The Walking Dead, la fine del fumetto influenzerà la serie tv?


A sorpresa, Robert Kirkman ha chiuso The Walking Dead, il fumetto da cui è tratta l’omonima serie tv, che invece per ora non ha intenzione di chiudere

Tutte le cose hanno una fine. Anche un comic book che sembrava non dovesse finire mai come The Walking Dead. Attenzione, stiamo parlando del fumetto, non della serie tv, la cui decima stagione è attualmente in produzione ed arriverà su Fox Italia in autunno, puntuale ormai da dieci anni a questa parte.

Eppure, Robert Kirkman, creatore del comic book da cui è tratto lo show, ha deciso di mettere la parola fine al racconto su carta. E lo ha fatto così, a sorpresa, con il numero 193, senza neanche aspettare di tagliare il traguardo dei 200 numeri pubblicati.

“Odio sapere quello che sta per succedere”, ha detto l’autore giustificando il finale a sorpresa in una lunga lettere pubblicata nelle ultime pagine del numero. “Da fan, odio quando mi rendo conto che sono al terzo atto di un film e la storia si sta concludendo. Odio il fatto che si possano contare i break pubblicitari e capire quando sta per finire la puntata di un telefilm, o quando si sta per capire di essere alla fine di un libro o di un comic book. Alcuni dei migliori episodi di Game of Thrones sono stati scritti in modo che il cervello non possa capire se siano passati quindici o cinquanta minuti dall’inizio dell’episodio, e quando arriva la fine… resti a bocca aperta”.

Ecco spiegato il motivo per cui la fine di The Walking Dead non era stata annunciata ed era nota a pochi. “Stranamente, tanto ero incerto sul finale della storia, più ero sicuro su come farla finire”, ha poi aggiunto Kirkman, ammettendo di aver “costruito questo finale da anni”. Ok, ma di che finale stiamo parlando?

Attenzione: spoiler sul finale dei fumetti di The Walking Dead

Il comic book si conclude con un lungo passo avanti nel tempo, di qualche decina di anni dopo l’assassinio di Rick: ora Carl è adulto, è sposato con Sophia, la figlia di Carol, con cui ha avuto una figlia, Andrea.

I tre vivono in una zona sicura di Alexandria, sebbene la minaccia zombie ormai non sia più tale. Per questo, quando ne vede uno e lo uccide, finisce a processo, perché si trovava su una proprietà di Hershel Rhee, il figlio adulto di Maggie e Glenn.

A scagionare Carl ci pensa Michonne, che è diventata il giudice Hawthorne (e si svela così, per la prima volta, il suo cognome). Il fumetto finisce con Carl che, su una sedia a dondolo con la figlia, le racconta la storia del padre e di come abbia salvato il mondo rendendo nuovamente un posto sicuro.

Ma soprattutto, la chiusura del fumetto di The Walking Dead avrà delle ripercussioni sulla serie tv? Molto probabilmente no. Come sappiamo, una serie tv può vivere anche quando si esaurisce il materiale letterario da cui è tratta (vedi Big Little Lies o The Handmaid’s Tale), e spesso gli autori di The Walking Dead hanno dimostrato di non voler seguire di pari passo le vicende del fumetto.

Il comic book è ormai diventato, per la serie tv, una semplice fonte da cui prendere spunto, ma negli anni lo show della Amc ha unito personaggi, alterato storyline ed adattato quanto scritto da Kirkman a proprio piacere e convenienza. D’altra parte, ha dovuto fare così, considerato che se nei fumetti i personaggi non vanno da nessuna parte se non lo decide il suo creatore, in una serie tv pesa anche quello che pensano gli attori che li interpretano.

Così, Andrew Lincoln ha salutato Rick già l’autunno scorso (un arrivederci, dal momento che lo vedremo protagonista di alcuni film-tv); Chandler Riggs, il cui Carl è vivo e vegeto nei fumetti, è uscito di scena nell’ottava stagione. Li seguirà, nella decima, Danai Gurira.

Il The Walking Dead televisivo è già da tempo molto differente da quello su fumetto proprio per questo motivo, oltre che per esigenze che devono riuscire a mantenere alta la curiosità del pubblico. Per questo, la fine di The Walking Dead comic book non dovrebbe avere pesanti ripercussioni sul suo “gemello”.

Certo, però, la sua chiusura ci ricorda, come detto, che tutto ha una fine, ed anche la Amc prima o poi dovrà iniziare a ragionare sul finale televisivo di The Walking Dead. Con ascolti in calo rispetto alle prime stagioni (la nona ha avuto 4,9 milioni di telespettatori di media, la più bassa di sempre), ma comunque alti per un network via cavo -e considerato anche il fatto che la serie continua ad essere molto venduta in tutto il mondo-, The Walking Dead non saluterà il pubblico da qui a breve. Resta, comunque, la necessità di pensarci, per evitare un finale raffazzonato che faccia rimpiangere i fasti delle prime stagioni.



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