Snapchat, utenti spiati dai dipendenti grazie all’accesso ai dati


ROMA – Avevano a disposizione strumenti ad hoc per accedere ai dati degli utenti e ne hanno abusato per spiarli. E’ accaduto a Snapchat, l’app del fantasmino amata dagli adolescenti. Uno scandalo che rischia di compromettere il futuro della piattaforma, già messa a dura prova dalla disaffezione dei giovani sempre più sedotti da altre realtà, come InstagramTikTok o Yolo. La grana l’ha rivelata Motherboard che è riuscita a ottenere diverse email interne e a ricostruire la vicenda grazie alle dichiarazioni sotto anonimato di quattro ex dipendenti e un attuale impiegato.

SnapLion, “le chiavi del regno” 

Sembra siano diversi gli strumenti che chi lavora a Snapchat ha a disposizione per accedere ai dati degli utenti. Informazioni sensibili che spesso chi si iscrive all’applicazione attirato unicamente dall’effimerità dei contenuti, che spariscono dalla realtà social nel giro di ventiquattro ore, non ha la consapevolezza di fornire. Si va, per esempio, dalla propria posizione in qualsiasi momento al numero di telefono. Ma in particolare è uno il grimaldello che permette di spiare la vita delle persone finito nel mirino, di cui fino ad ora si ignorava l’esistenza. Si chiama SnapLion ed era originariamente usato per collezionare informazioni sugli utenti in risposta a valide richieste da parte delle forze dell’ordine, come un’ordinanza del tribunale o una citazione in giudizio. Il suo impiego nel tempo però è mutato e SnapLion è finito per servire la compagnia in molteplici modi. Uno degli impiegati che ha descritto gli abusi l’ha definito le “chiavi del regno”. Chiavi, però, che pare siano in troppi ad avere. Secondo le fonti sentite da Motherboard, infatti, sarebbero a disposizione del team “Spam and Abuse” che le usa per combattere bullismo e molestie sulla piattaforma. Dello staff di sicurezza, come di un dipartimento chiamato “Customer Ops”.  

Poco controllo sugli accessi

Concessioni che rendono difficile un controllo puntiglioso. Inoltre, uno degli ex dipendenti ha lamentato che fino a qualche anno fa non c’era un meccanismo efficace che permettesse di tenere traccia di chi aveva avuto accesso a SnapLion e per fare cosa. Motherboard non ha avuto modo di verificare esattamente in che maniera siano state effettuate le violazioni, cioè quali strumenti siano stati usati e per quali scopi. Ma, stando alle dichiarazioni ottenute, lo spionaggio ai danni degli utenti c’è stato “diverse volte” e da parte di “molteplici dipendenti”. Un’email interna mostra gli impiegati di Snapchat discutere ampiamente del problema e delle possibili contromisure da adottare. 

Dietro il prodotto, le persone

Il giornalista Joseph Cox nota che “sebbene Snapchat prenda molto seriamente gli abusi che riguardano la privacy dei propri utenti”, la notizia punta i riflettori su qualcosa che in molti purtroppo dimenticano: “dietro i prodotti che usiamo ogni giorno ci sono persone che hanno accesso a dati estremamente sensibili”: sono informazioni di cui hanno bisogno per svolgere un lavoro essenziale per il servizio in questione. “Ma, senza le adeguate protezioni, questi stessi individui potrebbero abusarne per spiare le informazioni o i profili privati degli utenti”. Un principio che vale non solo per Snapchat, ma anche per le altre piattaforme. Lo dimostra la cronaca: in passato Facebook avrebbe licenziato diversi dipendenti perché sfruttavano il lavoro per spiare i propri ex partner. Lo stesso è accaduto a Uber, dove gli impiegati utilizzavano gli strumenti a disposizione per ficcanasare nella vita di ex, politici e attori.

Quali informazioni Snapchat sa di te

A ciò si aggiunge il fatto che Snapchat non è sempre stata molto trasparente in merito ai dati che custodisce. Nel 2014 è stata multata dalla Federal Trade Commission statunitense per non aver detto chiaramente che la compagnia colleziona, salva e trasmette la geolocalizzazione degli utenti. Oggi si può avere un’idea delle informazioni di cui l’app dispone dando un’occhiata alla guida per le forze dell’ordine disponibile pubblicamente. Una lista in cui troviamo il numero telefonico legato all’account, la posizione, i metadata dei messaggi che mostrano con chi si è messaggiato e quando; infine, in alcuni limitati casi, anche determinati contenuti, come le “Memorie” o video e foto salvati. Dati tutt’altro che effimeri.

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