Stadia, il “game changer” di Google per il mercato dei videogame


Si chiama Stadia ed è quello che l’industria del videogame favoleggiava da anni: una piattaforma di streaming, però non per film e serie tv, ma per videogame. Solo che l’industria pensava che a realizzarlo sarebbero state Sony o Microsoft, con una sorta di PlayStation o Xbox sul cloud. Invece l’ha fatta Google, e l’ha fatta come solo la potenza di Big G e la ramificazione delle sue attività online. Cos’è Stadia? Molto in breve, è una piattaforma di gioco completamente online, si paga un abbonamento come per Netflix o Spotify ma anziché contenuti per spettatori e ascoltatori, si accede a materiale interattivo. E non giochini fatti apposta, ma titoli a tripla A, quelli per cui oggi i gamer sborsano centinaia di euro, prima per comprare le console o i computer per farli funzionare, e poi per acquistare i giochi stessi. Su Stadia si presume ci sarà quindi di tutto, per ogni categoria di giocatore e per ogni livello di fruizione. E’ una mossa che rovescia completamente il tavolo del mercato del videogame, per cui inizia di fatto una nuova era – i servizi di abbonamento offerti da PlayStation e Xbox sono un’altra cosa e non sono così trasversali e onnicomprensivi come questo di Google. Non è un caso che a mostrare Stadia sul palco ci sia Phil Harrison, ex numero uno di PlayStation: Google fa sul serio e Stadia non sarà un altro Google Plus.

Stadia è quello che si dice un game changer, un’idea che diventa un prodotto/servizio (c’è anche un controller dedicato prodotto da Google, che incorpora l’assistente, ma si può usare qualsiasi altro joypad e joystick Bluetooth). Le rivoluzioni che porta sul mercato sono almeno tre: 1) Non serve più una console o un computer per giocare al massimo livello di qualità i migliori titoli del momento, ma è indispensabile però una connessione a banda larga e stabile. L’esperienza di gioco in streaming non è dissimile da quanto offre il nuovo servizio di Sony, PlayStation Now o lo streaming dei giochi su una piattaforma come Nvidia Shield. Ma 2) Stadia può contare sui potentissimi server di Google, naturalmente pronti ad ospitare centinaia di milioni di giocatori. 2) Non solo non serve più una macchina dedicata, ma si potrà giocare a tutto su ogni dispositivo, e quindi gli smartphone, i tablet, le tv-box e i computer che già possediamo. Il prossimo ovvio passo sono i tv connessi, che nasceranno quindi pronti a far interagire l’utente con il top-brass del videogame. E 3) Google può contare su un asset formidabile: Youtube. Negli ultimi anni l’interesse per guardare gli altri giocare ai videogame è cresciuto parallelamente ai fatturati di servizi come Twitch e appunto YouTube games: chi non vuole faticare sul pad o semplicemente vuole godersi un’esperienza interattiva da spettatore è oggi un elemento fondamentale del mercato. Ma Stadia fa di più: state guardando il video di uno che gioca a System Shock 3 e improvvisamente vi viene voglia di giocarci? Basta cliccare su “Play now” e Stadia (se siete abbonati) entra in azione: in pochi istanti il gioco è disponibile sul vostro account, come se l’aveste comprato per la vostra console o computer.

Ora bisognerà vedere quali publisher aderiranno alla piattaforma – e c’è da aspettarsi il pienone, a quali developer Stadia darà spazio. E c’è da chiarire il discorso costi, modalità di abbonamento, numero dei device effettivo, tutti parametri che ormai definiscono una scelta rispetto ad un’altra. Ma il potenziale disruptive di un sistema del genere è immenso e ora sul mercato c’è un avversario potenzialmente in grado di sovrastare Sony e Microsoft. Gli scenari di possibile sviluppo sono anche questi pazzeschi, basta pensare a quando Google sia andata avanti sulla realtà virtuale e sull’integrazione tra i propri servizi. Ci sono già i detrattori, quelli che dicono che non lasceranno mai le loro console o i giochi su supporto fisico. Ed è vero che ancora oggi ci sono gamer che giocano sui loro Commodore 64 caricando i giochi da cassetta. Il tempo scorre ugualmente, e di certo oggi con il lancio di Stadia inizia niente di meno che una nuova era del videogame, che porterà il mercato, ancora una volta, dove non è mai stato prima.


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