Sei nazioni, Italia-Francia 14-25: per gli azzurri ancora cucchiaio di legno


ROMA – Non basta l’ardore, il coraggio, neppure la rabbia. Per vincere bisogna essere concreti, fare punti, essere “vincenti” nel senso più alto del termine: soprattutto quando di fronte c’è la peggior Francia nella storia del Sei Nazioni, una squadra fragile e confusa che l’Italia ha dominato per tutto l’incontro sprecando però una incredibile quantità di occasioni. Esemplare quella a 5 minuti dal termine, quando Zanon si tuffa in meta per la più facile delle marcature: Penaud, in volo, gli tocca l’ovale facendogli perdere il controllo. E poco dopo la stessa ala francese – con la sua squadra in 14 contro 15 – segna in contropiede. Gli azzurri cadono ancora (14-25), è la sconfitta consecutiva numero 22 nel torneo. E il 14° Cucchiaio di Legno, il maligno premio virtuale riservato agli ultimi, in 20 edizioni. Sergio Parisse, che più che altro per rispetto è stato eletto “man of the match”, era con ogni probabilità al suo ultimo incontro con la Nazionale a Roma. Meritava di più. Però gioca in una squadra perdente, che non vale più la pena giustificare.

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Dupont, una meta che fa male

 Aggressivi sui punti di incontro, gli azzurri rubano due rimesse laterali e grazie ad Esposito e Ghiraldini, che braccano Camara, passano in vantaggio con una punizione di Allan. La prima linea della Nazionale in mischia ordinata solleva quella avversaria come una scatoletta di tonno: altri 3 punti dell’apertura italiana. Sono passati poco più di 10 minuti, i francesi soffrono i combattimenti ma si riscattano con un contrattacco innescato da Medard: Penaud è fermato troppo tardi da Parisse, e Dupont scivola facilmente in meta tra i pali. E’ un peccato mortale, quello commesso dagli azzurri: i loro avversari cominciavano a dubitare, i nostri errori in difesa (11 placcaggi falliti contro uno, nei primi 20′) li hanno improvvisamente rianimati. E persa una mischia su propria introduzione, gli italiani vengono puniti anche da un calcio di Ntamack per un parziale di 0-10 in soli 4 minuti.

 Sfortuna Zanon, ma che sprechi

 L’esordiente Zanon potrebbe marcare una meta bellissima su calcetto di Allan: però l’ovale rotolando centra un palo, e il rimbalzo  tradisce il giovane centro veneto. Che sfortuna. La mischia azzurra si lancia allora in meta da una rimessa laterale, ma Falgoux si mette di mezzo all’ultimo. Terza e poi quarta clamorosa occasione pochi secondi dopo: Carley consulta il Tmo e non concede la marcatura, quindi l’ovale che cade di mano a Morisi a mezzo metro dall’ultima linea. I galletti liberano grazie ad una punizione e tutto questo spreco rischia di pesare negativamente sul morale degli italiani, che rinunciano ad altre 2 facili punizioni però commettono un ‘in avantì imperdonabile. Un primo tempo dominato dai padroni di casa, che avrebbero dovuto chiudere con 10 punti di vantaggio, finisce invece con la Francia davanti per 10 a 6.

 Le cariche di Parisse, il tuffo di Tebaldi

 La ripresa è cominciata con una punizione di Allan dopo un fuorigioco di Camara ma subito dopo un paio di errori consecutivi in difesa sono costati carissimo (meta del solito Huget, Ntamack che ingrassa il punteggio), e il clamoroso errore dalla piazzola di Allan è parso affossare definitivamente le speranze azzurre. Ma oggi la Francia era così debole e confusa da concedere un’altra opportunità all’Italia: grazie alle cariche di Parisse e Zanon, Tebaldi si è tuffato in meta dopo aver abilmente fintato il passaggio. Però Allan ha colpevolmente fallito una trasformazione piuttosto facile.

 Esposito al rallentatore, Ntamack ringrazia

 L’Italia ha continuato a gestire l’ovale, faticando però terribilmente a trovare la linea del vantaggio: su di un calcione all’ovale, Esposito – puntualmente fuori luogo, in un contesto internazionale – si è fatto facilmente superare da Huget. Allan ha salvato per un istante ma non c’è stato niente da fare quando Ntamack ha droppato, permettendo agli ospiti di allungare di nuovo.

