L’accerchiamento a Rai1


Qualcuno rema contro l’ammiraglia della televisione pubblica

I Retroscena di Blogo: L'accerchiamento a Rai1

Soleva dire la grande Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Ebbene, mentre le liti nella maggioranza giallo-verde crescono sempre di più in vista delle elezioni europee, cosa questa che per forza si ripercuote anche nella tv pubblica, pare che qualcuno, all’interno della Rai, remi contro la prima rete della televisione pubblica e gli indizi ci sono e sono anche più di tre.

Qualcuno se n’è accorto e ora, complice anche la situazione politica che pare, sondaggi alla mano, starebbe cambiando, vorrebbe riportare le cose al posto giusto, perchè Rai1 è la vera cassaforte della televisione pubblica. Tutto ha avuto inizio molti mesi fa, quando dai piani molto alti della Rai, su sollecitazione di Rai2, si decide di spostare il telefilm The good doctor da Rai1, che Angelo Teodoli aveva già posizionato nel prime time del suo palinsesto, a Rai2, che prima lo appoggia il venerdì sera e poi, dopo le obiezioni di Rai1 e anche di Lucio Presta, che aveva due programmi condotti da artisti della sua scuderia, vale a dire Superbrain e Sanremo young, sposta alla domenica, contro Fazio.

Rai1 si trova quindi a fronteggiare due grossi problemi, il primo è quello di vedersi privata di un prodotto che gli assicurava un ottima audience e posizionato su altra rete e poi essere costretta ad anticipare la messa in onda di due fiction molto forti, quali sono Che Dio ci aiuti e Mentre ero via per tappare il buco in palinsesto, bruciando cosi parte del suo magazzino “forte”,

Sempre parlando di fiction e per venire all’attualità più stretta, Rai1 avrebbe chiesto -alla luce di dati di ascolto disastrosi- di spostare quella su L’Aquila già un paio di settimane fa, ma dal settimo piano sarebbe arrivato un no, poi la settimana successiva con un dato ad uno cifra si è stati costretti ad appoggiare la fiction il venerdì su Rai3 dove ha fatto il 5% di share. Nel frattempo però Rai1 ha visto abbassarsi pericolosamente il dato di prime time.

Rai1 inoltre, dopo aver visto che Il Paradiso delle signore assicurava un 15% certo di ascolti in una fascia molto delicata come quella del pomeriggio da sempre in mano a Canale 5, ha deciso di ripristinare i contatti con la società che produce quella soap, dopo che dai piani altissimi di viale Mazzini si era deciso di chiuderla. Teresa De Santis, stando a quanto apprende Blogo, ha ripristinato i contatti con la società produttrice del Paradiso delle signore, contribuendo in maniera decisiva al rinnovo della serie per i prossimi anni e pure con un consistente taglio dei costi rispetto a quelli della prima stagione che sta terminando di questi tempi sulla Rete 1 della Rai.

In tutto questo sarebbero in corso dei tentativi da parte del settimo piano di “smontare” i palinsesti estivi (e non solo quelli) della prima rete della televisione pubblica, rispetto ai programmi e sopratutto rispetto alle pedine che li dovrebbero animare, alcune per altro gradite al movimento cinque stelle, che, come è noto, ha espresso l’amministratore delegato di viale Mazzini. La direzione di Rai1, che ha la titolarità delle scelte editoriali della rete, è stata espressa, anche questo è noto, dalla Lega che, dopo il 26 maggio, potrebbe diventare il primo partito, scalzando dal gradino più alto del podio -anche Rai – proprio il movimento guidato da Luigi Di Maio.

Va detto che Rai1 ha un dato in leggera flessione rispetto all’anno passato, ma dal quinto piano si tiene a sottolineare che i motivi sono imputabili sostanzialmente al palinsesto confezionato dalla precedente gestione, con gli ascolti non proprio esaltanti di alcuni show del venerdì sera, oltre che al sostanziale flop del Nome della Rosa, insieme alla già citata fiction L’Aquila grandi speranze di cui vi abbiamo già detto. Inoltre c’è il tema di un certo tipo di narrazione, da sempre cifra di Rai1, che sempre più spesso viene diffusa dalle altre due reti, in particolare la seconda, che ha voluto ed ottenuto anche alcuni pezzi di fiction che negli anni scorsi erano tutti per Rai1.

In aggiunta a tutto ciò c’è anche la questione sulle vice direzioni della prima rete che sono sempre in attesa di essere firmate, dopo le richieste fatte ormai da tanto tempo dalla direzione di Rai1 e di cui da queste colonne vi abbiamo già dato conto. Il continuo rimandarle tiene la rete in una sorta di paralisi che pare funzionale solo a chi non a cuore le sorti della Rete 1 che va avanti quasi per miracolo. Una situazione questa che -per fare una metafora automobilistica- è come se costringesse il direttore della Ferrari a cambiare le gomme durante i pit stop di un Gran premio.

Proprio su questo tema si è espresso Salvatore Margiotta, membro del PD della commissione parlamentare di vigilanza che ha detto :

“Dice bene il collega Giacomelli, il governo la smetta di preoccuparsi di questioni nelle quali non dovrebbe entrare, quali la conduzione dei programmi in Rai, e si preoccupi invece del tono del servizio pubblico a quasi un anno dalla nomina della governance. In settimana ci si aspettava che fossero comunicate alcune importanti nomine, tra cui quelle dei vicedirettori di rete, fondamentali per collaborare con la Direzione, e rafforzare la squadra alla guida della rete ammiraglia. Ma abbiamo assistito all’ennesimo rinvio. Perché? Facile intuire quale sia lo scontro sotterraneo in atto: anche la Rai è campo di battaglia all’interno della maggioranza. Di questo dovrebbero essere preoccupati ministri e sottosegretari, anziché montare una polemica fuorviante su una persona che, come ironicamente sostenuto da Giacomelli, ha il solo torto ‘seppur certo grave’, di essere un ex parlamentare”

Il riferimento è alla ventilata ipotesi, lanciata proprio da queste colonne, dell’approdo alla conduzione di alcuni speciali estivi di Linea verde di Nunzia De Girolamo, ecco cosa ha detto Antonello Giacomelli, deputato del PD, vicepresidente della commissione di vigilanza :

“Vedo con sorpresa autorevoli esponenti di governo commentare, con un raccapriccio degno di miglior causa, una ipotesi, che peraltro risulta del tutto priva di conferma, di utilizzo in una trasmissione Rai di Nunzia De Girolamo. Se davvero il governo vuole occuparsi seriamente della situazione del servizio pubblico, anziché prendersela senza nessun motivo reale con una persona che ha il solo torto, seppur certo grave, di essere un ex parlamentare, può attingere da un lunghissimo preoccupante elenco di motivi, reali e non fantasiosi. E forse sarebbe l’ora lo facesse”

Insomma pare davvero che l’accerchiamento attorno a Rai1 stia diventando sempre più asfissiante, in attesa di quel che sarà dopo il 26 maggio, data questa, come già ampiamente descritto da queste colonne, che dovrebbe diventare il vero e proprio spartiacque della Rai prossima futura.



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