Roma, Pallotta: “Lo stadio? I ritardi ci hanno riportato indietro di due-tre anni”


ROMA  – “I ritardi nel progetto stadio ci hanno riportato indietro di due o tre anni. Pensavamo che oggi ci saremmo trovati molto più vicini all’apertura e tutto ciò ci avrebbe aiutato a generare entrate di gran lunga maggiori, per poter competere costantemente con i più grandi club di europa”. È tornato su un tema di stretta attualità il presidente della Roma, James Pallotta, in un’intervista esclusiva pubblicata sul sito della società giallorossa. Pallotta spiega che il progetto Roma lo emoziona ancora, nonostante le difficoltà tra cui quelle relative alla costruzione dello stadio sui terreni di Tor di Valle.

“Onestamente, gli ultimi sei o sette mesi sono stati difficili, a causa dei ritardi nello stadio – ha detto Pallotta – ma ora stiamo facendo nuovamente progressi. E non è un segreto che sono stato deluso da alcuni risultati in questa stagione. Come ho detto prima, dobbiamo migliorare, perchè abbiamo alzato l’asticella dei nostri obiettivi sapendo che possiamo raggiungerli. Se riusciamo a sistemare certe cose, vedrete il mio entusiasmo salire alle stelle”.

Riguardo al progetto dello stadio, il numero uno della Roma evidenzia che “non possiamo diventare un club top 10 senza uno stadio. Possiamo vivere grandi anni, come la scorsa stagione, e passare periodi in cui andiamo fino in fondo in champions league, ma voglio arrivare a essere tra i top 10 e non parlo solo in termini di fatturato, ma di tutto: mi riferisco al campo, alla percezione che c’è di noi, ai media, ai social, a tutte queste cose”.

E per riuscirci, ha ribadito Pallotta, “abbiamo bisogno di più entrate: per questo dico che lo stadio è il punto di svolta. Se si pensa che io sia più ossessionato dallo stadio rispetto alla squadra, semplicemente è perchè non passa il mio messaggio: è proprio perchè sono ossessionato dalla squadra che ho questa determinazione a costruire lo stadio, per mettere su un gruppo in grado di competere stabilmente a parità di condizioni con certi avversari”.

Gli obiettivi del patron giallorosso sono chiari: “Tra cinque anni la Roma deve giocare nel nuovo stadio. Mi piacerebbe vedere una grande squadra sul campo, competere per i trofei, davanti a dei tifosi entusiasti a roma e in tutto il mondo e un management solido in tutte le aree”.