Il doppio “miracolo” di Penaud

Parisse è ripartito a testa bassa con i suoi: un’infinità di ripartenza dalla mischia, di punizioni calciate in touche, di nuovi attacchi intorno ai raggruppamenti coi francesi a difendere al limite del regolamento e oltre. Fino a quando Chat si è preso un cartellino giallo, Parisse è andato sulla Luna per acchiappare una rimessa laterale, Zanon si è tuffato in meta: è fatta? Neanche per idea: Penaud ha toccato l’ovale tra le mani del centro italiano pochi centimetri prima che toccasse l’erba, facendogli perdere il controllo. Marcatura annullata più per merito del francese che per demerito azzurro, ma una cosa del genere si vede raramente. E forse è un segno che questa Italia non deve vincere. Il contraccolpo è durissimo: Penaud anticipa Hayward su di un up and under e si tuffa in meta, lui sì col pallone tra le mani. E’ l’enessima lezione per il rugby italiano, che chissà quando diventerà adulto.

Le lacrime di Parisse

 Parisse si commuove durante la conferenza stampa al termine di Italia-Francia: succede quando il capitano racconta del suo vecchio compagno di squadra, Leonardo Ghiraldini. “Poteva essere una bellissima partita, invece”, comincia l’iconico capitano azzurro, oggi con ogni probabilità alla sua ultima partita in Nazionale all’Olimpico. E poi gli escono le lacrime. “Alla fine vedere Leo costretto a trascinarsi sulle stampelle, è stata dura. La sua delusione, dopo tutti i sacrifici che abbiamo fatto”. Per il tallonatore – che a sua volta è scoppiato a piangere a bordo campo quasi allo scadere, quando ha visto Penaud che filava in meta – una sospetta lesione ai legamenti del ginocchio. Salterà i mondiali in Giappone? “Io spero ci sarà. E non importa se il mondo intero non crede in noi. Continueremo ad inseguire il nostro sogno”. Parisse confessa tutta la sua delusione: “Fisicamente, per intensità e velocità, siamo stati molto superiori alla Francia: ma loro hanno vinto”. Troppe occasioni sprecate: al numero 8 era mai successo, di perdere così? “Di incontri con l’Italia ne ho giocati tanti, e sono stati quasi sempre delusioni”, sorride amaro. “Questa volta però è stato incredibile. Abbiamo giocato come cavalli: coi paraocchi, senza lucidità”. I tifosi sono arrabbiati. “Non siete minimamente vicino a quello che stiamo provando noi. In tutta la mia carriera, non mi sono mai allenato così duramente come in queste settimane”.
 

O’Shea: “La sconfitta più dura di tutte”

Il ct O’Shea confessa di essere “distrutto”. “Questa è la sconfitta più dura di tutte, non si può perdere così: abbiamo avuto 10-11 opportunità. I ragazzi sono stati straordinari, la differenza la cattiva esecuzione”. Dice che “bisogna guardare avanti, alla prossima sfida” e forse è meglio così, anche perché a voltarsi indietro c’è da avere paura. “Ma stiamo crescendo come mentalità, dobbiamo fare l’abitudine a giocare ad alto livello. In estate, se lavoreremo in un certo modo, arriveremo ai mondiali ancora più competitivi”. Per la rassegna i ridata ha in mente una lista di 50 giocatori, “ma ne convocherò 42 per la preparazione: recupereremo Campagnaro, Castello, Minozzi, Sarto, Violi. E speriamo che l’infortunio di Ghiraldini sia meno grave di quel che sembra

Italia-Francia 14-25 (6-10)
Marcatori: 6′, 12′ pt cp Allan, 16′ meta Dupont tr. Ntamack, 20′ cp Ntamack; 2′ st cp Allan, 6′ meta Huget tr. Ntamack, 16′ meta Tebaldi, 23′ drop Ntamack, 38′ meta Penaud.
Italia: Hayward – Padovani, Zanon, Morisi, Esposito (28′ st Sperandio) – Allan, Tebaldi – Parisse, Polledri, Steyn (23′ st Negri) – Ruzza, Sisi (19′ st Zanni) – Pasquali (5′ st Ferrari), Ghiraldini (17′ st Bigi), Lovotti (28′ st Traoré). A disposizione: Palazzani, McKinley.
Francia: Medard – Penaud, Bastareaud, Fofana, Huget (29′ st Ramos) – Ntamack (39′ st Lopez), Dupont (16′ st Serin) – Picamoles, Camara(34′ st Aldeghieri), Alldritt (17’st Iturria) – Willemse (20′ st Gabrillagues), Lambey – Bamba, Guirado (18′ pt Chat), Falgoux (24′ st Priso).
Arbitro: Carley (Ing)
Note: 31′ st cartellino giallo Chat; man of the match: Parisse.


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