Netflix accusato di utilizzare informazioni sull’orientamento sessuale degli abbonati


Netflix proporre gli episodi di Love Death & Robots a seconda dell’orientamento sessuale degli abbonati: l’accusa, però, è stata subito smontata dalla piattaforma

Si è gonfiato e si è sgonfiato nell’arco di qualche ora, il piccolo caso che ha coinvolto Netflix e la sua nuova serie animata antologica Love Death & Robots, disponibile sulla piattaforma da venerdì 15 marzo 2019. Diciotto episodi, della durata variabile, che -ora sappiamo- sono proposti agli abbonati in ordine differente. Per qualche ora, però, è circolato il sospetto che a decidere quest’ordine di visualizzazione degli episodi fosse l’orientamento sessuale dell’utente.

A sganciare quella che sembrava essere una bomba che avrebbe potuto gettare Netflix nel mare di polemiche sulla raccolta e gestione dei dati personali è stato Lukas Thoms, fondatore dell’organizzazione Lgbt no profit Out in Tech, che su Twitter ha pubblicato due differenti schermate tratte da Netflix e relative, appunto, a Love Death & Robots.

Una è la sua, l’altra di un suo amico etero. Thoms fa notare come nella sua schermata, il primo episodio proposto sia “Il vantaggio di Sonnie”, un corto (uno dei migliori della serie) che contiene una scena di sesso tra due donne. Nell’altra schermata, invece, il primo corto a comparire è “Oltre Aquila” dove, invece, viene rappresentata una scena molto esplicita di sesso etero. Potrebbe essere una coincidenza, ma Thoms fa qualche ricerca e nota che anche ai suoi amici omosessuali il primo titolo proposto è “Il vantaggio di Sonnie”.

Thoms definisce la scoperta “la cosa più folle possibile”, convinto che l’ordine degli episodi cambi se “Netflix pensa che tu sia gay o etero”. “Sapevamo da tempo che Netflix personalizza il marketing dei suoi show basandosi sull’orientamento sessuale (con i trailer, le cover, ecc)”, scrive rincarando la dose, “ma questo è il livello successivo, cambiare l’effettiva esperienza di visione”.

Immediata la replica di Netflix, che ha risposto sempre su Twitter a Thoms.

“Non abbiamo mai avuto prima una serie come Love Death & Robots, quindi abbiamo deciso di provare qualcosa di completamente nuovo”, scrivono dall’account della piattaforma, “presentare quattro differenti ordini di episodi. La versione che ti è stata mostrata non ha nulla a che fare con il genere, l’etnicità o l’identità sessuale -informazioni che neanche abbiamo”.

Una spiegazione che non ha fermato i commenti ironici di chi, trovandosi “Il vantaggio di Sonnie” come primo corto proposto, ha commentato “Netflix pensa che sono gay!”, ma che ha trovato fondatezza nella ricerca effettuata da Thoms, che ha deciso di chiudere la sua “indagine” con la conferma che l’esperimento di Netflix si basa sulla casualità di un algoritmo.

“Ultimo aggiornamento: un amico che lavora in Netflix di cui mi fido ha dato un’occhiata, ed a quanto pare l’ordine degli episodio è al 100% un test casuale. I consigli basati sull’identità sono ancora un buon argomento di discussione, ma in questa situazione era solo il caso!”.





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