Napoli-Salisburgo 3-0, Milik e Fabian Ruiz ipotecano i quarti per gli azzurri



NAPOLI – Schlager calcia fuori l’ultimo pallone del match e il Napoli guarda la sua bella dote, tre gol di vantaggio, con cui fra sette giorni affronterà la trasferta in casa del giovane e impertinente Salisburgo. Nella città di Mozart, viene da pensare, una squadra di calcio non poteva che essere così com’è questo Toro Rosso. Giovane, ambiziosa, talentuosa, ma anche pazza e imprevedibile. Pazza, come la sua cerniera difensiva, composta da Ramalho e da Onguene, due mezzi disastri, invero, per chiunque predichi il calcio con attenzione tattica. Sono loro a mandare su tutte le furie un tipo tranquillo come il tedesco Rose, un intellettuale prestato al calcio, che invece a un certo punto getta con livore la giacca sulla panchina.

Perché, vi chiederete, parliamo del Salisburgo nella serata magica di un Napoli brillante come certe lucine sulla sua costiera? Ma perché abbiamo visto giocare bene a pallone, e il Napoli, evidentemente, con questo avversario, si è divertito a giocare bene a pallone. I tre gol sono la differente cifra specifica, il peso di una squadra matura di fronte al peso di una squadra ancora non pienamente matura. Bene, il Napoli, cinico soprattutto dalla cintola in su, grazie all’affiatamento straordinario in costruzione di Fabian Ruiz e Allan, alla condizione di forma di Zielinski, a un Milik stellare che offre duetti eccellenti con Mertens. Arrivano tre gol uno più bello dell’altro, ma il Napoli nasconde pure la polvere sotto il tappeto. E la polvere – quella che fa storcere il naso ad Ancelotti – sono le distrazioni di Koulibaly e di Maksimovic.

Il primo in realtà è vittima di un narcisismo momentaneo, va in dribbling e affonda un tackle in ritardo; il secondo non riesce mai a completare un’azione difensiva, e cade dall’altalena, commettendo diverse ingenuità. Lo si vede dopo pochi minuti, quando perde un pallone e viene graziato dalla posizione irregolare di Daka che segna davanti a Meret. 
Errori che non costano gol validi, anche per un paio di prodezze di Meret che si iscrive alla gara dei migliori in campo, ma che  portano a due ammonizioni pesanti, tanto da costringere Ancelotti a rivoluzionare a Salisburgo la sua cerniera centrale difensiva: Chiriches e Luperto, non ce ne sono altri: a meno di invenzioni…

Meglio parlare di quello che accade dalla cintola in su e dei gol che fioccano e sono tutti frutto di giocate di altissimo livello. O meglio, due su tre: un’azione ad alta velocità e precisione – il salisburgo fa pressing alto – consente a Milik si saltare il portiere e di infilare a porta vuota l’1 a 0. Pochi minuti dopo, Callejon offre un pallone da calciare al volo da Fabian Ruiz, detto e fatto, palla in porta anche grazie a una bella finta del centravanti polacco. Dopo 18′ sembra l’inizio di una goleada. Invece bisogna aspettare 13 minuti della ripresa per vedere il tris, un cross teso che Onguenè in tuffo trasforma in un autogol clamoroso, in tuffo di testa. Poco prima Mertens da solo si fa ipnotizzare da Walke e sbaglia un rigore in movimento, poco dopo Milik in scivolata anticipa il portiere (dopo un altro omaggio difensivo ospite) ma mette fuori in scivolata. E ancora Ounas, nel finale, danza sulle punte e calcia al volo, fuori. Sono le migliori chances di una squadra che gioca in avanti con grande qualità, ma si addormenta in difesa.

Il Salisburgo cerca nel finale di produrre un gol in funzione del ritorno, Meret dice di no al rientrante Guldbrandsen con un paio di prodezze, un’uscita ravvicinata con il corpo e una manata in piena distensione. Tanti rischi che non permettono ad Ancelotti di sorridere, alla fine. Il Salisburgo ha spregiudicatezza e qualità giovanili (Wolf su tutti) e mette nel suo calcio un ritmo importante. La Lazio ne sa qualcosa… Ma il Napoli da trasferta, se attaccato, sa pungere: chiedete allo Zurigo o al Parma.

NAPOLI (4-4-2): Meret; Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Fabian Ruiz, Zielinski (21′ st Diawara); Milik (36′ st Ounas), Mertens (27′ st Insigne). A disp: Ospina, Chiriches, Malcuit, Ghoulam. Allenatore: Ancelotti
SALISBURGO (4-3-1-2): Walke; Lainer, Ramalho, Ongun, Ulmer; Schlager, Samassekou, Junuzovic (17′ st Mwepu); Wolf; Daka (17′ st Gulbrandsen), Dabbur (31′ st Minamino). A disp: Stankovic, Vallci, Szoboszlai, Haaland. Allenatore: Rose
ARBITRO: Kulbakov (Bielorussia)