La Rai è la mia casa, ma vivo bene anche lontano dalle telecamere


In una intervista al Corriere della Sera il “Santoro pensiero”

Bella, lunga, interessante, piena di spunti, l’intervista che Michele Santoro ha concesso in queste ore al Corriere della Sera. Si parla di politica, di società ed ovviamente di televisione nel bel colloquio fra il condottiero di Samarcanda ed il giornalista del quotidiano milanese Stefano Lorenzetto.

Si parla ovviamente molto di televisione in questa chiacchierata, partendo dalla candidatura di Santoro al CDA della Rai e agli incontri con l’amico Carlo Freccero, attualmente direttore di Rai2:

Mi sono candidato per costringerli a scegliere persone migliori di me. Ora la Lega ha presentato un’interrogazione alla Camera contro un mio programma che non c’è. Ho scritto al presidente Roberto Fico. Manco mi ha risposto. In Italia si fa così. Con Freccero ho parlato del più e del meno. Subito hanno rivisto in Santoro lo spettro del passato. Carlo Freccero mi ricorda una definizione di Giancarlo Pajetta: “È contemporaneamente un opportunista di destra e di sinistra”. Mi limito a gestire il mio sito, un laboratorio che sonda gli umori della Rete e produce contenuti. Finché potrò permettermelo.

La domanda nasce spontanea e gli si chiede se gli piacerebbe tornare in Rai :

È la casa dove sono nato, ma vivo bene anche lontano dalle telecamere. A via Teulada avevo un intero piano. Dopo l’editto bulgaro mi lasciarono solo una stanzetta. Due anni senza lavorare. Era la più bella tv d’Europa e divenne la più povera, fatta su misura per Berlusconi.

Ma sulle persone che stima e ha stimato di più in Rai non ha dubbi :

Angelo Guglielmi, il direttore di Rai3. Tu parlavi e lui intanto soffiava su una carta velina, come se fosse un’armonica. Era il suo modo di ascoltarti. Biagio Agnes. Trattava alla pari con i politici. Impose la terza rete. Al Tg3 prima ci disputavamo le poche macchine per scrivere della redazione.

Sempre parlando di Rai ha un dispiacere rispetto a come condusse la famosa puntata Berlusconi-Travaglio da oltre 8 milioni di telespettatori:

In quella trasmissione con Berlusconi e Travaglio, assunsi una posizione sbagliata. Accettai che salisse la temperatura, come se il duello non mi riguardasse. Rinunciai a fare il mio lavoro. Uno skipper non abbandona mai la barca.

C’è poi lo spazio di parlare del mondo di oggi dominato dalla rete e da una certa vanità social :

Quando ideai “Tempo reale”, il Web contava appena 10.000 utenti. Con la Olivetti sperimentai il rapporto fra computer e televisione. Una volta per andare in onda dovevi saper ballare, cantare, presentare. Oggi un ragazzo di borgata diventa una star di YouTube interpretando solo sé stesso. Milioni di lavoratori cliccano per inseguire i loro sogni, alle dipendenze di multinazionali che neanche li pagano. Usano il corpo, come Kim Kardashian. S’improvvisano comici con peti e rutti. Non è che devono saper fare la corsa delle bighe di Ben-Hur. La Rete comanda. La velocità è tutto. La verità non conta. Prevale solo la morbosità. Ma la sinistra che predica di riconnettersi alla realtà, ai poveri e alle periferie non tiene conto di questa rottura. Ha una visione cattolicheggiante del marxismo, e glielo dice uno che Karl Marx non l’ha mai rinnegato: fatte le debite proporzioni, devo pensare a Gesù Cristo per trovarne un altro come lui.

Sullo scenario politico attuale Santoro si esprime cosi :

Di notte non sogno l’incontro Di Maio-Zingaretti. Però non andrei a dire in giro che i 5 Stelle sono uguali alla Lega. Palmiro Togliatti avrebbe osservato che questo è il modo migliore per rafforzare l’attuale governo.

Su Salvini dice :

Paragonarlo a Benito Mussolini è del tutto inopportuno. Il Duce ha cercato in Africa lo “spazio vitale”. Non ha costruito muri, ma colonie. Questo qui ci fa perdere tempo a parlare di barconi mentre la Libia è in guerra. Intanto arriva la Cina che investe 40 miliardi nel Continente nero. Salvini insegue solo i più beceri che gli danno ragione sui social. Sarò pazzo, ma vorrei un leader che indicasse una prospettiva. Quando Salvini voleva uscire dall’Europa, non avendo ancora capito che la maggioranza degli italiani intende restarci, gli chiesi: scusa, e dopo? “Anche su una zattera, purché fuori dall’Ue”. Testuale.

Il giudizio su Berlusconi è tranchant :

Uomo di straordinaria intelligenza, che nel 1994 fu capace come nessun altro d’intuire una svolta epocale. Aveva promesso la rivoluzione liberale e invece è stato ingoiato dalla burocrazia immobile. La stessa fine che farà Grillo.



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