La fiducia di Manuel Bortuzzo: “Il mio obiettivo sono le Olimpiadi”


OSTIA – Per la prima volta dopo l’aggressione del 2 febbraio, Manuel Bortuzzo è tornato a Ostia, nel Centro federale del nuoto nel quale si allenava e dove stava costruendo la sua carriera sportiva. A meno di 10 km c’è l’Axa: là il 19enne fu raggiunto dal proiettile che ha stabilito un prima e un dopo nella sua vita. Nessuna parola di odio per Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, i due rei confessi: “Non gli do peso, loro avranno le loro conseguenze, pesanti o meno. Non sono loro due il problema, ma il contesto sociale. Non serve prendere di mira loro due ma occuparsi di tutti gli altri”. Il distacco da quei fatti è tale che Manuel, accompagnato all’incontro con la stampa dai genitori, sta pensando anche di prendere casa a Ostia: “Sto bene qui, è la vita che mi piace, e poi Ostia mi ha dato più di quanto mi abbia tolto”.

Gli obiettivi restano ambiziosissimi: “Continuo a pensare alle Olimpiadi, Il mio obiettivo era partecipare alle Olimpiadi e non è cambiato, non alle Paralimpiadi. Il sorriso c’era prima e c’è adesso, non sono cambiato. Manuel che piange è molto raro ma ci sono stati momenti, soprattutto a inizio terapia, in cui non riuscivo nemmeno a girarmi sul lettino. Lì sono stato colpito da un po’ di sconforto ma ora ci rido su, perché riesco a girarmi benissimo. Sono fortunato che mi sono ripreso al 110 percento. Ok, non ho più l’uso delle gambe, ma sopra sono perfetto. Forse il terrore più grande era quello di non tornare più me stesso”. Il percorso di crescita fisica passa attraverso in lavoro fisioterapico che Bortuzzo porta avanti presso la Fondazione Santa Lucia: “I fisioterapisti hanno delle tappe. Nessuno mi dice che entro un certo giorno arriverò a un certo livello. È una cosa che si vive giorno per giorno. Ognuno ha il suo problema e il suo percorso di riabilitazione. Comunque rispetto al mio obiettivo finale, sono ancora a bassi livelli ma ho molta fiducia”.
 

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