la rottura della quarta parete (Video)


Nell’ultima puntata di Non Mentire, Laura (Greta Scarano) fissa la camera, cercando il pubblico e rompendo la quarta parete, a dimostrazione che la serialità è sempre più rilevatrice dei sentimenti della società, senza perdere la narrazione di finzione


Partita senza nessun tipo di pretesa, Non Mentire è riuscita fin dalla prima puntata a convincere pubblico e critica, grazie alla buona qualità della regia di Gianluca Maria Tavarelli, degli interpreti (in primis i protagonisti Alessandro Preziosi e Greta Scarano) ed alla sceneggiatura. Ok, non un’idea originale italiana, ma un remake di una serie inglese, ma in questo caso i confini non contano, soprattutto nell’ultima puntata.

-Attenzione: spoiler sul finale di Non Mentire-

Se già i primi due episodi della serie si erano concentrati su un tema purtroppo attualissimo come la violenza sulle donne, fenomeno che supera i confini e diventa capace di suscitare reazioni universali senza bandiere di appartenenza, il finale di stagione fa di più, laddove fosse possibile.

La terza puntata di Non Mentire sembra infatti essere stata scritta in queste settimane, come se la distanza tra il tempo della stesura della sceneggiatura e quello della messa in onda fosse passato davvero poco. Le scena in cui Laura (la Scarano) riesce a far cadere nella sua trappola Andrea (Preziosi), legarlo e rivelargli cosa gli avrebbe fatto, è frutto di un periodo storico e di un sentimento di rabbia e frustrazione che ben descrivono i nostri tempi.

La trama è riuscita ad affiancare ad una linea crime inevitabile per tenere davanti allo schermo il pubblico una necessità di raccontare il presente che è sempre più urgente da parte della televisione. E laddove i talk show non riescono ad arrivare, ci deve pensare la serialità.


Non Mentire, un po’ a sorpresa, è riuscita pienamente nell’intento, fino a fondere la finzione della storia e la realtà di un tempo in cui l’insicurezza e la paura la fanno da padrone. Quando Laura riesce finalmente ad entrare in possesso dei video realizzati da Andrea mentre violenta le sue vittime, la donna alza lo sguardo e fissa la camera, e quindi gli spettatori, quasi a voler cercare da parte loro un consenso (anche se online c’è già chi ipotizza che in realtà la donna stia fissando Andrea, avvertito dalla badante della madre e corso a fermarla). Una rottura della quarta parete davvero insolita per una serie tv in generale e soprattutto per una serie italiana, ma che ha sancito la volontà della produzione di non limitarsi a fare solo intrattenimento ispirato alla realtà, ma a volersi spingere oltre.

Non Mentire è riuscito così ad inserirsi nel contesto storico, a intercettare e rappresentare le sensazioni comuni senza perdere il suo linguaggio originario, quello della fiction e quindi della finzione. Gli ultimi momenti della terza puntata, tra la conferma di quanto sospettato, il sollievo della protagonista di aver finalmente le prove per poter dimostrare di aver ragione ed il colpo di scena dell’omicidio di Andrea testimoniano come il genere seriale sia ormai più potente di servizi giornalistici ed interviste per arrivare dritto al pubblico.

Questa potenza dovrà essere tenuta sempre più in considerazione in televisione quando si vorrà decifrare la realtà e renderla materiale narrativo. Questa volta gli inglesi sono stati maestri, ma sarebbe bello che la prossima volta lo siano gli italiani. E mentre prendiamo nota, prepariamoci a Non Mentire 2: sentirsi dire che la serie finisce così sarebbe una bugia troppo grossa.





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