Fabio Caressa e le polemiche dopo la telecronaca di Juventus-Atletico: “Io juventino? Altre volte mi chiamarono lupacchiotto…”


ROMA – Novanta minuti a raccontare l’impresa di Ronaldo, diventato “il re”. Un entusiasmo che a Fabio Caressa, telecronista Sky ma soprattutto volto dell’emittente satellitare, è costato una pioggia di critiche sui social network e non solo. L’accusa, sempre la stessa: “Troppo tifoso”.

Caressa,  si è riascoltato? Pensa di avere esagerato?
“Certo che mi sono riascoltato, come sempre. Ho sbagliato un paio di cose, me le sono segnate e sono errori che non rifarò. Ma nulla che abbia a che vedere col tono della telecronaca”.

Allora non si è sentito eccessivo.
“Posso farvi l’elenco delle altre volte. Dopo la telecronaca di un Lione-Roma mi chiamarono lupacchiotto. Quando raccontai Dinamo Kiev-Inter ero interista. Ne ho fatte tantissime anche del Milan, e tutte le volte ho strillato come un pazzo. Il discorso è che io tifo perché le italiane passino nelle coppe europee”.

Ma a molti non è piaciuto quel tono enfatico, ritenendolo da tifoso, appunto.
“Il problema è che ci sono anche quelli che non vogliono la Juve passi. Ma è impossibile fare una telecronaca tifando contro. E la mia linea è sempre questa: era importante per tutti che la Juventus passasse ai quarti. Per il movimento calcistico italiano, per le televisioni, che investono milioni nei diritti della competizione. E’ molto importante”. 

Immaginiamo avrà ricevuto anche qualche apprezzamento, però.
“Credo siano molti di più: per uno incavolato, dieci mi ringraziano. Poi certo, è anche vero che chi non ha apprezzato magari non mi scrive. Comunque è successo a tutti, dopo ogni partita: capitò anche a Trevisani e Adani dopo Inter-Tottenham. All’estero non esiste perché i toni sono meno esasperati. Io sono molto comprensivo: non si può mica piacere a tutti, il nostro lavoro non prevede la ricerca del consenso”. 

Ma in campo cos’è successo?
“Che abbiamo vissuto una partita bellissima. Con tutti ingredienti di una partita di alto livello. Con tutta quella pressione, uno come Cristiano Ronaldo, che aveva addosso il peso di essere costato, costato 160 milioni, che è stato pure criticato, dica “ne faccio tre e la vinco”. E poi lo faccia davvero. Pazzesco”. 


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