Google I/O, finalmente qualcuno potrà rispondere al telefono per te


MOUNTAIN VIEW (CALIFORNIA) – Ognuno di noi ha almeno un amico che pur avendo un telefono, spesso di ultima generazione, non risponde al telefono. Mai. Ce l’avete in mente. Non è una consolazione quando proverete a chiamarlo la prossima volta, ma ormai varie statistiche riconoscono quello che gli esperti chiamerebbero un segmento di mercato: utenti che usano il telefono per tutto meno che per parlare. Ipsos Mori aveva compilato un report nel 2015 (è già passato parecchio tempo) stimando che un utente su quattro nel Regno Unito non facesse nemmeno una telefonata alla settimana.

Pronto? Risponde l’assistente virtuale

C’è una buona notizia per voi (e per l’amico): presto potrete chiedere al vostro assistente virtuale di rispondere al telefono, e anche di fare delle telefonate al vostro posto. Per ora ciò che vediamo sono esempi tele-guidati, e solo nel mercato americano, ma la strada è tracciata. Non è un caso che per il secondo anno consecutivo tra le novità più interessanti di I/O, la conferenza per gli sviluppatori che lavorano su sistemi di Google, ci siano sistemi che vanno in questa direzione.

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Questione di comprensione

Lo scorso anno Google aveva presentato Duplex, un sistema in grado di telefonare al ristorante per prenotare un tavolo. Il servizio è attivo in 44 stati americani e verrà esteso a nuove funzionalità. Quest’anno le funzioni che hanno stupito la platea di Mountain View, forse perfino più del nuovo smartphone low cost Pixel 3A, sono quelle legate all’interazione tra parola scritta e audio o video. Alla base di tutto c’è sempre la capacità di Google di capire le nostre domande, iniziata con il vecchio motore di ricerca ed evoluta nelle ricerche vocali, il riconoscimento delle parole e delle pronunce, la capacità di processare dati e dunque di dare una risposta.

Didascalia dal vivo

Il servizio Live Caption (letteralmente, “didascalia dal vivo”) è in grado di trascrivere direttamente su uno smartphone (sia Android che Pixel) ciò che viene detto in video (o audio), che si tratti di un video professionale o un filmato fatto in casa. La stessa tecnologia, attivata con una conversazione in corso, consentirà di fare una telefonata via chat, ovvero senza usare la voce o l’udito: uno dei due utenti farà la telefonata in modo tradizionale, l’altro “ascolterà” leggendo la trascrizione che compare sullo schermo.

Una ‘vera’ segreteria telefonica

Nella stessa area, Google ha presentato da qualche mese una funzione (Call Screen) che consente di far rispondere all’assistente virtuale alle chiamate in arrivo sui suoi telefoni Pixel. È ciò che serve al nostro amico, quello che vede perfettamente le chiamate ma non risponde. L’assistente risponderà con un messaggio audio pre-impostato e poi trascriverà la conversazione. Le telefonate da numero privato potranno essere deviate, e ci risparmieremo di rispondere all’ennesimo call center. Se invece a chiamare, improvvisamente, fosse proprio l’amico, potremmo farlo dialogare con l’assistente per capire se la chiamata è urgente, e uscire da una riunione, o richiamare più tardi. L’assistente potrà ovviamente anche prendere nota di un messaggio e riferirlo, esattamente come dovrebbe fare un assistente. “Pensiamo davvero che aiutare a migliorare l’uso delle telefonate sia importante. Anche se lo usiamo per molte altre cose, è pur sempre un telefono e possiamo migliorare anche quello”, spiega a Repubblica il vicepresidente di Google con la delega ai prodotti, Mario Queiroz.

Ogni epoca ha i suoi mezzi di comunicazione, le sue abitudini e gli abusi, tutti umani. La telefonata richiede una sincronia, la contemporaneità tra due persone che molte volte è complicata da trovare in giornate indaffarate. Eppure siamo abituati al fatto che alcune notizie, liete o tristi, si diano ancora al telefono. All’opposto, non si lascia mai una ragazza (o un ragazzo) con un messaggio, non è vero?

All’inizio faremo fatica ad abituarci agli assistenti. Poi, quando la pratica sarà diffusa, scopriremo quanto sia inaccettabile investire tre minuti per prenotare un ristorante o cancellare una visita dal dentista. Meglio farlo fare all’assistente (e meglio anche per il ristoratore e il dentista, tutto sommato). Quando tutto ciò sarà normale, riconosceremo almeno al famoso amico che si rifiuta di rispondere una coerenza che supera le ere tecnologiche. Non sarà certo lui a mandarvi un messaggio vocale su WhatsApp da 3 minuti e 22 secondi, esigendo implicitamente l’ascolto integrale del saggio breve (sonoro). Per questi casi gravi, aspettiamo fiduciosi il prossimo aggiornamento.

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