Giletti difende Corona per il caso Fogli e attacca l’Isola: “Ci vuole responsabilità”


Massimo Giletti si schiera apertamente dalla parte di Fabrizio Corona e attacca l’Isola: “Colpa del sistema che lo usa. Quella pagina era registrata, autori e conduttori lo sapevano. Certi programmi fanno lavanderia industriale”

Dalla parte di Fabrizio Corona. Massimo Giletti si schiera apertamente a favore dell’ex re dei paparazzi, nuovamente arrestato all’inizio della scorsa settimana. Dopo averlo avuto per diverse puntate come ospite e inviato di Non è l’Arena, stavolta al centro dell’attenzione finisce il suo ritorno in carcere con il conduttore che stigmatizza il caso Fogli andato in scena all’Isola dei Famosi.

Proprio quella vicenda avrebbe infatti influito sul provvedimento del giudice per un comportamento giudicato “non congruo” per una persona che stava scontando la pena in affidamento terapeutico.

Non sapete quanto mi sono arrabbiato con lui” precisa Giletti che però indirizza subito altrove le responsabilità dell’incidente televisivo:

“E’ colpa del sistema che lo usa. E’ un’accusa che facciamo anche a noi, al sistema che lo usa e non lo protegge. Poteva dire di no, certo, io gli ho contestato questo. Ma quella pagina si poteva evitare, era registrata”.

Nel mirino finiscono gli autori del reality di Canale 5 ma pure Alessia Marcuzzi, seppur non citata direttamente:

“Ma che scherziamo? Un autore lo vede quello che manda in onda, un conduttore lo vede, lo sai, sapendo anche le conseguenze nell’usare Corona in quel modo. Ci vuole la responsabilità del sistema”.

Come detto, Corona aveva avviato una collaborazione continuativa con il talk di La7, per il quale aveva realizzato discussi servizi sul boschetto di Rogoredo e sulla morte di Imane Fadil. Esperienze che Giletti difende a spada tratta:

C’è modo e modo di usare la tv. Il giudice del tribunale di sorveglianza ha affermato che i pezzi che abbiamo fatto noi a Rogoredo sono importanti perché hanno una finalizzazione di quella che può essere una sua attività futura. Lasciamo perdere tutte le schifezze di certi programmi che chiamo lavanderia industriale. Ormai va di moda che uno va lì e si racconta corna, contro corna, qualsiasi roba e tutti ascoltiamo”.



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