Milano-Sanremo: tra il gioco delle coppie, Nibali e il solito Sagan


Il gioco delle coppie, ma anche tanto altro. La Milano-Sanremo numero 110 tiene fede al ruolo di corsa tradizionalmente poco pronosticabile. Chiaro, non mancano i punti di riferimento, ed ecco il gioco delle coppie. Se la Tirreno-Adriatico è una convincente cartina al tornasole dello stato di forma generale, fari puntati sul duo della Deceuninck-Quick Step composto da Julian Alaphilippe ed Elia Viviani. Il francese (terzo due anni or sono) è perfetto per sparigliare le carte sul Poggio: la punta all’8% in quei 3,7 km che anticipano la picchiata molto tecnica verso via Roma è il suo trampolino di lancio ideale. Il campione d’Italia invece è quello per lo sprint, a patto di eliminare le tossine che inevitabilmente affaticano i polpacci dei velocisti lungo infiniti 291 km. Una divisione dei ruoli neanche troppo definita comunque: l’arrivo di Jesi (vittoria del francese dopo il ‘fintò lavoro per Viviani) è stato un segnale di come anche sull’ammiraglia (che può contare anche su un certo Gilbert) ci sia parecchio fosforo.

L’altra coppia è quella è quella della UAE Emitates, formata da Fernando Gaviria e Alexander Kristoff. Quest’ultimo, norvegese, sa come si fa anche se il suo successo alla Sanremo è datato 5 anni. Dovessero arrivare entrambi in posizione di sparo, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta, anche se il colombiano sembra avere una manciata di brillantezza in più.

Detto del gioco delle coppie, passiamo a chi -salvo pieghe imprevedibili ma possibili della Sanremo – il classico rivale in casa non ce l’ha. E’ il caso di Peter Sagan, che vive una situazione paradossale. Il fatto di non avere ancora brillato in stagione non gli ha tolto il ruolo di grande favorito: classe e genialità non gli mancano, e c’è pure un certo debito con la sorte. I secondo posti contro Ciolek nel 2013 dopo una giornata meteorologicamente infernale e contro Kwiatkowski (il polacco sarà un altro cliente difficile per tutti) ancora suonano come una beffa tremenda.

Tutto da vedere l’atteggiamento di Sagan. Andrà in prima linea oppure lascerà fare gli altri? Lo scorso anno ad esempio non si dannò l’anima per andare a riprendere il suo grande amico Vincenzo Nibali che cavalcava verso una straordinaria vittoria. Già, Nibali. Sinceramente pretendere un bis dopo l’eccezionale impresa di 12 mesi fa sembra troppo. Sognare però non costa niente, e poi lo Squalo (che potrà anche puntare sull’appoggio tattico di gente affidabile come Mohoric e Colbrelli) di sicuro troverà un pertugio per posizionare il suo agguato. Insomma, merita di diritto il ruolo di punta italiana oltre a Viviani e Trentin, quest’ultimo uscito in ottime condizioni dall’inizio di stagione.

Il resto lo dirà la gara. Se ad esempio il piccoletto Caleb Ewan (secondo lo scorso anno), l’irlandese Sam Bennett o l’olandese Groenewegen arriveranno in volata saranno guai per tutti. Ma tanti altri possono esprimere grandi cose: da Boasson Hagen al campione del mondo Valverde, da Greg Van Avermaet, ad ex vincitori come Demare e Degenkolb. Numerosi e imprevedibili, come la Milano-Sanremo.


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