani:

“Vorrei dirvi, capisco l’italiano ma lo parlo poco bene. Una delle vostre espressione volevo dirvi. Credo che ci siano peripezie del paese che a volte ci sfuggono ma ci sono cose più forti, profonde, la nostra storia, le nostre amicizie. Possono essere letterali, cinematografiche, calcistiche. E’ questo che ci lega. E la storia da fare insieme. Non minimizzo le difficoltà quotidiane ma credo che tra i nostri Paesi c’è stato e ci sarà sempre il cuore. E so una cosa: forse non vedo tutto il percorso ma so che il cuore ci permetterà di andare oltre gli ostacoli”.





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