Genoa, Prandelli: ”Frosinone squadra viva, servirà la massima attenzione”


GENOVA – Cesare Prandelli alla vigilia della sfida con il Frosinone chiama a raccolta i suoi tifosi. “Voglio uno stadio carico a mille” e sottolinea il valore di quello che definisce “uno scontro diretto con tre punti determinanti”.

Mister, una settimana particolare, dal pareggio col Chievo alla festa per l’inaugurazione del centro sportivo di Begato 9.
“Abbiamo accettato con entusiasmo di partecipare all’evento e abbiamo trovato un centro sportivo ristrutturato e dai campi perfetti, ma soprattutto tanti bambini e tante famiglie. Un messaggio positivo. C’era entusiasmo, c’era voglia di stare vicino alla squadra e questo ci fa bene. In settimana poi ci siamo allenati bene. Con la giusta preoccupazione e paura perché sarà una partita dove dovremo avere massima attenzione. Ci faranno soffrire perché sono una squadra viva, con la capacità di ribaltare le azioni giocando non solo in contropiede. Mi auguro di trovare uno stadio carico a mille, abbiamo bisogno di grande supporto”.
Una vittoria chiuderebbe il discorso salvezza?
“Questo è uno scontro diretto e come in tutti sono determinanti i tre punti. Però con tante insidie e con tante situazioni che non sono scontate. Perché anche loro avranno nella loro testa la volontà di portare a casa i tre punti come hanno fatto quindici giorni fa con la Sampdoria. Quindi una sana paura e una sana preoccupazione ci aiuteranno ad essere più concentrati e consapevoli delle difficoltà, ma al tempo stesso la voglia di aver quel coraggio di scalare in avanti e attaccare con più giocatori l’area di rigore”.
Un Frosinone che si esprime meglio in trasferta, come mai?
“Non lo so. Ho già i miei problemi per perdere tempo a pensare perché. Fuori casa gioca un calcio più arioso e più veloce chiudendo gli spazi, questa è la preoccupazione che ho”.
Con il Chievo non una grande prestazione, come mai?
“Le partite le prepari in un modo poi durante la gara cambiano. Ci sono stati molti falli quindi il ritmo partita non è stato fluido e l’intensità anche meno. Si sono affrontate due squadre molto preoccupate per tanti motivi. È mancata la convinzione quando siamo ripartiti in superiorità numerica di chiudere con determinazione l’azione ed è quello che non deve succedere domani”.
Però in queste ultime gare ha costruito un Genoa che subisce meno. C’è più sicurezza ora?
“Stiamo ragionando su una compattezza difensiva che si attua non solo coi difensori ma anche col centrocampo. Segreto di pulcinella: quando la squadra è corta e compatta chiaramente puoi ridistribuire le forze durante la gara. Quando è aperta, quando la squadra non chiude bene e lascia spazi ampi tutte le squadre possono andare in difficoltà. Stiamo lavorando per trovare ancora più compattezza e convinzione . Se riusciamo ad essere ancora più ordinati possiamo subire meno. Poi chiaramente calcio talmente imprevedibile nel capovolgere tutte le situazioni per questo dobbiamo essere pronti, soprattutto nelle palle inattive che possono essere determinanti in molti episodi nelle partite. Ma sono molto ottimista. Mi auguro e sono convinto di trovare uno stadio con grande voglia di stare vicino alla squadra, ma dobbiamo essere noi generosi nei confronti dei tifosi”.
In settimana Sturaro ha giocato con la Primavera e giovedì l’amichevole, quali sono i tempi di recupero?
“Non dobbiamo dare troppe aspettative, da tanti, troppi mesi è lontano da una partita ufficiale. Non bisogna mettere pressione ai preparatori medici né a lui, l’importante è che tutti i test superati sono stati positivi, partita dopo partita cercheremo di capire la condizione ottimale”.
Sarà un Genoa simile a quello del secondo tempo dell’amichevole di giovedì con Bessa e Lazovic tra centrocampo e trequarti?
“Io amo le partite del giovedì per due motivi. Primo è un segnale forte che fa avvicinare la gente alla squadra, crea entusiasmo e porta risposte positive. Il secondo motivo è che ti ritrovi, anche se sono avversari di categorie inferiori, in situazioni di gioco simili a quelle della domenica. Così ogni giovedì proviamo un tema tattico durante la partita amichevole”.
Sanabria come sta?
“Tony la settimana scorsa ha avuto un piccolo problemino che non gli ha permesso di fare due allenamenti importanti, ma è un ragazzo con grandi motivazioni e solare. Con voglia di far bene. Ha delle doti straordinarie dal punto di vista tecnico ma sa anche trovare la posizione giusta per far giocare bene la squadra. Dobbiamo rivedere i movimenti di chi gli gira attorno ed è quello che stiamo facendo. Per questo attorno mi auguro sin da domani di vedere compattezza di idee ma soprattutto movimenti giusti nella fase offensiva”.
Domani ci sarà anche un ricordo di Astori.
“Al 13′ ci saranno 13 secondi di riflessione per ricordare un giocatore ma soprattutto un uomo che ha dato tutto. Io l’ho portato in Nazionale e lo incrociavo a Firenze con la sua compagna e la sua bambina e ci manca sempre di più”.