La paralisi in Rai in attesa del 26 maggio


Le elezioni europee saranno lo spartiacque per il futuro, anche imminente della Rai

I Retroscena di Blogo: La paralisi in Rai in attesa del 26 maggio

Il 26 di maggio è ormai vicino e seppur in quella data non sono in programma elezioni politiche nazionali, ma come è noto elezioni europee, quella sarà l’occasione per fare “il tagliando” alla maggioranza giallo-verde che sta governando il nostro paese, una maggioranza per altro piena di crepe, questione Siri in primis.

Come sempre la Rai, specchio del paese e governata dalla politica suo editore di riferimento, si prepara a quell’appuntamento e i risultati del 26 maggio si dovranno ripercuotere anche sulla televisione pubblica. Come è noto il capo azienda attuale, Fabrizio Salini, è stato nominato (lasciamo perdere i sofismi ed i tecnicismi sulle nomine Rai, ma parliamo chiaro) con il gradimento dei 5 stelle, in quanto partito di maggioranza relativa fra i due che sostengono l’attuale governo nazionale.

E’ chiaro che se la Lega -come dicono i sondaggi- dovesse diventare primo partito, anche con un margine piuttosto importante, la cosa dovrà per forza ripercuotersi anche in Rai, oltre che nella compagine di governo. Qualcuno dice dunque che è facile immaginare un cambio di AD con l’arrivo su quella poltrona di un uomo (o donna) di riferimento leghista.

La Lega, parlando delle direzioni più importanti, attualmente in Rai occupa “solo” la direzione di Rai1 e del Tg2, mentre i 5 stelle, oltre ad avere la poltrona più importante e decisiva sulle sorti della tv pubblica, quella dell’AD, hanno anche quella della direzione del Tg1, della Rete 2 e quella del Tg3. Un rapporto-forze che evidentemente, se le elezioni del 26 maggio dovessero andare come dicono i sondaggi, dovrà cambiare. In copertina poi c’è la questione Fazio di cui Salvini parla ormai ogni giorno. Al momento di questa faccenda se ne sta discutendo animatamente in Rai, con i 5 stelle portati verso una linea più morbida, a fronte di quella più integralista made in Lega, ma anche su questo si deciderà dopo il 26 maggio.

Matteo Salvini ha incaricato tre suoi uomini di occuparsi di tutto questo, si tratta di Alessandro Morelli, che è il plenipotenziario della Lega sulla questioni relative alla tv pubblica, Alessandro Capitanio della commissione di vigilanza Rai e Igor de Blasio che fa parte del CDA Rai e che qualcuno vedrebbe di buon occhio come successore di Salini, qualora la Lega diventi primo partito nazionale .

Nel frattempo, in questa situazione di attesa, le scaramucce fra Lega e 5 stelle a viale Mazzini si acuiscono giorno dopo giorno sulle questioni più impellenti, di fatto arrivando a bloccare l’azienda che deve definire alcuni tasselli relativi all’ormai imminente programmazione estiva, mentre ormai per i palinsesti autunnali si attenderà il 27 di maggio. In sostanza le conduzioni estive di Rai1, in primis quella relativa a Roberto Poletti a Unomattina estate e Pierluigi Diaco nel “Diaco show” del primo pomeriggio di Rai1, pare che non riscuoterebbero grandi consensi al settimo piano, mentre dal quinto si tira dritto. Fabrizio Salini avrebbe però chiesto che le decisioni che riguardano i programmi, conduzioni comprese, debbano essere condivise con lui.

Lecito dunque attendersi in Rai, dopo le elezioni del 26 maggio, degli sviluppi anche rispetto a questa situazione di stallo che si sta registrando in questi giorni, oltre che, a più lunga scadenza, un rimpasto importante rispetto agli incarichi direzionali della tv di Stato.



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