Foto Leonardo, disegni e inchiostri nella grande mostra di Londra – 1 di 11



In occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il 24 maggio a Londra verrà inaugurata una grande esposizione nella Queen’s Gallery di Buckingham Palace, un’opportunità unica per ammirare dal vivo gli inchiostri e i gessetti realizzati dalla mano dell’artista.
 
I disegni in mostra appartengono alla Collezione della famiglia reale britannica e molto raramente lasciano il Castello di Windsor dove sono conservati.
 
La mostra, intitolata Leonardo da Vinci: A Life in Drawing, comprende circa duecento disegni – quasi un terzo delle opere conservate a Windsor – che rivelano la curiosità, i soggetti e le tecniche usate dall’artista. Tra le opere in mostra ci sono gli schizzi de “L’ultima cena”, progetti di armi, e uno studio preparatorio di mani rappresentate poi nel dipinto “L’adorazione dei Magi”. Il disegno, realizzato in punta metallica, è talmente sbiadito da essere visibile solo alla luce ultravioletta.
 
Si potranno ammirare lo studio anatomico della zampa di un cavallo, realizzato durante la progettazione dei tre monumenti equestri mai completati da Leonardo e un probabile ritratto dell’artista recentemente individuato dal curatore della mostra Martin Clayton: un disegno ad inchiostro che ritrae un uomo assorto con una lunga barba ondulata (foto 2).
 
Responsabile del Dipartimento stampe e disegni del Royal Collection Trust, Clayton, ha notato una notevole somiglianza tra l’artista e l’uomo ritratto nel disegno, che fu realizzato da uno degli assistenti di Leonardo poco prima della sua morte.
 
Le riproduzioni dei disegni di Leonardo, oggi facilmente accessibili da tutti sui libri e sul web, mettono a nudo la sua straordinaria capacità di catturare e visualizzare graficamente le informazioni, ma osservare l’arte di Leonardo nella sua forma originale è un’esperienza completamente differente, un privilegio che ho avuto lo scorso autunno quando ho potuto ammirare in esclusiva alcune opere della collezione conservata nel castello di Windsor.
 
La trama delle pagine e le loro imperfezioni affiorano da questi fogli e si percepisce ancora il vigore di Leonardo: la profondità del colore sperimentato negli acquerelli e nei gessetti, l’energia dei tratti di pennello e la sua incredibile manualità. Nello studio per la testa di Leda ritrae la donna con una manciata di segni a penna e gessetti; in un altro studio preparatorio per “La Vergine e il bambino con Sant’Anna”, il drappeggio delle vesti sul braccio della Madonna è reso con una maestria che mozza il fiato: leggeri tratti di gesso rosso e nero illuminati di bianco.
 
“Nessuna riproduzione”,  afferma Clayton, “può catturare la gamma di toni, la finezza e la vitalità dei disegni originali”.
 
Una riproduzione, in effetti, non può nemmeno avvicinarsi all’immediatezza che dona il disegno originale, che richiama a sè l’osservatore, come in un rapporto personale con l’artista. Si prova una vera connessione, un legame. Questa senso di intimità, insieme all’irrefrenabile sforzo di dare un senso a tutto ciò che lo circondava, rende più umana la genialità di Leonardo.
 
La sua abilità si è perfezionata attraverso tratteggi, scarabocchi e sfumature al fine di comprendere e spiegare l’astronomia, l’architettura, l’anatomia e così via tanti altri campi della conoscenza. Per esempio, nello stesso disegno in cui rappresenta un feto in posizione podalica si notano dei piccoli schizzi con cui l’artista tenta di riprodurre la biologia della placenta e il principio fisico che consente al feto di girarsi a testa in giù al momento della nascita. I suoi disegni non sono altro che i suoi stessi esperimenti, “in cui gioca con la sua immaginazione”, commenta Clayton.
 
