Notre-Dame, una storia lunga 8 secoli



La cattedrale di Notre-Dame è forse il monumento storico più noto della Francia: si staglia, orgogliosa da secoli nel cuore di Parigi, e nel corso della sua storia ha talvolta accolto l’ammirazione delle persone, e talvolta si è dovuta confrontare con il loro rifiuto. Lunedì 15 aprile la sua storia è cambiata per sempre, quando lo scoppio di un devastante incendio ha causato il crollo del tetto e della guglia centrale.
 
La cattedrale – che custodisce, fra le sue reliquie, la Corona di spine di Gesù – si trova sull’Île de la Cité, un’isola che sorge al centro della Senna. Un tempo Parigi godeva di una buona posizione per il controllo del passaggio di beni lungo il corso d’acqua e si arricchì sempre di più fino a diventare, nel X secolo, il centro di una nuova, emergente, potenza europea.
 
Il commercio era la chiave della ricchezza, sempre maggiore, della città. Ma Parigi stava iniziando a conquistarsi anche la fama di centro spirituale: si sviluppò il culto del martire Dionigi (in francese, Saint Denis), patrono di Parigi.
Secondo la tradizione, Dionigi fu decapitato nella zona collinare di Montmatre (che significa, appunto, “Monte del martirio”) nella seconda metà del III secolo a.C. e, dopo la decapitazione, si narra che corse per circa nove chilometri e mezzo tenendo in mano la sua testa mozzata. Per onorarlo, nel XII secolo, fu costruita una basilica a nord della città, presumibilmente dove il santo si fermò dopo la corsa: la Basilica di Saint-Denis.
 
Fra i testimoni della costruzione della basilica ci fu Maurice de Sully, vescovo di Parigi, vissuto nel XII secolo. Quest’ultimo ammirava il lavoro svolto dagli architetti pionieristici che stavano dando vita al Gotico, uno stile che privilegiava archi a sesto acuto, soffitti alti e una grande presenza di luce. Il vescovo decise di realizzare un altro importante edificio nel cuore di Parigi: una cattedrale dedicata alla Vergine Maria, che sarebbe stata una vera e propria meraviglia della cristianità.
 
E i tempi si adeguavano perfettamente al progetto di Sully. Questa fase dell’Alto Medioevo fu caratterizzata da un boom economico che investì l’Europa, in particolare la Francia. Con il generoso sostegno finanziario fornito dalla corona, Sully assoldò un architetto (la cui identità è sconosciuta) per progettare la nuova chiesa nel 1160. La sua costruzione richiese la demolizione di diverse case nell’angusto quartiere medievale e di due chiese sull’Île de la Cité, che erano state costruite su un antico tempio pagano. La prima pietra fu posta nel giugno 1163, nel corso di una sontuosa cerimonia a cui partecipò anche Papa Alessandro III.


Sinistra: FACCIATA – Incoronata da due torri identiche, la facciata occidentale è adornata, sui portali, da tre gruppi scultorei, dedicati (da sinistra a destra) alla Vergine, al Giorno del Giudizio e a Sant’Anna. Sopra si trova la galleria dei re dell’Antico testamento e uno dei tre rosoni. Fotografia di Tomas Sereda, Getty
Destra: GARGOYLE – Molti dei doccioni a figure grottesche, gargoyle e chimere di Notre-Dame, sono stati ideati dall’architetto Viollet-le-Duc e dallo scultore Victor Pyanet nel 1800. Tra le opere più famose di Notre-Dame, queste forme mostruose riflettono le idee del 19 ° secolo sulla natura umana. Fotografia di Dea / Album

Costruire una cattedrale
 
Per realizzare la cattedrale di Notre-Dame furono necessari quasi due secoli. La cattedrale divenne il progetto di vita di Sully. Si iniziò con il lavoro sul santuario e sulla navata. Nel 1182, durante il regno del nuovo re, Filippo II, fu consacrato l’altare maggiore. Sully fece in tempo a celebrare la prima messa nella cattedrale, prima di morire nel 1196, quasi 150 anni prima che le strutture principali della cattedrale fossero concluse nel 1300.
 
