Samsung Galaxy Fold, il primo smartphone pieghevole: la nostra prova


LONDRA – Al contrario di quel che si potrebbe immaginare, non è troppo grande per essere uno smartphone, né troppo piccolo per essere un tablet. Galaxy Fold sembra piuttosto il frutto di un buon compromesso su cui Samsung scommette per cambiare le carte in tavola trasformando lo smartphone in pieghevole. E anche se nei prossimi anni rischia di restare un prodotto di nicchia per costi e sviluppo, certo è che il Fold fa da apripista a nuove soluzioni che per gli smartphone non si cercavano da tempo.

Lo abbiamo provato in anteprima a Londra, a pochi pochigiorni dal lancio. Il Fold arriverà il 3 maggio in Europa e nelle tasche degli italiani disposti a spendere 2.050 euro per avere il primo del genere sul mercato. Non costa poco e non sarà l’unico, ma ha bruciato le tappe. Al ha debuttato Mobile World Congress di quest’anno Huawei, Oppo, ZTE e Tcl hanno intrapreso la stessa strada, seppure con soluzioni diverse, ma Samsung ha tagliato il traguardo. Software permettendo, va detto, perché anche i programmi dovranno prendere la rincorsa per adeguarsi al formato del tutto nuovo.

Se alla fiera catalana l’oggetto (con qualcosa in più di un prototipo e qualcosa in meno di un prodotto) era chiuso in una teca e oscurato da una coda pressoché infinita di visitatori curiosi, siamo finalmente riusciti a maneggiarlo due mesi dopo per renderci conto che le nostre abitudini non verranno poi messe così a dura prova dalle dimensioni e dal “trasformismo” di un dispositivo che si apre come un libro.


Samsung Galaxy Fold, il primo smartphone pieghevole: la nostra prova

Andiamo per gradi. Si parte con uno smartphone che, da chiuso, ha uno schermo verticale (esterno) di 4.3 pixel, con uno spessore che grazie alla larghezza contenuta non impatta sulla presa (nonostante il peso, da 263 gr.). Prima di aprirlo, per le sue dimensioni il Fold ricorda più un telecomando di vecchia generazione (anche se di nuovo vestito) o una trousse di lusso, che uno smartphone di ultima, ma si tiene facilmente in una mano (anche piccola) permettendo di rispondere al telefono senza che sgusci via, fare selfie (orientando il dispositivo in verticale oppure in orizzontale) e gestire i menu che troviamo su qualsiasi altro smartphone. Ma quello che cerchiamo davvero (e che fa la differenza) non può però che essere al suo interno. Una buona presa sui bordi magnetici consente di aprirli in modo che lo schermo distenda la sua piega centrale, ed ecco avviata la magia che lo raddoppia.


Samsung Galaxy Fold, il primo smartphone pieghevole: la nostra prova

Il movimento non è affatto complicato e il clic delle tastiere fisiche di un tempo diventa un “clac” silenzioso che trasforma il dispositivo in un libro aperto, appunto, esattamente come la farfalla in volo che la stessa Samsung ha scelto come sfondo per il suo smartphone all’avanguardia apre le sue ali. A garantire il passaggio fluido da un formato al suo doppio è un complicato sistema di cerniere che Samsung ha realizzato ispirandosi ai meccanismi interni degli orologi svizzeri.


Samsung Galaxy Fold, il primo smartphone pieghevole: la nostra prova

Il display frontale è in vetro (gorilla glass 6), con rivestimento in alluminio, mentre quello interno riesce a piegarsi grazie a una serie di strati di polimeri studiati per essere ridotti al minimo dello spessore e assicurare la massima flessibilità. Il risultato è che quando si apre lo smartphone, la piega resta in parte visibile ma senza disturbare la visione, neppure durante la riproduzione di film o giochi.

