“Non ho responsabilità su quanto trasmesso”


Traduzioni inesatti, testi ridotti, brani moncati: Morgan non è soddisfatto dello speciale Bowie trasmesso nella seconda serata di Rai 2.

A noi era piaciuto: l’ambientazione raffinata, le introduzioni misurate, gli omaggi/cover più puliti di quelli realizzati per i Queen e soprattutto Bowie live in tv senza eccessivi tagli avevano fatto la magia. Ziggy, andato in onda ieri sera su Rai 2 in seconda serata, ci (mi) aveva fatto rifare pace con il racconto della musica in tv dopo il Vasco di Canale 5 – con un (bel) Verdelli distribuito col contagoccie e un racconto così frammentato e diluito da far salire l’esaurimento nervoso – ma a quanto pare è molto lontano da quello che aveva in mente Morgan, tanto da prenderne pubblicamente le distanze con un lungo post su FB.

Io non sono responsabile del montaggio di quello che è andato in onda ieri sera e posso garantire che di quel che è stato registrato è praticamente andato in onda meno del 10% per ciò che riguarda il ‘racconto’, e mi imbarazza un po’ che si sia utilizzato il titolo ‘Morgan racconta Bowie’, visto che a conti fatti non è stato praticamente usato il mio materiale narrativo che era attinto estemporaneamente da una bozza di ben 71 pagine che avevo preparato come traccia. Anche le informazioni che erano in sovraimpressione non provengono da me tantomeno dal mio testo, che evidente è stato completamente snobbato dalla produzione del programma

ha accusato il cantautore, che a supporto della sua dichiarazione ha allegato le 71 pagine preparate per la trasmissione. Quello è il “Morgan racconta Bowie” che pensava di vedere in tv nelle 2 ore e 25 di programma. Ma, va detto, o lui o la musica…

Al netto del bignamino di quello che doveva essere il suo racconto, la parte che forse ha più irritato l’autore Morgan è stata la grafica in versione ‘spiegone’ con profondità da Wikipedia e i testi tradotti in maniera letterale, lontani da quelli da lui proposti. Nel post, infatti, si legge:

Ho apprezzato ovviamente il concerto che conoscevo benissimo e anche le performance musicali, nonostante anche quelle tutte amputate delle introduzioni e delle code in cui spiegavo alcuni dettagli della musica di David Bowie e della sua particolarità, facendo esempi pratici e strumentali. Posto che comunque non avevo intenzione di essere una presenza invasiva nel concerto, mi scuso con quelli che avrebbero gradito più ‘racconto’ dal mio punto di vista e meno ‘Wikipedia’ in grafica. Ah, anche le traduzioni dei testi erano completamente diverse da quelle che potete leggere nell’allegato e le ho trovate infatti poco poetiche e musicali e molto da ‘traduzione letterale’, cosa che non è mai stata mia intenzione”.

Non era sua intenzione neanche scegliere Serious Moonlight come tour:

“Aggiungo che se fosse stato nelle mie facoltà avrei sicuramente optato per trasmettere un concerto da una tournée degli anni novanta, magari Outside o Earthling tour, perché avremmo visto un David Bowie molto più moderno e valido per i nostri tempi, molto più inedito, e se mi permettete anche più interessante dato che personalmente, conoscendo tutta la sua storia musicale, ritengo che dal vivo l’apice si trovi proprio in quella decade dove c’è stata molta innovazione ma anche molta maturità. Bowie ha fatto dei capolavori negli anni 90 e 2000 e ancora siamo qui a parlare di Ziggy che, per carità, è una cosa storica e mitologica, ma c’è molto altro se proprio vogliamo ‘raccontare’ chi è stato veramente David Bowie. Modesta opinione.”

Modesta opinione di quello che però risulta essere un autore del programma. Dopo essersene praticamente tirato fuori, ‘chiosa’ cercando di riempire almeno mezzo bicchiere:

“È andata così, poteva andare molto meglio ma come si suol dire: il meglio è nemico del bene. Accontentiamoci. Meglio che niente”.

In effetti sì, decisamente meglio di niente. Anzi no. Se questo è stato solo un rimasuglio di quel che doveva essere, beh datecene ancora. C’era un’idea e si vedeva, c’era un rispetto per la musica ed è stata apprezzato. Ok, gli spiegoni si potevano evitare (o migliorare) così come le traduzioni, ma la formula resta vincente, con tutto il valore aggiunto offerto dalla cultura e dalla passione di Morgan. E sì, nello speciale sui Queen è stato più presente, più protagonista e meno ‘annunciatore’, ma la bellezza di rivedere un Bowie live in tv non va sottovalutata. Forse era meglio intitolarlo “Morgan ‘presenta’ Bowie” visto il risultato finale, ma – ribadisco – datecene ancora.

In tutto questo, la presa di distanza risulterà di certo una stecca per chi ha lavorato al programma, prodotto dal CPTv Rai di Roma e Milano, scritto da Cristiana Turchetti e Morgan, a cura di Valentino Loreto, con il montaggio di Andrea Paolini e Mariano Savinelli e la regia di Fabrizio Guttuso Alaimo. Ma il risultato finale, per realizzazione, confezione, fotografia e regia è stato sicuramente piacevole. Siamo pronti a seguirne una ‘nuova versione’, integrale. Quando volete.

Intanto potete godervi il ‘mostruoso’ speciale ‘rinnegato’ da Morgan su RaiPlay mentre rileggete d’un fiato il post di Morgan.

 



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