Nel progetto iniziale della cattedrale, il pesante soffitto richiedeva la presenza di muri spessi e robusti per sostenerlo, limitando così le dimensioni delle finestre e riducendo la quantità di luce naturale che accedeva nell’edificio. Nel 1220, il soffitto fu rivisto considerando la presenza di volte a nervature, una delle grandi innovazioni introdotte dallo stile gotico, che utilizzava volte di pietra trasversali per rinforzare la struttura. Si riduceva così la pressione sui muri portanti ed era possibile prevedere la presenza di più finestre.
 
Negli anni Quaranta del 1200, Jean de Chelles – il primo architetto di Notre-Dame la cui identità è nota, che diresse i lavori di costruzione – completò la navata e le due torri della facciata principale (rivolta a ovest). I lavori iniziarono sulle facciate del transetto, e furono completati dal suo successore Pierre de Montreuil. Durante il suo incarico, de Montreuil supervisionò l’installazione di nuove finestre più grandi, inclusi i tre rosoni che si trovano nelle pareti settentrionale, meridionale e occidentale.
 
A dare gli ultimi ritocchi al monumento fu, nel 1300, l’architetto Jean Ravy, che fu uno dei primi a utilizzare un’altra grande innovazione architettonica gotica: gli archi rampanti, strutture esterne che servivano a sostenere il tetto e le pareti. Questi archi consentono di trasferire all’esterno le forze imposte dall’alto soffitto, lasciando così le pareti interne libere da sostegni e conferendo maggiore grazia e maestosità all’edificio. Tali strutture – divenute alcune degli elementi più emblematici di Notre-Dame – possono essere ammirate all’esterno della cattedrale.


Sinistra: ARCHI RAMPANTI – Notre Dame fu uno dei primi edifici gotici ad adottare archi rampanti. Questi elementi architettonici hanno permesso all’edificio di elevarsi scaricando il peso del tetto. Fotografia di Jean Lemoine / Getty Immagini
Destra: LE CAMPANE – Le imponenti campane della cattedrale sono famose, ognuna con il proprio nome. Ospitata nella Torre Sud, la campana principale si chiama Emmanuel. Fusa di nuovo nel XVII secolo, pesa 13 tonnellate. Il solo battaglio 500 chili. Fotografia di Bertrand Rieger / Gtres

Icona urbana
 
Dal punto di vista culturale, Notre-Dame non fu mai considerata di importanza fondamentale per la monarchia francese. I re preferivano infatti essere incoronati per inaugurare il loro regno nella Cattedrale di Reims, a circa 130 chilometri a nord-est di Parigi, e concluderlo facendosi seppellire nella Basilica di Saint-Denis. L’unico monarca del Medioevo a essere stato incoronato nella Cattedrale di Notre-Dame non era francese, ma Enrico VI d’Inghilterra, che fu proclamato re nel 1431, e il cui gesto è da inquadrare nell’ambito della campagna inglese mirata a estendere il controllo politico sulla Francia (che ormai poteva ritenersi spacciata) durante la Guerra dei Cent’anni.
 
Piuttosto, Notre-Dame divenne un’icona urbana e lo sfondo nel quale intere generazioni di parigine vivevano le loro vite. Durante il Medioevo, ospitava l’annuale Festa dei folli. Questa celebrazione, forse un retaggio delle feste pagane, si basava su una chiassosa cerimonia durante la quale un umile membro della società veniva nominato papa o arcivescovo e presiedeva la festività del giorno.
 
Notre-Dame divenne anche il punto di riferimento attorno al quale iniziò a svilupparsi la vita intellettuale della Francia. Nei primi anni del 1100, il grande filosofo Pietro Abelardo insegnava alla scuola cattedrale di Parigi, un’istituzione che precedette la scuola di Notre-Dame. Il valore della cattedrale fu messo in risalto con il prosperare della reputazione della scuola, e quando gli studenti iniziarono ad affluire in gran numero a Parigi per accedere agli insegnamenti filosofici più all’avanguardia nel XII e del XIII secolo.
 
