“Non lavoro in tv da tre anni, mai sceso a compromessi”


Il figlio di Walter Chiari si racconta sulle pagine di Spy: “Tornerei in tv soltanto con qualcosa di dignitoso e bello”.

“Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono”. Largo al factotum Simone Annicchiarico, almeno fino a quattro o cinque anni fa, quando sembrava che il figlio di Walter Chiari e Alida Chelli fosse destinato a raccogliere il testimone del padre e imporsi come nuovo volto della televisione italiana. Il presentatore, che tra il 2009 e il 2015 ha condotto con successo Italia’s Got Talent su Canale 5, trasmissione che gli ha consentito di ottenere ampia popolarità e la conduzione di altri programmi Mediaset e La7, non si fa più vedere sul piccolo schermo ormai da alcune stagioni.

Non ho lavorato negli ultimi tre anni, se non qualche apparizione sporadica” ha dichiarato ai microfoni del settimanale Spy, che lo hanno raggiunto per conoscere il motivo dell’eclisse:

La colpa è principalmente mia, o forse è un concorso di colpe. Ma non perché io non sia stato serio nel lavoro, anzi. Semmai sono orfano da anni, non ho nessuno che mi spinge, non sono sceso a compromessi, non ho mai preso tessere politiche. Quelli come me sono i primi a saltare. […] La meritocrazia non è mai esistita. Non so neanche se ho lavorato bene o male.

Figlio d’arte, con un’eredità che non sempre lo ha aiutato ad emergere nel mondo dello spettacolo, Simone Annicchiarico avverte inevitabilmente il confronto con chi lo ha preceduto in famiglia e la differenza tra la televisione di oggi e quella in cui hanno militato i suoi genitori. Un mondo distante quello presente, in cui è impresa ardua ritagliarsi un angolo di sincera espressione artistica, di sano intrattenimento, senza santi in paradiso.

Sono nato in una famiglia che ha sempre lavorato nello spettacolo. È come se fossi nato in una famiglia di cuochi bravi, che lavorano nei ristoranti stellati, poi sono arrivato io e mi hanno chiesto di fare i panini con l’hamburger nei fast food. Ecco, questo è quel che vivo io. La televisione si è appiattita così tanto, che ormai l’80% delle cose che mi vengono proposte sono dei prodotti di basso livello. Non perché io sia snob, ma siccome non ho la brama di esserci a tutti i costi, vorrei fare soltanto qualcosa di dignitoso. […] Tornerei soltanto con qualcosa di bello, come era La Valigia dei Sogni, o come era lo stesso Italia’s Got Talent.



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