Roberta Petrelluzzi torna a parlare del caso Vannini e si dice “indignata” per il clima creato attorno alla vicenda


Roberta Petrelluzzi torna a parlare del caso Vannini: “Ormai non siamo più abituati al cercare il perché, ma siamo abituati a tifare. Non sono contro la madre, mai potrei andare contro il dolore di una mamma”

Roberta Petrelluzzi non indietreggia e si dice “indignata” per le reazioni successive al suo intervento in merito al caso di Marco Vannini, il ventenne ucciso nel 2015 da un colpo di pistola mentre si trovava a casa della fidanzata.

A sparare fu il padre di lei, la cui condanna è stata di recente ridotta in Appello. La settimana scorsa, prima della puntata di Un giorno in pretura dedicata alla vicenda, la conduttrice aveva pubblicato sui social un post “non ostile” rivolto alla ragazza di Vannini, Martina Ciontoli.

Un comportamento che ha scatenato le ire di chi ha visto nel gesto della Petrelluzzi una presunta vicinanza alla famiglia accusata dell’omicidio e, al contempo, del distacco nei confronti dei parenti della vittima.

Io ho il bisogno sempre di capire il perché uno fa certe cose”, ha detto la Petrelluzzi a Le Parole della settimana, cercando di spiegare il senso delle sue dichiarazioni. “Ti morirà il ragazzo che amavi e a sparare è stato tuo padre. Una situazione tale può mandare chiunque in uno stato di confusione totale. Non voglio credere che tu abbia voluto che il tuo fidanzato morisse, ma voglio credere che non abbia saputo agire in una situazione di panico, assolutamente fuori dall’ordinario”.

A finire nel mirino è pertanto il clima da stadio che si è creato attorno alla storia di Marco Vannini:

“Credo che ormai non siamo più abituati al cercare il perché, ma siamo abituati a tifare. O fai parte della curva sud, o fai parte della curva nord. Quando tifi non cerchi le ragioni, ma perché puoi essere contro. Si fanno petizioni affinché la ragazza venga cancellata dall’ordine degli infermieri e non possa più lavorare. Vi sembra possibile? Questa cosa mi indigna”.

Un pensiero infine va alla mamma del ragazzo morto:

“La mia lettera non sminuisce il dolore della madre, sono vicinissima a questa donna. Aver pietà anche per qualcun altro non significa essere contro di lei. Mi spiace che la mamma ha vissuto questo mio intervento contro di lei. Mai, mai, mai potrei andare contro il dolore di una madre”.



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