Netflix abbonati in calo, previsioni mancate, sorpasso di HBO, la concorrenza in arrivo


Due giorni complicati per Netflix tra numeri più bassi del previsto per gli abbonati e il controsorpasso di HBO nelle nomination agli Emmy…e il futuro?

Non sono stati due giorni bellissimi in casa Netflix. Mentre anche in Italia veniva presentata la terza parte del sorprendente e inaspettato fenomeno de La Casa di Carta in arrivo il 19 luglio, la piattaforma di streaming ha incassato due brutte notizie.

Da un lato è stata superata di nuovo da HBO nel totale delle nomination agli Emmy (ma qui chissà che a settembre la situazione non venga ribaltata nei premi effettivi) dall’altro ha dovuto registrare un dato in calo negli abbonati americani. Per la prima volta in 8 anni negli Stati Uniti Netflix ha perso 130 mila abbonati nel secondo quadrimestre del 2019. Mancata anche la previsione di crescita di 5 milioni di abbonati in tutto il mondo facendo registrare solo un +2.7 milioni, con conseguente calo del 13% delle azioni.

La piattaforma collega questo calo con l’aumento del costo dell’abbonamento in diverse nazioni (tra cui l’Italia dove il periodo di prova gratuito è scomparso) ma prevede un aumento consistente nel trimestre successivo forte anche dell’arrivo di titoli come Stranger Things e La Casa di Carta. Il capo dei contenuti di Netflix Ted Sarandos insieme al CEO Reed Hastings si mostrano sicuri del futuro della piattaforma non temendo la concorrenza crescente e in arrivo nei prossimi mesi.

Una concorrenza che mira a sfidare Netflix sia sui contenuti originali come Apple o Disney+ che sui titoli di catalogo come HBO Max e NBCU che si riprenderanno Friends e The Office strappandoli dal catalogo americano di Netflix. Secondo i vertici della piattaforma gli abbonati si sposteranno su altri titoli e non ci saranno conseguenze rilevanti sul numero di abbonati, che attualmente in tutto il mondo sono 151,6 milioni. Un numero che si riferisce agli abbonamenti sottoscritti ma considerando la pratica della condivisione e dello scambio delle password è quasi impossibile stimare gli effettivi spettatori di Netflix.

Proprio per questo i numeri che Netflix promette di sciorinare più frequentemente agli investitori, ai giornalisti e al pubblico sembrano più dati promozionali che effettivi spettatori. Secondo gli ultimi dati in 30 milioni hanno visto Dead to Me nel primo mese, ma non sappiamo se sono 30 milioni sui 151 totali o su tutti i vari indirizzi unici che hanno accesso alla piattaforma. Inoltre sono 30 milioni di spettatori che hanno visto tutta la serie o solo un episodio? A pochi giorni dal rilascio Netflix aveva rivelato che When they See Us era la serie più vista nei primi giorni negli USA, oggi ci viene svelato che in tutto il mondo nelle prime 4 settimane la serie amata dai giurati degli Emmy, ha raggiunto “solo” 25 milioni di case.

Numeri, dati necessari per provare a comprendere l’impatto dello streaming sul consumo televisivo. Il biennio 2020-21 rischia di essere fondamentale da questo punto di vista per la tenuta del sistema con l’arrivo di Apple, Disney, Quibi nel mondo e di HBO Max e NBCU negli USA, con una conseguente rivoluzione nel mondo dei diritti di ritrasmissione ma anche il rischio di saturazione nel pubblico. Quanto lo spettatore è disposto a spendere? Qual è il suo livello di sopportazione nel vagare tra i vari cataloghi per trovare qualcosa da vedere, prima di virare sulla vecchia e più semplice tv con un palinsesto ben definito e chiaro, magari da rivedere in streaming ma sicuramente più immediato?

Netflix, rispetto a tutti gli altri, parte da una posizione di assoluto vantaggio: non deve inseguire, ha un marchio e un posizionamento ben consolidato e soprattutto fuori dagli Stati Uniti è (ancora) il punto di riferimento dello streaming. Ma chi non pensa al domani rischia di rimpiangere il passato.



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