Da Perisic a Calhanoglu, le big si godono le frecce ritrovate



ROMA – Qualche gol e assist decisivi nella sceneggiatura delle partite. Nelle ultime settimane le frecce sinora nascoste delle big del campionato hanno cominciato ad affilare le punte, in vista dell’ultima fetta del torneo. Da Ivan Perisic (e Radja Nainggolan) all’Inter a Simone Verdi e Adam Ounas al Napoli e si sono mostrati in forma e con il tocco magico anche Stephan El Sharaawy alla Roma, Hasan Calhanoglu al Milan, dove la cura Gattuso e l’impatto devastante di Piatek e anche di Paquetà forse hanno acceso il motore di Andrea Conti.

INTER, NIENTE ICARDI? RIECCO IVAN E IL NINJA – Alla Pinetina, dove il caso Icardi tende a non sgonfiarsi, si tira un sospiro di sollievo. Perisic è tornato e la gemma in Europa League contro il Rapid Vienna è solo l’ultimo indizio che forma la prova. Velocità, resistenza, un’incidenza diversa sulle partite, la noia per il post Mondiali divenuta grinta. Il croato, assieme a Radja Nainggolan, è tornato la figura barometro della stagione interista, in attesa di una schiarita sulla situazione dell’attaccante argentino. Con la possibilità di vederlo anche al centro dell’attacco, soluzione tampone per concedere qualche respiro più profondo a Lautaro Martinez, unica punta nell’arco di Spalletti fino al ritorno di Icardi.

VERDI E OUNAS, LE NUOVE CARTE PER ANCELOTTI – Infortuni, ambientamento, titolari che rifiatano poco e rendono molto (Callejon), per l’ex bolognese l’impatto con Napoli, Carlo Ancelotti è stato, come ha ammesso qualche giorno fa, un passo complicato. Ma anche nel suo caso lo scenario sembra cambiato negli ultimi giorni, con il timbro in Europa League al San Paolo con lo Zurigo e poi l’assist, delizioso, per Ounas nel quarto gol degli azzurri al Parma, nello scorso weekend.

Certo, sia è ancora lontani, così come Perisic, dagli standard della passata stagione, in doppia cifra per reti e assist (ora è a due reti e altrettante assistenze), ma ora Verdi è una carta, dall’inizio o in corso d’opera, che Ancelotti può pescare dal mazzo a piacimento. Magari partendo dalla sfida alla Juventus, domenica sera a Fuorigrotta, in cui potrebbe trovare spazio anche Adem Ounas, talento svogliato e poco utilizzato con Sarri, ora con cambi di marcia e reti con Ancelotti (tre gol in campionato, uno nelle Coppe).

ROMA, ORA SEGNA EL SHAARAWY – Otto centri in campionato, anche assist di qualità, tanta corsa, dribbling e una continuità – soprattutto dal via del 2019 – che regala ossigeno a Di Francesco – anche in vista del match di ritorno in Champions League con il Porto-, che in avanti ora sta ritrovando anche Edin Dzeko. Il Faraone sembra a un passo dalla maturità, 27 anni tra qualche mese, una notizia positiva anche per la Nazionale. E ovviamente per la dirigenza giallorossa, che presto dovrà accomodarsi al tavolo per il suo eventuale rinnovo di contratto, con il precedente accordo che scade tra poco più di un anno.

CALHA-CONTI, L’INATTESO DUO DI GATTUSO – È il duo che sta portando dividendi a Gattuso e i rossoneri, anche se dietro le quinte rispetto a Piatek-Paquetà, costati 70 milioni di euro nel mercato invernale. Il turco è una passione del tecnico milanista, che ha da sempre apprezzato le qualità balistiche. E dopo mesi difficili, tra fischi, infortuni e l’opzione Bundesliga, con il Milan che ha respinto a gennaio le offerte del Lipsia, il suo rendimento è salito di colpi a febbraio, sull’out sinistro, raccordo tra attacco e centrocampo, in sinergia con Paquetà.

Ed è arrivata la firma in zona gol con l’Atalanta, accompagnata sinora da cinque assist. Ma Gattuso ha preparato con cura anche il ritorno di Andrea Conti, in campo a dicembre dopo quasi 500 giorni ai box e che due estati fa il Milan ha pagato circa 25 milioni di euro all’Atalanta. Ha ripreso a macinare chilometri, distribuendo assist in poche apparizioni (tre in poco più di 300 minuti), è riapparso anche tra i titolari. Per la gioia di Roberto Mancini, alla ricerca di terzini di qualità per la maglia azzurra.