Russia, bufera su Pogrebnyak: ”Ridicolo avere neri in nazionale”


MOSCA – “Giocatori neri in Nazionale? E’ ridicolo”. E’ bufera in Russia attorno alle parole dell’ex attaccante della nazionale, Pavel Pogrebnyak, che non ha usato mezzi termini per commentare la tendenza sempre più frequente a nazionalizzare giocatori stranieri, citando i casi dei brasiliani Mario Fernandes e Ari, quest’ultimo giocatore di colore.

RISCHIO SQUALIFICA – “Non capisco perché Ari abbia ricevuto un passaporto russo, è ridicolo vedere un giocatore di colore rappresentare la nazionale russa. Mario Fernandes è un grande giocatore ma nel suo ruolo abbiamo Smolnikov, possiamo fare a meno degli stranieri”. Parole che al 35enne giocatore dell’Ural Ekaterinburg, ex di Zenit, Stoccarda, Fulham e Reading potrebbero causargli una lunga squalifica (i media locali parlano di 10 giornate) e che sono state condannate da più parti, a cominciare da Mikhail Fedotov, presidente del del Consiglio per i diritti umani che fa capo al Cremlino. “Sono parole che puzzano di razzismo, credo che qualsiasi calciatore che gioca bene e ha la cittadinanza russa abbia il diritto di rappresentare la nazionale. Il colore della pelle, degli occhi, dei capelli non conta”.

LA RISPOSTA DI ARI – Dal canto suo, Ari ha risposto per le rime: “E’ molto triste che esista ancora certa gente. Io intendo continuare a giocare per la nazionale russa, ho già avuto così tanti problemi che queste parole mi scivolano addosso. Ho sofferto anch’io il razzismo in Russia, come è capitato a Roberto Carlos, Hulk o Eto’o. Ma ormai vivo qui da dieci anni, mi sento come a casa”.

LA RETTIFICA – Appena si è scatenato il caso, Pogrebnyak ha tentato di correggere il tiro: “Rispetto tutti i giocatori senza alcuna eccezione. Non ho nulla contro i calciatori di colore, ho solo espresso la mia personale opinione sul fatto che in nazionale mi piacerebbe vedere giocatori che sono nati e cresciuti nel nostro Paese, tutto qui. Non volevo insultare nessuno”. Per il 35enne attaccante da segnalare la solidarietà del suo presidente all’Ural Ekaterinburg, Grigory Ivanov, a detta del quale la gran parte dei giocatori russi condivide il punto di vista di Pogrebnyak.


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