Microsoft investe 1 miliardo di dollari per l’intelligenza artificiale


UN miliardo di dollari andranno a OpenAI Artificial Intelligence Lab per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. E’ l’investimento annunciato da Microsoft in un comunicato congiunto dalle aziende coinvolte nel progetto: la partneship dovrebbe portare allo sviluppo all’interno di Azure, il set di servizi cloud del colosso informatico statunitense, di una piattaforma “di una ampiezza senza precedenti” che “farà crescere e gestirà modelli di intelligenza artificiale sempre più avanzati”.

OpenAI è stata costituita nel 2015 e ha beneficiato al momento del lancio di un investimento sempre da un miliardo da parte di Elon Musk, che ha in seguito lasciato il progetto, di Peter Thiel, cofondatore di PayPal insieme a Musk e tra i pochi imprenditori della Silicon Valley ad aver appoggiato apertamente il presidente americano Donald Trump, e di Reid Hoffman, creatore di Linkedin. Nata originariamente come un’organizzazione senza scopo di lucro, l’iniziativa si è trasformata all’inizio dell’anno in una società privata proprio per attrarre maggiori finanziamenti. “Combinando l’innovazione tecnologica di OpenAI con le capacità informatiche del sistema di intelligenza artificiale di Azure, la nostra ambizione è di rendere l’intelligenza artificiale democratica, assicurandone allo stesso tempo lo sviluppo in completa sicurezza, in modo che tutti il mondo possa trarne beneficio”, ha commentato il ceo di Microsoft, Satya Nadella.

In base all’accordo, Microsoft diventerà il partner principale per la commercializzazione di nuove tecnologie di intelligenza artificiale sviluppate dall’iniziativa. “L’AI è una delle tecnologie più rivoluzionarie del nostro tempo e potenzialmente può contribuire a risolvere molte delle sfide più urgenti del nostro mondo”, ha spiegato Nadella.

Musk negli ultimi anni si è distinto per aver più volte messo in guardia dai rischi dell’intelligenza artificiale che, se usata male, potrebbe portare alla nascita di robot assassini, causare ‘la terza Guerra mondiale’, come paventò in un tweet a settembre 2017, o portare alla creazione di un dittatore globale immorale, come sostenne in un documentario dello scorso anno firmato da Chris Paine.

 


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