One Day at a Time cancellato, gli showrunner cercano una nuova casa


Netflix ha cancellato One Day at a Time dopo tre stagioni: gli showrunner della serie hanno annunciato di stare cercando una nuova casa per la serie, mentre Lin-Manuel Miranda invita la Nbc a salvarla

Un nuovo caso-cancellazione sta per scoppiare in casa Netflix, che ha appena annunciato di non aver rinnovato One Day at the Time, l’acclamato remake della popolare sit-com andata in onda dal 1974 al 1985 sulla Cbs. Una conferma delle voci che circolavano da qualche settimana, con la piattaforma streaming che ha motivato la sua decisione facendo riferimento ai bassi numeri di visualizzazione.

“Abbiamo preso la difficile decisione di non rinnovare One Day at the Time per una quarta stagione”, comunica Netflix su Twitter. “Non è stata una scelta facile -abbiamo passato numerose settimane a cercare di trovare un modo per fare un’altra stagione ma alla fine semplicemente non abbiamo avuto abbastanza spettatori per giustificarla”.

Ragioni puramente economiche, quindi, ed assolutamente non da ricondurre ai contenuti trattati dalla serie, diventata presto una delle più apprezzate della piattaforma per aver affrontato temi come l’immigrazione negli Stati Uniti, il mondo Lgbtq, il razzismo, le dipendenze ed il reintegro nella società per i veterani di guerra.

Temi seri, affrontati da una sit-com con una capacità fuori dal comune, riprendendo un format che il pubblico già conosceva: nella versione attuale, protagonista è Penelope (Justina Machado), che dopo aver servito il suo Paese nell’esercito, torna negli Stati Uniti, dove la attendono i figli Elena (Isabella Gomez) ed Alex (Marcel Ruiz) e la madre Lydia (Rita Moreno), fuggita dalla Cuba di Fidel Castro. Penelope soffre di depressione, ansia e disturbo da stress post-traumatico, ma affronta questi problemi e quelli legati all’essere una madre single con il sorriso e cercando sempre di dare il meglio di sé.

I momenti drammatici, inseriti sapientemente in una trama mai deprimente e capaci di alternarsi ad altri comici più rispettosi del genere sit-com, fanno di One Day at the Time una sit-com di ultima generazione, come poche altre ce ne sono in giro (l’altro esempio che viene in mente è Mom), che riescono a strappare un sorriso portando all’attenzione del pubblico argomenti d’attualità e di forte impatto.

Eppure, gli utenti i Netflix non hanno premiato il lavoro dei due showrunner, Gloria Calderón Kellett e Mike Royce, che però si sono già rimboccati le maniche, come loro stessi hanno annunciato in un comunicato seguente l’annuncio della piattaforma:

“Insieme al nostro studio Sony”, annunciano i due dopo aver ringraziato cast e pubblico, “stiamo esplorando altri luoghi in cui One Day at the Time potrebbe vivere, e con un po’ di fortuna potremmo trovarne uno”. Si ripete, quindi, quanto già accaduto in passato con altre serie, ma all’inverso: se prima erano gli show della tv generalista ad essere salvati da Netflix, ora potrebbe accadere il contrario (anche se non va sottovalutata l’ipotesi che ad interessarsi al salvataggio della serie possa essere un’altra piattaforma di streaming).

Intanto, i fan hanno reagito, chiedendo a Netflix di ripensarci (d’altra parte, è già successo con Sense8, a cui è stato dato un finale proprio grazie alle richieste del pubblico) e sperando che qualche network sia interessato a portare avanti le vicende della famiglia Alvarez. Tra i fan della serie spicca Lin-Manuel Miranda, che non ci pensa due volte ed invita la Nbc a farsi avanti.

“Ehi, Nbc”, scrive l’attore, “ho sentito dire che vi piacciono le comedy con una fan base già esistente che fanno ascolti migliori da voi che nelle loro precedenti case…”. Un riferimento neanche tanto velato a Brooklyn Nine-Nine, salvato dalla Nbc l’anno scorso dopo la cancellazione della Fox. A chiedere al network di intervenire, ai tempi, fu proprio Miranda, che ora spera che il miracolo si ripeta.





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