Freccero parla di Popolo sovrano, The Voice e ascolti Rai2


Il direttore di Rai2 annuncia alcune novità per l’autunno e parla anche di The Voice, in partenza in primavera

Sto lavorando a un programma comico in otto puntate per la prima serata di Rai2. Sarà una novità esclusiva nel panorama tv, dedicato al pubblico giovane. Più di questo però non posso dire perché non abbiamo ancora firmato i contratti“. Lo ha annunciato il direttore di Rai2, Carlo Freccero, nel corso della sua audizione in Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, parlando dei palinsesti autunnali della rete di sui si definisce “supplente” (il suo mandato terminerà a fine novembre prossimo).

Freccero ha annunciato che dopo l’estate Rai2 al lunedì tornerà ad ospitare Stasera tutto è possibile (da Napoli), che poi lascerà spazio ad “una produzione di un varietà innovativo e originale” dal titolo Contenuti zero (da Milano). Riguardo a Made in sud, attualmente in onda proprio il lunedì, Freccero lo ha definito “successo incredibile, grazie anche a Stefano Di Martino“.

In merito a The Voice of Italy, al via in primavera di martedì, il dirigente ha ricordato lo slittamento di un mese che non “mi permetterà di sfruttare la scia del Collegio e spero che questo non penalizzi troppo l’audience”. In autunno al martedì il programma comico di cui abbiamo dato conto in apertura. Al mercoledì sperimentazione: a maggio Realiti (Sciò) con Enrico Lucci, “sociologia popolare“; in autunno un talk show “che porterà il cinema in tv” con lo sceneggiatore e regista Giovanni Veronesi.

La serata del giovedì è dedicata all’informazione. Freccero ha ammesso che Popolo sovrano è “un insuccesso” (“la prima puntata non era programmabile, è un calvario incredibile, mi pesa molto“) ma ha fatto notare che “il problema è di rifondare l’informazione della rete“. Il venerdì la fiction italiana, con titolo di punta autunnale Il Cacciatore, le cui nuove puntate saranno precedute dalle repliche della prima stagione. Sabato sera i crime targati Cbs.

Freccero ha anche annunciato per l’autunno alcuni eventi “che recuperano memoria della rete e del Paese“: Renzo Arbore sarà ospite di due o tre show realizzati a Napoli, poi, per i 10 anni dal terremoto verrà presentato il documentario ‘L’Aquila 3, la generazione dimenticata’ con l’attore Lino Guanciale. Inoltre è “allo studio un documentario per i 50 anni della strage di Piazza Fontana“.

Quindi ha snocciolato alcuni dati per far sapere che “nel periodo trascorso da inizio dell’anno ad oggi gli ascolti complessivi della rete rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono aumentati, +0.52 in prime time (nel 2019 6,10%), 0,17 nell’intera giornata“. E ancora meglio nella fascia 21.30-23.30, “+1,19% (6,38% nel 2019)“.

Dopo aver ammesso di aver “censurato Beppe Grillo” per C’è Grillo (“Lui se l’è presa, mi ha detto ‘non sono mica quello lì“), Freccero ha annunciato che Improvviserai con Ale e Franz lo ha ceduto a Rai1 perché “non lo trovo bello“. Infine ecco quanto dichiarato rispetto a come finora ha interpretato il suo mandato (ha peraltro fatto sapere di aver speso da gennaio ad oggi “solo 1 milione e 900 mila euro“):

Il mio primo obiettivo è quello di ridare visibilità alla rete. Farla ridiventare centrale nell’agenda mediatica, far si’ che la programmazione crei polemica, esca dall’anonimato. Per farlo deve scompaginare, andare oltre l’ovvio. La scelta che ho fatto è stata quella di dar vita a progetti rischiosi ed è stato fondamentale farlo proprio il lunedì, il giorno del massimo ascolto della rete ammiraglia che ha trasmesso i nuovi episodi di una delle fiction più amate e viste di sempre: ‘Il commissario Montalbano’ e prima ancora ‘La Compagnia del Cigno’. È proprio in questa serata che ho collocato il format “C’è” (con Celentano, Benigni e Grillo) che sono stati seguiti dai progetti sperimentali sulla tv anni Novanta con Lele Mora, Emilio Fede e Gianfranco Funari. A prescindere dai dati di ascolto che hanno avuto riscontri diversi, comunque, questa programmazione ha fatto sì che la rete esistesse, che fosse al centro del discorso mediatico.



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