Nazionale, Biraghi: ”Un onore essere qui, Finlandia ostica”. Chiesa, recupero difficile


COVERCIANO – “Indossare la maglia della Nazionale è già di suo un onore perché rappresentare il nostro Paese è un qualcosa di stupendo. Ma so che devo onorarla ancora di più perché l’hanno indossata grandi campioni, delle leggende della nostra Nazionale”. Parole di Cristiano Biraghi, sempre più punto di riferimento di quel ruolo di terzino sinistro, in passato ricoperto da gente come Maldini e Cabrini: “Giocare così va bene per me perché le mie caratteristiche migliori vengono esaltate. Negli ultimi anni penso di essere migliorato tantissimo, ritengo di aver fatto un buon lavoro ma so anche che posso migliorare perché si puo’ farlo a qualsiasi età”. Intanto non trapela ottimismo sulle condizioni di Federico Chiesa: le notizie parlano di principio di pubalgia, e se l’attaccante non prenderà parte all’allenamento odierno, molto probabilmente lascerà il ritiro. In questo caso comunque, vista l’ampiezza della convocazioni, il ct Mancini non chiamerà un altro giocatore per sostituirlo.

“FINLANDIA TOSTA E OSTICA” – La fase di rodaggio di Roberto Mancini è finita, ora bisogna fare sul serio. A partire da sabato sera contro la Finlandia. Biraghi non si fida: “Sarà una partita difficile, è una squadra nordica, tosta e rognosa. L’Italia ha sempre fatto fatica nella sua storia contro le squadre nordiche, quindi non sarà sicuramente facile. Ma giochiamo in casa e dobbiamo continuare il nostro percorso di crescita, ora arrivano le partite dove dobbiamo raccogliere i frutti di quel che abbiamo fatto fino ad adesso. Siamo una squadra giovane ma ci sono anche giocatori esperti che fanno assolutamente comodo a questa Nazionale e che servono a trascinare i ragazzi giovani e a indirizzarli sulla retta via”.

IL RICORDO DI ASTORI – Si giocherà ad Udine, uno stadio non uguale agli altri soprattutto per Biraghi. Il 4 marzo dell’anno scorso proprio nella città friulana morì Davide Astori. “A Udine io ed i miei compagni della Fiorentina abbiamo passato un brutto momento, quando sentiamo la parola Udine il pensiero è quello – il riferimento alla morte del capitano – Purtroppo è una città dove abbiamo un ricordo negativo ma la vita va avanti, penso che è importante ricordare Davide continuando il percorso che aveva iniziato lui, non solo calcistico ma anche di vita. I valori che aveva lui mi sento di portarli avanti perché mi ha fatto crescere tanto”. Ultima battuta sui brutti cori di alcuni tifosi viola nei confronti di un sostenitore sardo, Daniele Atzori, poi morto per infarto sugli spalti della Sardegna Arena durante l’ultima gara a Cagliari: “Certi cori sono inaccettabili, purtroppo il diritto di parola crea di questi problemi. Nel 2019, e penso anche ai cori razzisti, non si può accettare che venga macchiato uno sport bellissimo e seguito anche da tanti bambini come il calcio. Chi compie simili gesti danno un cattivo esempio. Fortuna che questi rappresentano solo una macchia in mezzo a tanti tifosi perbene”.


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