Inter, Spalletti: “Icardi? Vado avanti, non torno indietro”


MILANO – Su Icardi non si torna indietro. Questo è il pensiero di Luciano Spalletti alla vigilia del derby, proprio nel giorno in cui il centravanti argentino fa sentire la sua voce sui social (una foto che lo ritrae in bianco e nero esultante con la maglia dell’Inter con lo sfondo di San Siro). Parole durissime in risposta a chi gli chiede se tornando indietro di un mese farebbe scelte differenti. “Non bisogna perdere tempo. Io non torno indietro. Io vado avanti. Le scelte vanno fatte al momento”, sottolinea il tecnico dell’Inter, che avverte dell’assenza di Nainggolan “perché non si è mai allenato con la squadra” e sulla partita rimarca: “La differenza tra Inter e Milan non la vedo così netta, loro sono davanti di un punto. Il derby annulla ogni pronostico, noi dobbiamo recuperare la nostra capacità di giocare”. Il derby di Milano è anche l’occasione per un messaggio di unione. Tant’è che uno degli sponsor comuni, Birra Peroni, confermerà la sua vicinanza ai due club attraverso uno slogan che apparirà per tutta la partita sui tabelloni luminosi del terreno di gioco: “2 squadre, 1 città, 1 birra: condividiamo la stessa passione”.
 
Quali errori dovete correggere rispetto alla partita di coppa? Spesso l’Inter parte molto lenta, c’è un problema di approccio alla gara?
“C’è dispiacere per l’eliminazione. C’era la possibilità di essere al di sotto delle nostre massime possibilità. Ma c’erano anche delle possibilità di poter passare il turno. Resta l’amarezza del risultato. Adesso bisogna ristabilire compiti e ruoli. La squadra deve recuperare la capacità di giocare e lottare, anche se c’è poco tempo”.
Quanto conta arrivare davanti al Milan a fine campionato?
“Per noi è importante arrivare davanti a chiunque altro. Il Milan è forte. Il nostro obiettivo è il quarto posto, se possibile arrivare terzo o secondo”.
Nainggolan può andare in panchina?
“Non sarà in panchina”.
Nainggolan non sarà in panchina perché potrebbe andare in campo a sorpresa?
“Nessuna sorpresa, non si è mai allenato con la squadra. La sorpresa sarebbe fare confusione sui dati di fatto. Non sarà così”.
Considerando l’importanza del derby, quello di andata può essere per l’Inter un presupposto da cui partire?
“Di gare ne sono state giocate tante. Se dovessimo pensare a una sola partita per le nostre conclusioni sarebbe troppo poco. Ci sono tante altre gare in cui abbiamo fatto vedere cose buone. All’andata tra noi e il Milan ci fu totale equilibrio, poi siamo riusciti a portarla a casa nei minuti finali. Il derby annulla pronostico e valutazioni. Il risultato verrà fuori dalla partita non dal desiderio mio o di Gattuso che è vincere”.
Il risultato del derby può determinare la volata Champions?
“Sicuramente può lasciare delle scorie, ma bisogna avere fiducia nelle proprie possibilità. Di gare ce ne sono molte e c’è margine per non far diventare il derby decisivo. Proveremo a vincere”.
Negli scontri diretti l’Inter negli ultimi due anni non ha mai perso, mentre nelle gare da dentro o fuori è sempre mancato qualcosa… 
“Per me in Champions League abbiamo giocato anche delle buone gare, lo scorso anno ci siamo qualificati per il quarto posto quando tutti ci davano per spacciati. A fine stagione contava solo la sfida con la Lazio e quella partita racconta una storia diversa…”.
Ha un piano anti Piatek?
“Dovremo fare bene le cose a livello di squadra. Lui è fortissimo. Bisognerà prendere in considerazione anche la sfida individuale, ma ormai non si marca a uomo e quindi dipenderà dove si metterà lui”.
Le sue squadre sono sempre state caratterizzate da identità precisa. Prima della partita di Europa League parlava di resilienza. Come mai nell’Inter, da gennaio, si è persa questa identità?
“Sono momenti che possono capitare a tutti dove la vittoria ti dà qualcosa in più e ti permettere di fare le cose più facilmente e viceversa. La squadra ha giocato meglio di quanto non stia facendo ora, ma le qualità individuali un po’ di differenza le fanno. In ogni caso dobbiamo fare meglio. Dobbiamo fare bene e non trascinarsi gli strascichi della sfida di coppa”.
Nel derby di andata la sfida era Icardi-Higuain domani sarà tra Piatek e Lautaro. Come sta Lautaro?
“Due attaccanti centrali fortissimi all’andata e altrettanto domani. Sono tutti e due nelle condizioni di poter far male. Piatek e Lautaro fanno la differenza. La partita poi dirà chi ha più ragione”.
Cosa pensa dell’invito di Moratti alla compattezza?
“Mi invita a fare una cosa che io non posso fare, mi sono sempre emozionato quando l’ho visto e quindi non commento le sue parole”.
Come ha visto Skriniar a centrocampo?
“Se anche a lei ha destato curiosità è perché ha fatto bene. Sono d’accordo”.
Come sta Miranda?
“Valuteremo domani, ma è difficile il recupero nonostante abbia la mascherina. Ha ancora il naso gonfio. Ma sono valutazioni che farò domani”.
Se potesse tornare indietro di un mese farebbe scelte differenti?
“Ma che modo è di ragionare, ciò che bisogna fare è obbligatorio e non bisogna perdere tempo. Io non torno indietro. Io vado avanti. Le scelte vanno fatte al momento”.
Quali certezze l’Inter si porta al derby?
“Le certezze sono le partite che abbiamo vinto. E’ vero che siamo dietro al Milan, ma di un punto. Delle possibilità, se siamo quasi insieme a loro, ce le abbiamo anche noi. Loro sono stati bravi, si sono qualificati in Coppa Italia e noi siamo usciti ai rigori, ma la differenza non la vedo così importante. Quello che ti danneggia è il pensare di non essere all’altezza ma non è il nostro caso. I calciatori dell’Inter saranno lì a giocare”.
 
 

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