il successo delle storie vere


Il grande successo di Chernobyl e When They See Us e le sue conseguenze

Cable e piattaforme di streaming hanno sempre di più cambiato il modo in cui si guarda alla stagionalità delle serie tv. Fino a pochi anni fa esisteva un periodo dell’anno per lo più privo di serie e che corrispondeva all’estate, ormai la produzione va avanti a ciclo continuo e non ci si può mai distrarsi senza evitare di lasciarsi sfuggire un piccolo/grande capolavoro.

Anche il pubblico si sta adeguando.

A cavallo tra maggio e giugno il panorama seriale internazionale è stato scosso da due produzioni Chernobyl e When They See Us, entrambe legate a due fatti di cronaca degli anni ’80, entrambe miniserie ed entrambe capaci di far appassionare il pubblico.

Grazie al passaparola, al clamore mediatico e alla potenza di una storia vera dall’animo thriller, Chernobyl si sta dimostrando un fenomeno internazionale. HBO, dove la serie è stata interamente trasmessa nell’insolita serata del lunedì (tradizionalmente HBO manda le sue serie la domenica sera), ha rivelato che la miniserie ha complessivamente raggiunto 8 milioni di spettatori. Giusto per dare un senso a questi numeri, Sharp Objects raggiunse 7,3 milioni, Big Little Lies 1 8,5 e True Detective 3 toccò gli 8,1.

Per far capire ancora meglio quanto il mondo televisivo americano sia cambiato e perchè nascono piattaforme di streaming come funghi, di questi 8 milioni solo il 35% arriva dalla messa in onda lineare del lunedì, il 13% viene dall’on demand e ben il 52% da HBO Go, HBO Now e altre piattaforme di streaming. Quest’ultimo dato rappresenta un record per HBO, superando anche il 46% di Game of Thrones. 

Risulta naturale quindi comprendere perchè WarnerMedia, la società proprietaria di HBO, sta lavorando a una piattaforma di streaming che ruoti intorno ai contenuti HBO cui aggiungere i film Warner, le serie da loro prodotte e alcune produzioni originali.

Ma Chernobyl è stata un successo anche fuori dagli Stati Uniti. Nel Regno Unito su Sky Atlantic (che ha co-prodotto insieme a HBO) ha raggiunto 1,7 milioni complessivi con il primo episodio, terzo miglior lancio per il canale dietro Fortitude e Britannia. In Italia ha raggiunto 550 mila spettatori totali, miglior esordio per una serie europea.

Il successo della serie ha avuto anche delle conseguenze francamente imbarazzanti per l’umanità, creando una sorta di mania social che ha portato alcuni sedicenti influencer sulle zone della tragedia, dove si sono scattati delle foto in pose inadeguate per il luogo. Il creatore Craig Mazin ha invitato tutti al rispetto della tragedia sottolineando come sia “straordinario che il successo della serie abbia fatto aumentare il turismo in quelle zone”.

When they See Us di Netflix racconta una tragedia umana diversa ma allo stesso modo sconvolgente. La miniserie di Ava DuVernay racconta la storia di 5 ragazzi accusati e condannati nel 1989 per aver brutalmente violentato una donna che correva a Central Park a New York. Peccato che si sia poi scoperto come fossero innocenti e che fossero stati condannati solo sulla base del colore della loro pelle.

Pur senza numeri ufficiali, Netflix ha comunicato che dal 31 maggio, data del rilascio, la miniserie è la più vista ogni giorno negli Stati Uniti. Pur sottolineando come, in assenza di dati, chiunque può dire qualunque cosa, è interessante notare come la serie abbia contribuito a riportare l’attenzione su questo e su altri casi simili.

When They See Us ha anche avuto delle conseguenze sulle diverse parti coinvolte. L’11 giugno Linda Fairstein, ex vice procuratrice e scrittrice, è stata licenziata dall’agenzia che la rappresentava per il suo coinvolgimento nel caso. Oggi, 13 giugno, è emerso come Elizabeth Lederer, ancora parte dell’ufficio del procuratore, ha lasciato il ruolo di professoressa part-time nella scuola di legge della Columbia a seguito delle proteste per il suoi coinvolgimento nel caso.

Inoltre, dopo questa miniserie, i cinque ragazzi coinvolti hanno ricevuto dallo stato di New York ulteriori 3,9 milioni di dollari da aggiungere ai 41 già ricevuti come forma di risarcimento per gli anni ingiustamente trascorsi in carcere e le vite rovinate.

Oltre i numeri e le conseguenze degli eventi, il fenomeno più interessante è l’interesse del pubblico verso la drammatizzazione del reale, utile per ricordare quanto accaduto e non dimenticare mai.

Tralasciando i temi importanti, sarà interessante vedere come i diversi premi come Emmy e Golden Globe si comporteranno davanti a questi due prodotti.



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