Spalletti: “Di Icardi non parlo più. Parlo solo di chi ha a cuore l’Inter”


MILANO – Con Mauro Icardi sempre fuori l’Inter si avvicina alla partita contro il Cagliari di domani sera in Sardegna. “Icardi? Io devo parlare degli altri, sono quelli che vengono in campo ad allenarsi e hanno a cuore le sorti dell’Inter. DI icardi non parlo più”, parola di Luciano Spalletti, che dopo aver inviato messaggi all’argentino dice stop. E a Stefano Pioli replica: “Ha ragione lui: stiamo facendo confusione. Quelli della mano non sono polpastrelli ma capezzoli. Se ti sbatte la palla su un capezzolo come successo a D’Ambrosio è mano. Se ti sbatte sui polpastrelli non è niente”.
 
Qual è stata la reazione del gruppo dopo i minuti finali di Firenze?
“Un po’ di dispiacere rimane perché la partita l’avevi fatta, gli episodi non erano stati così determinanti dal punto di vista di quel che avevi creato a tuo svantaggio, per cui pensavamo di portare a casa quanto prodotto. Però i calciatori sanno che nel nostro campionato bisogna farsi trovare pronti dopo due-tre giorni, non si può rimanere a pensare alla gara precedente. Mi sembra abbiano la faccia giusta per giocarsi un finale di campionato dove c’è ancora possibilità di scrivere molte cose”.
 
Come spiega il cambiamento di Perisic?
“Era successo anche l’anno scorso che non aveva passato un bellissimo periodo e poi si è ripreso. Può succedere di essere condizionato da momenti che stai attraversando. Non si può sempre essere così a puntino. Non ho dubbi sul fatto che sia forte, affidabile sotto tutti gli aspetti. Uno da Inter”.
 
Come valuta Lautaro?
“Lautaro sta facendo quello che mi aspettavo. Nell’ultima gara ha fatto vedere due o tre numeri dei suoi. E’ un calciatore che ha molte qualità da mettere a disposizione. La responsabilità che sente adesso la sta gestendo bene. Sta crescendo”.
 
E’ un caso che l’Inter stia giocando meglio con il ritorno in auge di Brozovic e Vecino?
“E’ vero ma è un fattore che coinvolge tutta la squadra. Se loro gestiscono meglio l’azione fa meglio tutta la squadra perché sono nella zona del regista. Stanno facendo molto bene e quello che hanno fatto nel periodo dove non siamo stati al nostro livello era anche un po’ perché gli altri della squadra hanno determinato questa reazione. Sono due giocatori completi, perfetti per giocare insieme”.
 
Lunedì Marotta ha parlato di danno irreparabile…
“Mi sembra corretto quello che ha detto il direttore. Lui ha parlato e io non dico nulla perché non voglio creare dubbi su ciò che ha detto lui”.
 
Come si migliora la Var in questo momento?
“Quello che hanno creato con la Var è un meccanismo perfetto da un punto di vista ‘di macchina’, ma le auto vanno guidate, ci vuole intesa… Io non ho consigli per migliorare. Bisogna solo affinare l’intesa e abituarsi all’uso della Var, che è il futuro”.
 
Come sta Keita?
“Keita bisogna vederlo quotidianamente. Ci sono stati passi avanti e spero nel giro di una paio di partite di riaverlo a disposizione”.
 
Siete in tre nella lotta Champions. Da qui alla fine cosa farà la differenza?
“Le tre che stanno più vicine sono Roma, Milan e Inter, squadre che debbono andare ad ambire alla zona Champions fino all’ultima partita e sarà dura e difficile la qualificazione come è stata quella precedente. Queste squadre hanno tutto per essere in competizione fino all’ultimo”.
 
Il fatto che Lautaro sia diffidato crea una sorta di emergenza per le prossime gare, derby compreso?
“No perché una squadra non dipende mai da un calciatore. Qualsiasi giocatore venga a mancare sono convinto che la squadra sopperirà. E’ chiaro che va fatto con altri mezzi perché in quel ruolo ci va messo uno che è meno preciso di Lautaro. Keita è un attaccante perfetto per il gioco che vogliamo fare”.
 
Da uomo di calcio è deluso dal vedere che a volte alcuni colleghi vogliano portare acqua al proprio mulino?
“Su Pioli ha ragione lui: stiamo facendo confusione. Quelli della mano non sono polpastrelli ma capezzoli. Se ti sbatte la palla su un capezzolo come successo a D’Ambrosio è mano. Se ti sbatte sui polpastrelli non è niente. Ha ragione lui. Noi facciamo quel che dobbiamo fare senza alimentare alcuna polemica perché dobbiamo pensare al futuro, a noi stessi e a qualificarci perché è fondamentale”.
 
Questo livellamento nel gruppo ha fatto bene?
“In qualsiasi gruppo ci sono momenti dove le cose possono essere più o meno stimolanti. Questo episodio ha richiamato tutti a metterci qualcosa in più perché è venuto a mancare un calciatore forte (Icardi), riconoscendolo come tale dobbiamo aumentare qualcosa tutti per esibire una somma corretta che era la stessa che facevamo con lui”.