Uno degli aspetti più curiosi dei disegni originali di Leonardo sono i segni lasciati da coloro che hanno ereditato le sue opere. L’artista lasciò in eredità i suoi disegni a Francesco Melzi, il suo più devoto allievo, che li ricevette alla morte del maestro il 2 maggio 1519 e li conservò per quasi 50 anni. Melzi tentò di categorizzare i temi e i soggetti rappresentati da Leonardo che sovente li sparpagliava in modo incomprensibile da una pagina all’altra. Ha numerato i disegni dei drappeggi, delle mappe e le innumerevoli altre raffigurazioni nel tentativo di fare un po’ d’ordine. In alcuni casi, Melzi ha persino ritagliato profili e piccole figure da pagine diverse per poi riunirle con altri soggetti simili, come nel caso della famosa serie dei “grotteschi”: ritratti di visi umani dai tratti bizzarri nei quali Leonardo esagerava i particolari, come menti sporgenti e labbra enormi.
 
Durante la mia visita, Clayton mi ha mostrato una di queste pagine per farmi vedere un intervento di Melzi. “Ecco un disegno da cui Melzi ha tagliato alcune parti”, indicando alcune lacune nella parte superiore e sul lato del foglio. I pezzi mancanti si aggiungono ad un’intricata serie di soggetti disparati disseminati su tutti i lati del foglio: il profilo di un giovane uomo, un abito decorato, un dispositivo idraulico, un esofago e uno stomaco.
 
Gli interventi e le modifiche continuarono anche dopo la morte di Melzi. Intorno al 1570 lo scultore Pompeo Leoni acquistò i disegni di Leonardo e li ricompose in due volumi, uno dei quali finì nella Collezione Reale britannica. Fu certamente molto impegnativo raccogliere più di seicento disegni in un unico volume di pelle composto da duecentotrentaquattro pagine. La mappa della città di Imola testimonia questo sforzo: un piccolo foro consunto al centro del foglio e i segni delle pieghe che corrono orizzontalmente e verticalmente svelano che la mappa fu collocata nel volume piegata in quattro parti.
 
La meravigliosa mappa della Valdichiana rivela invece altre curiosità. Il fatto che le scritte siano leggibili da sinistra a destra e non all’inverso come nella tipica scrittura speculare usata da Leonardo soprattutto nei suoi disegni personali, dimostra che il disegno venne realizzato per un committente e non per la sua raccolta personale. Il retro del foglio ospita un profilo abbozzato grossolanamente che Clayton assicura non essere quello di Leonardo. Anche i resti della ceralacca rossa usata probabilmente per fissare la mappa su una tavola testimoniano “l’affascinante archeologia di questi disegni”, commenta Clayton.  
 
Che siano strappati ai bordi o macchiati, ognuno degli originali di Leonardo conserva su di sé secoli di vicissitudini. Poter osservare tutto ciò da vicino è un’esperienza unica e quest’anno ci sono molte opportunità per farlo.
Tra varie mostre organizzate in occasione dell’anniversario della sua morte, attualmente sono in corso l’esposizione del Codice sul volo degli uccelli presso i Musei reali di Torino, dell’Uomo Vitruviano alle Galleria dell’Accademia di Venezia, e dodici fogli scelti del Codice Atlantico a Palazzo Vecchio a Firenze (Qui tutti gli eventi previsti).

La mostra alla Queen’s Gallery di Buckingham Palace, che resterà aperta fino al 13 ottobre, è destinata ad attirare grandi folle. Già nei primi mesi dell’anno le dodici esposizioni parallele dei disegni della Royal Collection, sparse in varie città del Regno Unito, hanno attirato un milione di visitatori, superando di gran lunga tutte le aspettative. La fase finale delle celebrazioni avverrà invece ad Edimburgo, presso la Queen’s Gallery di Holyroodhouse, dove ottanta disegni rimarranno esposti da fine novembre a metà marzo 2020.
 
Nel loro insieme i disegni di Leonardo testimoniano la sua instancabile passione per la conoscenza. “Quello che Leonardo può insegnarci oggi è che guardando bene al di là delle nostre certezze possiamo sempre trovare un’ispirazione, una possibilità,” conclude Clayton.
 
Un modo di vedere il mondo che può ancora stupirci.

Nella foto
: Questa eterea rappresentazione di Leda, la mitica regina di Sparta, fu completata da Leonardo solo verso la fine della sua vita. Lievemente abbozzato con gesso nero e inchiostro, il disegno riesce a rendere con pochi tratti il complesso dettaglio dei capelli di Leda.
Fotografia per gentile concessione di Royal Collection Trust/© Her Majesty Queen Elizabeth II 2019   (continua>>)