Olanda, Ajax: pensiero alla Juve, campionato compromesso. Ten Hag: “Sono inferocito, ma serva da lezione”


ROMA – L’età a volte fa brutti scherzi. Quella giovane più di quella adulta. L’Ajax ha pagato un prezzo alto allo sportello dell’anagrafe infangando per un giorno la propria virtù: la spensieratezza della qualità o viceversa. Ha perso senza motivo in casa dell’Alkmaar. Uno a zero. Che uno non se accorge quasi. Se non fosse che la squadra che ha ridicolizzato il Real Madrid perde subito dopo il sorteggio dei quarti di Champions. Ha perso anche la Juve, è vero: ma sono pesi diversi. La Juve potrebbe anche non fare punti per un mese. L’Ajax no. Doveva stare più attento. Era 2° in classifica dietro il Psv, lo stava tallonando. In cinque partite aveva rimontato quattro punti. Così invece il distacco si è di nuovo riaperto e ha cominciato a sanguinare come una vecchia ferita trascurata.

Cinque punti. Ai lancieri del presente e del futuro, non resta che lo scontro diretto di domenica 31 per provare a riprendersi quel titolo che manca in bacheca dal 2014: sarebbe il 34esimo. Il tecnico ten Hag non aveva lasciato spazio a dubbi, insomma il gruppo non poteva in alcun modo sottovalutare la trasferta: “Ce le dobbiamo giocare tutte senza pensare mai di essere i più forti”. Ma solo i più giovani, verrebbe da aggiungere. Non è stato ascoltato. Qualcuno nella sua boy band non ha recepito il messaggio, pur elementare, o lo ha fatto a modo suo: “Mandare a casa il Real Madrid non ti autorizza ad abbassare il livello della concentrazione”. Del resto per vincere ad Alkmaar ten Hag aveva scelto la formazione titolare. Nessuna concessione. Anche perché la Champions era ed è lontana. Ma non è bastato.

L’Ajax ha preso un gol da fantascienza, per come i suoi, quasi che avessero congiurato contro se stessi, si sono fatti sorprendere in quattro, a due metri alla linea di porta: quattro imbambolati più un portiere, il 22enne piccolo fenomeno camerunense Onana, cresciuto nella scuola calcio di Eto’o, che per motivi suoi aveva deciso di dare il peggio di sé in tre secondi, quanti ne bastano in genere per collezionare una straordinaria brutta figura, una di quelle cose che se la fai in Champions finisci poco sotto il povero Karius. “Sono inferocito”, ha detto ten Hag, “ma ci sarà di lezione”. La Juventus spera di no.


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