Sampdoria-Atalanta 1-2, Zapata e Gosens decidono lo spareggio per l’Europa



GENOVA – Dentro ad una battaglia incandescente, con contorno di colpi proibiti, in campo, ma soprattutto fuori, con la Sampdoria che accusa il tecnico Gasperini di aver colpito il suo segretario generale Massimo Ienca al momento di uscire dal campo per l’espulsione, e con l’allenatore che controbatte parlando di “sceneggiata clamorosa” e di “un provocatore, genoano di lungo corso, che non doveva nemmeno essere lì e con il suo atteggiamento, in mezzo al diluvio di fischi nei miei confronti, probabilmente voleva riempirsi di sampdorianità”,  l’Atalanta vincendo due a uno legittima le sue speranze europee e affossa forse definitivamente quelle dei padroni di casa, piegati da una brutta battuta d’arresto in uno scontro diretto e da un distacco in classifica che ora si fa molto pesante.

E’ stata una partita maschia, forse troppo fisica, è l’amara considerazione di Giampaolo, che si rammarica per come i suoi non abbiano saputo reggere il confronto muscolare, sbagliando nei momenti decisivi, almeno cinque occasioni da gol buttate all’ortiche, e facendosi trovare impreparati, quando l’attimo fuggente aveva matrice bergamasca. L’Atalanta, che sotto la gestione Gasperini gioca a memoria e accetta il confronto duro e individuale, ha fatto capire di essere più pronta per certi palcoscenici, sapendo trovare nei quattro di centrocampo, tutti impeccabili, risorse che la fantasia un po’ appannata e soprattutto intermittente di Ilicic e Gomez ieri non sapevano trasmettere. Correndo per novanta minuti a perdifiato, la squadra si è messa nelle condizioni di dare e prendere sberle, riuscendo però nel computo totale ad avere più benefici che guai. Anzi, dopo essere passata in vantaggio con la rete “sporca” di Zapata al 5′ della ripresa, tocco del colombiano impazzito nella traiettoria per via di un calcio subito da Andersen e capace di spiazzare Audero,  a voler cercare il pelo nell’uovo l’Atalanta ha saputo pure complicarsi la vita, visto che il pareggio è arrivato su calcio di rigore, figlio di una colossale ingenuità del  Papu Gomez, che ha pensato di liberarsi di Ramirez strattonandolo, dimenticando di non essere in ripartenza a centrocampo, ma nella propria area di rigore.

L’episodio, penalty indiscutibile, subito ravvisato dall’arbitro Fabbri e vidimato dal Var, ha scatenato l’ira di Gasperini, con tutti gli annessi e connessi dopo la sua cacciata dal campo, e ha rischiato di mettere in salita la gara degli ospiti, che sembravano in grado di gestire comodamente il vantaggio e invece si sono trovati un punteggio riequilibrato con la trasformazione al 22′ del secondo tempo di Quagliarella, ventesimo gol in campionato, capocannoniere solitario, e rete numero 147 in serie A, a pari merito con un certo Omar Sivori.

L’Atalanta si è fatta male quasi da sola, ma ne aveva di più ed è riuscita di nuovo a portarsi in avanti al 33′, con una perla di Gosens quasi sulla linea di fondo, bravissimo da sinistra a trasformare in oro un salvataggio di Audero su tiro cross di Hateboer. Anche lì non sono mancate le proteste, questa volta di marca doriana, ma l’arbitro e i suoi assistenti al Var hanno giudicato passiva la posizione irregolare di Zapata sulla linea di porta,  nonostante il colombiano provi (senza successo) ad arrivare in spaccata sul pallone per la deviazione. Il colpo del kappao, un po’ rocambolesco, può creare nei blucerchiati qualche rimpianto, ma va detto che nel complesso la vittoria atalantina può essere considerata giusta. Audero ha provato a sciorinare qualche miracolo, sul colpo di testa di Pasalic, su una percussione di Ilicic, ma una Dea ha mezzi divini superiori e alla fine inchinarsi è risultato inevitabile. Anche perché i prodigi del portiere sono stati imitati dal collega Gollini, superlativo al 43′ della ripresa sulla deviazione aerea di Ekdal e un minuto dopo nel ribattere in uscita su Defrel, e poco assecondati dai suoi compagni di squadra in avanti, imprecisi sotto porta (nel primo tempo Linetty da buona posizione si è fatto respingere il tiro, Praet lanciato a rete ha alzato troppo un pallonetto) e soprattutto poco efficaci, con un Quagliarella reduce da infortunio e a scartamento ridotto, un Saponara tolto dalla mischia per via di un guaio muscolare, un sostituto, Ramirez, guarito da due allenamenti dopo essere stato fuori per un mese, e un Gabbiadini piuttosto annebbiato. L’Atalanta ha muscoli più tonici, non sarà facile farle scappare di mano l’Europa. Sogno che per la Sampdoria è già scivolato via.