Molti studenti arrivarono a Parigi senza le risorse necessarie per pagare gli studi e iniziarono a mendicare e a compiere atti criminali per guadagnarsi da vivere: a loro fu attribuito il nome di goliard. Questi individui frequentavano bar e bordelli che esistevano all’ombra della chiesa. I vescovi di Parigi accettarono infine di porre fine agli eccessi degli studenti. Nel 1215, il cardinale Robert de Courçon ordinò la lettura di un decreto davanti all’ingresso di Notre-Dame, illustrando vari statuti volti a ristabilire l’ordine nella comunità universitaria. Davanti alla cattedrale si svolgevano assemblee e spettacoli di ogni tipo, ma anche processi ed esecuzioni. Nel 1314, su un’isoletta della Senna vicino all’abside di Notre-Dame, Jacques de Molay, l’ultimo Gran maestro dei Templari, fu bruciato sul rogo.


UN TOUR DI PARIGI MEDIEVALE – Questa incisione della metà del XVI secolo offre una visione di come doveva essere Parigi tra il XII e il XIV secolo, periodo in cui Notre Dame era in costruzione. La città era ancora chiusa dalle mura del XIII secolo, in seguito ampliate alla fine del XIV secolo. La Senna divide la città in tre aree principali collegate da quattro ponti. I due più vicini a Notre Dame furono costruiti alla fine del XIV secolo. L’Île de la Cité, costituiva il centro religioso e politico, riunendo la Cattedrale di Notre Dame e il Palais de la Cité, residenza permanente dei re di Francia fino al XIV secolo. Oggi si trova ancora poco dalla Parigi medievale, a parte gli edifici dell’Île de la Cité, come la Conciergerie, una delle parti più antiche del Palais de la Cité e, naturalmente, la stessa Notre Dame. Fotografia di Gérard Blot / Institut De France / Rmn-Grand Palais

Saccheggio e rivolta
 
Nel XVIII secolo, il gusto architettonico cambiò radicalmente. Nel bel mezzo del regno di Luigi XIV, la venerabile cattedrale fu soggetta a una trasformazione radicale e controversa, una “restaurazione” che le generazioni successive avrebbero considerato più dannosa di secoli di usura. Il pontile-tramezzo, adornato con sculture, fu abbattuto. Le vetrate del XII e del XII secolo furono sostituite da vetri trasparenti. Un pilastro del portale centrale fu demolito per consentire il passaggio di grandi carrozze durante le processioni.
 
Ma la vera devastazione arrivò nel 1789. Considerato un simbolo del potere e dell’ostilità della chiesa e della monarchia, l’edificio fu saccheggiato durante la Rivoluzione francese. Le teste delle 28 statue presenti nella Galleria dei Re, sul portale principale, furono staccate dai rispettivi corpi: per il popolo simboleggiavano l’odiata stirpe reale francese; in realtà, rappresentavano gli antichi re di Giudea e Israele. Furono distrutte anche le sculture che adornavano le porte e, all’interno, i reliquiari e le statue di bronzo. Il piombo presente sul soffitto fu saccheggiato per farne proiettili, mentre le campane di bronzo furono fuse per fabbricare cannoni. Fu risparmiata solo l’enorme campana Emmanuel, che si trovava nella Torre sud e che pesava circa 13 tonnellate.
 
Durante il periodo rivoluzionario, la cattedrale fu scristianizzata, e Robespierre intitolò la chiesa al culto dell’Essere Supremo. Una volta che il Terrore fu placato, la cattedrale riprese il ruolo ricoperto in passato, ma un’ombra rimase sul suo antico splendore. Molte delle sue finestre erano state distrutte e i suoi tesori trafugati o profanati. Uccelli volavano dentro e fuori accedendo dai vetri rotti delle finestre, costruendo nidi in alto nelle gallerie e affacciandosi in quello che si stava trasformando in una enorme rovina. Alla fine, nel 1801, il governo di Napoleone Bonaparte firmò un concordato con la Santa Sede, in base alla quale la Chiesa cattolica riprendeva il controllo di Notre-Dame. Ripartirono dunque i lavori di pulizia dell’edificio e ripristino delle finestre. Nel 1804, la cattedrale era in uno stato soddisfacente, tale da permettere a Napoleone di farsi incoronare imperatore al suo interno.


