Milan, Gattuso: “Paragone con Rocco è un onore. Il Sassuolo? Va trattato come una grande”


MILANO – Il Milan cerca di allungare la striscia di vittorie in campionato domani pomeriggio a San Siro col Sassuolo davanti a un pubblico da grandi occasioni: attesi quasi 70.000 spettatori in occasione della partita dedicata ai Milan Club. Una spinta più che mai necessaria vista l’importanza della partita per la lunga volata Champions con Inter e Roma. Gattuso chiede ancora una prova di continuità alla sua squadra.

Gattuso, è importante aver recuperato così la presenza del pubblico?
“I tifosi si convincono con le prestazioni e con i risultati. Martedì sera a Roma avrei voluto ringraziarli dopo la partita con la Lazio visto che erano in 5000 arrivati da tutta l’Italia. Noi stiamo dimostrando il piglio giusto. Serve la mentalità di pensare partita dopo partita. Domani sarà fondamentale non pensare già al derby in programma tra due settimane, ma solo al Sassuolo”.
Che tipo di partita immagina con il Sassuolo?
“Conosco Roberto De Zerbi molto bene. L’anno scorso ho fatto un solo punto contro di lui nei due confronti con il Benevento. Il Sassuolo ha giocatori importanti per la tipologia di calcio che vuole Roberto.  Dobbiamo preparare questa partita come se giocassimo contro grandissima squadra”.
La squadra dà l’idea di ottenere risultati spendendo meno energie rispetto allo scorsa stagione?
“Abbiamo fatto un lavoro importante a livello fisico. Abbiamo perso tanti giocatori, ma fisicamente stiamo bene. Dobbiamo pensare a quello che ci stiamo giocando. Mancano 13 partite che devono essere altrettante finali. Devono esserci grande voglia e grande concentrazione”.
Come sta Suso? Sembra il meno in forma in queso momento.
“Ci sta che possa attraversare un momento di appannamento. E’ importante però aiutarlo a esprimersi nel modo migliore. A livello tecnico ci ha abituato molto molto bene. Ha le qualità per spingerci a fare il salto di qualità”.
Cosa consiglia a Cutrone che ha poco spazio visto l’impatto di Piatek?
“Gli consiglio di lavorare e lavorare. Con entusiasmo e voglia. E non dimentichiamoci che Cutrone ha giocato spezzoni significativi con Atalanta ed Empoli. E’ penalizzato dal fatto che giochiamo con un attaccante solo. La professionalitò paga, per me non è un problema. Se ha il muso  vuol dire che ci tiene. Basta avere rispetto delle persone che fanno parte del Milan. E Patrick ha questo rispetto”.
A proposito di attaccanti, vorrebbe riavere André Silva nella prossima stagione?
“Sta giocando a Siviglia in prestito con diritto di riscatto. E’ stato lui a chiedere di andare via. E questa scelta va rispettata. Vale lo steso per Locatelli che troveremo domani da avversario. Dovete chiedere a Leonaro, Maldini e Gazidis delle strategie per André Silva”.
Le piace il paragone con Nereo Rocco che qualcuno sta fcendo?
“Mi rende orgoglioso. Rocco è stato il primo allenatore a vincere la Coppa Campioni in Italia. Ha inventato il catenaccio. E d’altronde da qualche anno c’è una squadra come l’Atletico Madrid che ha giocato due finali di Champions e vinto un campionato spagnolo giocando in un certo modo”.
Secondo lei, in Italia non dovremmo recuperare certi principi di gioco per fare una sintesi con le nuove tendenze del calcio, senza affidarci completamente alla nuova scuola del possesso palla totale?
“La bravura nostra deve essere quella di tenere quello che di buono ha fatto la nostra scuola e aggiungerci quello che il calcio ha sviluppato negli ultimi 7-8 anni”.
Paquetà è sempre più fondamentale.
“Deve pensare soprattutto a riposare. Si preoccupa troppo quando è in posizione per difendere. Si vede che è meno spontaneo. Invece quanto attacca è più naturale”.
Kessie ha recuperato dalla botta di martedì a Roma?
“Ieri aveva ancora un po’ di fastidio. Domani vediamo”.