La Juve si gode la grande impresa: ”E’ stata la partita perfetta”


TORINO – Pochi secondi dopo il triplice fischio finale, quando l’entusiasmo e la gioia scorrevano nelle vene dei tifosi bianconeri e l’orgoglio riempiva il petto dei calciatori di Allegri, i social avevano già individuato il tema del match, riassunto nel finto tweet di Allegri che circolava compulsivamente: “Ho riattivato l’account solo per dire una cosa velocissima…”. Il finale ve lo risparmiamo, parente stretto del gesto finale di Cristiano Ronaldo, ma è difficile trovare un tema diverso: Allegri ha dimostrato ancora una volta di avere una marcia in più, in barba a tutte le critiche e le ingiurie piovutegli sul capo dopo la brutta prova di Madrid. Difficile ricordare due partite sbagliate in fila contro lo stesso avversario da parte del tecnico livornese: fu così l’anno scorso con il Real, nonostante l’eliminazione, così con il Bayern Monaco di Guardiola, anche in quel caso senza lieto fine.

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Naturalmente il tweet ironico circolato in rete è molto distante, per modi e toni, dai costumi di Allegri, uno dei pochi grandi protagonisti di questo ottavo di finale a non cadere in volgarità, come invece accaduto a Simeone all’andata e a Ronaldo al ritorno. Preferisce l’ironia il tecnico livornese, come da tradizione della sua terra d’origine: “Non è un mio problema chi critica – ha spiegato in conferenza stampa a fine partita -. Sono qui da 5 anni e mi sembra di aver vinto abbastanza. Devono farsi curare loro non io”. Game, set e quarti di finale.

Partita epica

“Una partita semplicemente epica” è stato il commento quanto mai centrato da parte di Chiellini, capitano bianconero che ha annullato, insieme a Bonucci ed Emre Can, l’attacco dei Colchoneros: “Il modo migliore per festeggiare le 500 con questa maglia” ha concluso il difensore nel suo post su Twitter.  “Ci sono momenti in cui le parole non servono ma basta uno sguardo – ha aggiunto Pjanic sempre sui social -. Che poi qualcuno aveva qualche dubbio?” ha concluso il regista bosniaco.

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Emre Can prestato alla difesa

Era nell’aria l’allegrata, quel colpo di testa che spariglia le carte con lucida follia: tre anni fa fu il 4-2-3-1, con i quattro attaccanti in campo, quest’anno lo spostamento di Emre Can in posizione di difensore centrale nella retroguardia a tre in fase di impostazione, un’assicurazione per le scorribande offensive di Cancelo. Quando la Juve si è difesa, poco visto l’andamento della partita, il centrocampista tedesco è tornato nella sua posizione naturale: una mossa che ha mescolato le carte in mano a Simeone, incapace di proporre un adeguamento a partita in corso. “Che squadra, che cuore” ha commentato a fine partita il centrocampista prestato alla difesa dopo una prova da grande calciatore, “la miglior prestazione in bianconero” secondo Allegri. Che nei mesi passati aveva sempre elogiato le doti difensive di Can, imputandogli una certa lentezza nella fase di impostazione quando ha provato a sostituire Pjanic. Una nuova vita per il 24enne tedesco.

Il sorpasso

Senza Alex Sandro, De Sciglio, Barzagli e con Caceres lontano parente del calciatore di qualche anno fa, Allegri non si è spaventato della scarsa esperienza di Spinazzola, dandogli fiducia e ricevendo in cambio una prova gagliarda. Forse non priva di errori, specialmente nella prima parte della partita, ma chi non sognerebbe un esordio del genere in Champions League? Oltre a Spinazzola, ieri sera si è concretizzato il sorpasso di Bernardeschi ai danni di Dybala: tecnica, velocità, solidità, in definitiva un calciatore completo. Che ha servito l’assist per Ronaldo in occasione del primo gol, guadagnandosi il rigore che ha significato quarti di finale, che mantiene in vita il sogno di vincere la Champions. “Ecco perchè ‘Fino alla fine’ è il nostro motto! Che rimonta!!” ha commentato a fine partita il fantasista toscano, un feeling speciale con Cristiano Ronaldo e, soprattutto, con il calcio. Una lieta notizia anche per Mancini e per la Nazionale: “É andata alla grande – ha aggiunto a fine partita in mixed zone -. Siamo stati davvero bravi, una partita straordinaria, piena di consapevolezza e di fiducia in noi stessi. Ci abbiamo sempre creduto in questi giorni e ogni giorno alzavamo l’asticella con la voglia e la determinazione per riuscire a fare un’impresa e alla fine ci siamo riusciti. La partita? Tutto merito del mister, è lui che ci mette in campo e noi siamo stati bravi a leggere tutte le situazioni che ci aveva detto. Non era una partita semplice, ma credo che sia stata la partita perfetta”.

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