Milan-Sassuolo 1-0: basta una autorete di Lirola, i rossoneri scavalcano l’Inter al terzo posto


ROMA – La lunghissima rincorsa del Milan al terzo posto è stata premiata da una vittoria molto sofferta. Lo scavalcamento in classifica dell’Inter è arrivato grazie a una autorete di Lirola. Stavolta Piatek si è fermato o meglio è stato fermato da una fase difensiva organizzatissima, ma ha comunque messo la firma sulla partita. Provocando l’espulsione del portiere Consigli, che lo ha spinto mentre s’involava verso la porta, ha permesso alla squadra di gestire l’1-0, giocando la metà finale del secondo tempo in 11 contro 10. La superiorità numerica ha alleggerito la pressione avversaria, che si stava facendo notevole, e la fase della sofferenza si è infine chiusa col sorpasso tanto atteso. 

SQUADRE A SPECCHIO

Gattuso ha scelto la formazione titolare classica, col rientro di Rodriguez e Çalhanoglu dopo la pausa in Coppa Italia (parziale per il turco). Invece De Zerbi ha lasciato in panchina Magnani e Babacar, risolvendo a favore dell’altro turco della partita, il centrale Demiral, e del velocista ivoriano Boga i due ballottaggi in difesa e in attacco. Nel suo 4-3-3, schierato a specchio di quello milanista, l’obiettivo era di contrastare Piatek col massimo della fisicità e di armare il contropiede con gli scatti delle ali Berardi e Boga ai lati di Djuricic. Il Pistolero non ha trovato troppo spazio nel primo tempo, se non per un allungo su imbeccata di Paquetà: il sinistro da fuori, debole e centrale, è stato figlio della fretta.

SFIDA APERTISSIMA

Il Sassuolo, spensierato grazie alla classifica, non si è mai intimidito e ha fatto gara di palleggio con gli avversari, inclini alla stessa tipologia di gioco, usando Djuricic come centravanti di manovra per gli scambi palla a terra. E’ riuscito a filtrare non di rado dalle fasce verso il centro o viceversa e l’azione prolungata del 21′ è stata a suo modo paradigmatica.  Sul cross rasoterra di Sensi da destra,  Djuricic ha anticipato d’esterno sinistro Romagnoli: è servito il riflesso perfetto di Donnarumma, molto gattesco, per evitare lo svantaggio. Il Milan è stato spesso costretto a usare il contropiede, senza tuttavia disdegnare la manovra avvolgente, appena trovava qualche corridoio. E’ stato forse il più tecnico della squadra, lo stilista brasiliano Paquetà, a mancare l’1-0 su cross arcuato di Suso la deviazione al volo: nell’area piccola non ha trovato la coordinazione giusta e ha toccato al volo di sinistro tra le braccia di Consigli. Analogo difetto di tempismo ha esibito Berardi, tagliando in lieve ritardo l’area su un’imbeccata frontale. Nella gara dei rispettivi contrattacchi l’ha comunque spuntata per primo il Milan, con i suoi break intorno alla mezz’ora. Un cross di Kessié, su percussione da destra, ha attraversato tutta l’area senza la deviazione fatale. Poi la fuga di Çalhanoglu a sinistra con cross dal fondo, allungato in corner da Peluso in spaccata, è stata propedeutica al gol. Sul calcio d’angolo di Suso, infatti, la traiettoria prolungata di testa da Paquetà si è trasformata in un assist sulla linea di porta, da spingere in rete. Lo ha fatto Lirola nel tentativo di anticipare Musacchio e Piatek.

BOGA DEVASTANTE

Il Sassuolo non si è certo arreso e ha puntato sulle progressioni di Boga a sinistra. Da una sua conversione, da sinistra verso il centro, è nato il destro a rientrare che ha schiaffeggiato il palo esterno. Il successivo scatto su lancio di Peluso, con pallonetto vincente, è stato vanificato dal fuorigioco, ma una punizione di Berardi, bloccata in due tempi da Donnarumma appena prima dell’intervallo, ha confermato l’opportunità, per il Milan, di aumentare la vigilanza nella propria trequarti. La compattezza di squadra nei rientri in copertura non è bastata a impedire il ricorso a qualche fallo tattico: un po’ a disagio nel ruolo forzato di incontrista, Paquetà è incorso in un’ammonizione. Gli errori di misura nei passaggi e nel controllo di palla, anche da parte di insospettabili come Çalhanoglu, hanno spinto Gattuso a cercare nuovo equilibrio tattico nell’inserimento di Biglia al posto di Bakayoko. La parata di Donnarumma sul sinistro girare di Berardi ha introdotto all’episodio quasi decisivo.
 

ROSSO E NERO

Il cartellino rosso a Consigli ha indirizzato la partita verso l’esito rossonero. Consigli in uscita maldestra di testa fuori area, scavalcato dal lancio di Kessié, ha spinto appena Piatek, che è crollato a terra, mentre in parallelo stava recuperando Demiral. Valeri ha espulso subito il portiere. Il consulto col Var lo ha indotto alla revisione al video della scena e alla conferma della decisione. De Zerbi è stato così costretto a togliere dal campo un giocatore di movimento – il capitano regista Magnanelli – per mettere in porta Pegolo.
La superiorità numerica non ha permesso al Milan di rilassarsi, tuttavia gli è stato possibile abbassare un po’ il ritmo e gestire meglio gli strappi del 4-4-1 obbligato degli avversari. Poi il doppio cambio in contemporanea ha attestato le rispettive esigenze. Gattuso, con Castillejo per lo stanco Paquetà, ha accentuato la verticalità del gioco. De  Zerbi, con l’ex milanista Matri per Djuricic, si è piegato alla necessità di un centravanti di ruolo, nella speranza del guizzo buono. Il guizzo Matri non lo ha trovato: sul suo destro da posizione decentrata Donnarumma ha parato ancora in due tempi. Kessié, che centravanti non è, ha dissipato un paio di azioni in contropiede: la prima su appoggio di Piatek, con un destro addosso a Pegolo, e la seconda con un pallonetto scentrato di sinistro, stavolta su allungo di Cutrone, entrato nel frattempo in staffetta col centravanti polacco. Così Boga ha continuato a mettere in crisi con i suoi funambolismi il Milan, tenendolo in apprensione fino all’ultimo e procurando invano a Berardi un’altra punizione da posizione centrale. Dopo i 5′ di recupero col fiato sospeso, i 60 mila di San Siro hanno tirato un sospiro di sollievo, lungo come la riuscita rincorsa all’Inter.