Sinistra: SOFFITTI A VOLTA – Molti dei grotteschi gargoyle e chimere di Notre Dame furono ideati dall’architetto Viollet-le-Duc e dallo scultore Victor Pyanet nel 1800. Tra le caratteristiche più famose di Notre Dame, le forme mostruose riflettono le idee del XIX secolo sulla natura umana. Fotografia di P. Escudero / Gtres
Destra: CALICE D’ORO del cardinale Louis-Antoine de Noailles, Notre-Dame Treasury, Parigi. Fotografia di Scala, Firenze

Ritorno alla gloria
 
Notre-Dame tornò alla gloria nella metà del XIX secolo, e ciò si deve soprattutto al romanziere Victor Hugo. Fra gli esponenti principali del romanticismo francese, Hugo guidò la rinascita dell’interesse per il passato medievale e l’arte gotica.
Nel suo romanzo di successo del 1831, Notre-Dame de Paris – pubblicato successivamente in inglese come The Hunchback of Notre Dame (Il gobbo di Notre Dame) – Hugo immagina i disordini medievali di Parigi, “fusi, combinati, amalgamati in Notre-Dame”.
 
Ambientate all’interno e intorno alla cattedrale, le peripezie di Quasimodo, il campanaro gobbo della cattedrale, e la bella zingara Esmeralda, infiammarono l’immaginazione dei lettori francesi di Hugo. I parigini e le autorità cittadine si radunarono attorno all’edificio in rovina, invocando il restauro di quello che consideravano un vero e proprio tesoro. Hugo scrive: “È difficile non indignarsi, prima delle innumerevoli degradazioni e mutilazioni causate dal tempo e dagli uomini, che hanno portato sofferenza al venerabile monumento”.
 
Negli anni Quaranta dell’Ottocento fu inaugurato il restauro della cattedrale. L’architetto Eugène Viollet-le-Duc fu selezionato nel 1844 per condurre i lavori. Per quasi 25 anni, egli cercò di ridare vita alla forza e alla bellezza di Notre-Dame; restaurò la facciata occidentale e la Galleria dei Re, aggiungendo, inoltre, nuovi elementi: una guglia torreggiante, le sculture dei dodici apostoli, oltre agli ormai celebri gargoyle e chimere, appollaiati sui muri in pietra.
 
Nel XIX secolo, anche la stessa città di Parigi cominciò a modernizzarsi in modi che andarono a vantaggio della cattedrale. Negli anni Cinquanta dell’Ottocento, Napoleone III assoldò l’urbanista Baron Haussmann per intraprendere una grande rigenerazione urbana di Parigi, durante la quale molti dei vecchi edifici della città sarebbero stati abbattuti per creare viali e grandi piazze aperte. Sull’Île de la Cité, Haussmann fece demolire case e altri edifici intorno alla cattedrale, al fine di lasciare spazio per una nuova piazza di fronte alla facciata principale. Per la prima volta, i parigini potevano contemplare da una certa distanza la cattedrale in tutta la sua grandezza.
 
Da allora, l’immagine di Notre-Dame non si è mai più disgiunta da quella di Parigi. L’edificio è celebrato nei dipinti di Matisse e Picasso, mentre Notre-Dame de Paris ha ispirato diversi film e musical. Lo stesso Hugo non sarebbe stato sorpreso dalla capacità dell’edificio di attrarre l’interesse di tutto il mondo, descrivendolo come “una chiesa madre centrale […] fra le vecchie chiese di Parigi, una specie di chimera; ha la testa di una, le membra di un’altra, i talloni di un’altra ancora, qualcosa di tutte”.
 
 
Timeline: costruita, abbandonata, restaurata
 
Dalla posa della prima pietra fino all’ultimo restauro, la storia di questa cattedrale gotica racconta la storia della stessa Francia
 
1163: La prima pietra della cattedrale viene posta alla presenza di Papa Alessandro III.
 
1182: il vescovo Maurice de Sully celebra la prima messa dopo la consacrazione dell’altare maggiore.
 
1240-1345: diversi architetti completano i lavori di realizzazione della cattedrale, inserendo elementi gotici.
 
1789: i rivoluzionari francesi causano grandi danni all’edificio, in particolare alle statue.

1831: la pubblicazione del romanzo di Victor Hugo Notre-Dame de Paris dà il via a una campagna in favore del restauro della cattedrale.

1844: Viollet-le-Duc viene assoldato per completare il restauro di Notre-Dame.