La metamorfosi finale vuole che lo schermo di partenza guadagni in ampiezza: aprendo lo smartphone si passa così ai 7.3 pixel con un formato 4:3 che, pur ricordando la buona vecchia tv, si presta comunque ad ospitare ben più di una app per volta. Sono tre in realtà quelle che l’App Continuity permette di usare in modo contestuale, suddividendo lo scjermo in modo che si possa ad esempio consultare una mail mentre si guarda un video (ridimensionato in un angolo), magari inviando nello stesso momento un messaggio. Troppe cose insieme, verrà da dire? Non è detto, visto che gli smartphone più diffusi ci hanno abituati in poco tempo a usare lo swipe (sfogliando le app) per fare una cosa via l’altra. Impareremo presto anche a spostare con rapidità quel che ci serve di avere in primo piano.

La cerniera dunque spazza via il concept del phablet e regala l’idea che il pieghevole possa davvero diventare telefono e tv, tablet e computer. Ma sarà l’uso continuato e massiccio a decretare se il meccanismo, messo alla prova dalla casa produttrice che ne assicura una resistenza fino a 200mila volte in 5 anni (100 al giorno), può realmente resistere all’apertura continua. Unico neo visibile, lo smartphone che chiuso a libretto mantiene comunque un’apertura in corrispondenza della cerniera (verso l’interno) a fare da spessore, limitandone il taglio ”tascabile”, ed esponendo gli schermi interni e i bordi alla polvere.

C’è da dire che pur trattandosi di un prodotto in fase pre-vendita, quindi pur sempre un dispositivo di prova, il passaggio dall’uso dello schermo singolo al doppio risulta molto fluido anche dal punto di vista software: abbiamo provato consultando ad esempio Google Maps per poi aprire a tutto schermo l’app, scattando foto e inviando un’email con una foto allegata direttamente trascinandola dalla galleria del dispositivo. Versatilità dunque a tutto campo, con le dovute riserve per le app che ancora non sono pronte ad adattarsi e, viceversa, più ampia capacità di movimento per chi invece già gestisce con disinvoltura i social media, passando da una Storia di Instagram a un Facebook Live.

All’interno del Fold batte un chipset Snapdragon 855 con 12 GB di RAM, oltre a 512 GB di memoria interna. Meno RAM non potrebbe garantirne l’uso senza subire rallentamenti.

Una ”doppia” batteria

L’alimentazione del pieghevole è affidata a una doppia batteria – una per ciascuna “metà” – che funziona “in tandem”. La capacità “totale” è di 4380mAh, che può sembrare persino poco per una intera giornata con due schermi attivi e un uso intensivo delle app, ma secondo la casa madre fa il suo lavoro grazie a un attenta distribuzione dell’energia. Alla possibilità di ricarica wireless, si aggiunge il PowerShare che permette di caricare senza fili altri smartphone predisposti solo accostandoli.

Gli altoparlanti laterali sintonizzati con AKG sono integrati e posizionati sui bordi in modo da non disturbare durante la modalità gaming e così da ottimizzare l’audio anche per la visione di video e film su schermo aperto.

Non c’è uno slot per schede microSD e lo scanner per impronte digitali è un’unità fisica laterale (non su display), facile da utilizzare e dallo sblocco immediato.

Fotocamere: sei occhi che ricordano l’S10

Sei le fotocamere montate sul Fold e disseminate un po’ ovunque. D’altronde uno smartphone “doppio” non poteva offrire meno “occhi” di quelli cui ci hanno abituato i dispositivi più tradizionali. Il comparto fotografico è lo stesso del Galaxy S10: sul retro monta una fotocamera da 16 mp (f / 2.2 ultra-wide), una fotocamera grandangolare da 12 mp e un teleobiettivo da 12 mp. Mentre all’interno una fotocamera da 10 mp (f / 2.2) e una seconda (con profondità f / 1.9) da 8 mp. Infine, il Fold chiuso ha un sensore (f / 2.2) da 10 mp sulla parte anteriore.

In Italia sarà possibile fare preordini a partire dal 26 aprile. Il Fold sarà disponibile in quattro colori: Space silver, Cosmos black, Martian green e Astro blue. Gli ultimi due da personalizzare con cerniera gold o silver, a seconda dei gusti. L’unbox, tra packaging sostenibile e accessori, svelerà che il prodotto viene consegnato con gli auricolari wireless Galaxy Buds, cover e un anno di assicurazione.