Tutta colpa di Leonardo, Annalisa conduttrice: intervista


Leggi l’intervista di Blogo alla cantante che torna alla conduzione di Tutta colpa di, programma di Italia 1 in questa edizione dedicato a Leonardo da Vinci

Dopo il viaggio al Cern di Ginevra in Tutta colpa di Einstein, quello nello spazio in Tutta colpa di Galileo e quello sull’evoluzione degli esseri umani in Tutta colpa di Darwin, Annalisa aggiunge un nuovo tassello nel suo percorso di esplorazione sulla scienza e lo fa con Tutta colpa di Leonardo (DUEB produzioni di Luna Berlusconi), dedicato al più grande umanista e inventore di sempre, Leonardo Da Vinci, nel cinquecentenario della sua morte:

Sarà il documentario più multitematico, visto che Leonardo si è espresso in vari campi. Sarà un viaggio più diversificato rispetto ai tre precedenti. Il tono sarà documentaristico, ma leggero, perché, come sempre, cerchiamo di comunicare ad un pubblico giovane. Vogliamo far percepire il lato divertente e stimolante che c’è dietro la scienza.

Ospiti della prima puntata, in onda in seconda serata su Italia 1 domenica 28 aprile, il fotografo Oliviero Toscani, ‘Le Farfalle’ – le campionesse della Nazionale italiana della ginnastica artistica -, il pittore e scultore di fama internazionale Michelangelo Pistoletto, il direttore di Christie’s Italia Cristiano De Lorenzo, il tatuatore Gian Maurizio Fercioni e la specializzanda in museologia Martina Panizzutt.

Quanto ne sapevi di Leonardo e quanto hai imparato?

Ho imparato moltissimo, sapevo le cose che si studiano a scuola e poco altro.

Hai incontrato per l’occasione un gruppo di amanti del parapendio – evoluzione dell’antico progetto vinciano di far volare l’uomo – per cercare di cogliere il brivido del volo. Come è andata?

È stato un incontro a terra, non mi sono lanciata (ride, Ndr). Leonardo è stato un precursore in tutto quello che ha fatto: pensava alle macchine volanti prima di tutti. Era geniale a tutto tondo

Nel corso di questi anni ti è capitato di leggere critiche del tipo ‘ma perché proprio Annalisa a parlare di scienza in tv’?

No, non mi è capitato. Se mi fosse capitato… chi se ne frega. È normale che ci sia sempre qualcuno a cui non piace quello che fai, sarebbe un problema il contrario. Ma, comunque, non ho mai letto nulla in questo senso. Sarà che in questi 10 anni di gavetta e di carriera nel mondo della musica mi è stato chiesto talmente tante volte perché mi sono laureata in Fisica che la questione inizia ad essere accettata…

Dunque, perché proprio Annalisa per parlare di scienza in tv?

Perché rappresento l’intersezione tra il mondo pop e il mondo scientifico, sicuramente molto più spostata verso la musica. La scienza mi appassiona, ma non è il mio lavoro. Banalmente, hanno pensato potessi essere un efficace trait d’union. Per me è stato molto divertente.

Per quanto riguarda la divulgazione scientifica in tv, hai un riferimento?

Sì, ricordo le serate con mio nonno a guardare Superquark. Nonno era un grande ammiratore di Piero Angela, lo sono diventata anche io, successivamente anche del figlio Alberto.

Vedi nella tv di oggi qualcosa di simile al tuo Tutta colpa di?

Sinceramente no, un documentario che faccia cogliere il lato divertente della scienza non lo vedo. Sono molto contenta di averlo fatto io. Parlare, come abbiamo fatto nella prima edizione, di Einstein, di fisica di particelle e di acceleratori non era semplice. Non ci siamo sforzati per aggiungere divertimento alla scienza e ai viaggi che abbiamo fatto: si è semplicemente cercato di far emergere questo aspetto che già esiste. Per farlo bisogna essere curiosi.

Dopo Leonardo cosa arriverà?

Non ne ho idea, per adesso l’entusiasmo è tutto per Leonardo. Poi ci sarà modo, eventualmente, di discutere di altro.

Domanda classica. È arrivato il momento per te di fare la giudice di un talent?

Non mi pongo limiti, se si tratta di musica è il mio campo. Mi sentirei a casa. Magari capiterà.

A dicembre scorso hai fatto la giurata di Sanremo Giovani su Rai1. Meglio quando canti o quando giudichi altri che cantano?

È stata una esperienza che mi è piaciuta molto, ma di certo quando canto io, mi stresso meno. A Sanremo Giovani ci ho messo il cuore. Il ruolo di giudice è da prendere sul serio, perché ti rivolgi a persone che si mettono in gioco in toto. Devi tenerne conto, dire la verità, ma pensare a come e quando dirla.

Per finire, cosa può anticipare del tuo nuovo album?

Sto lavorando, stiamo mettendo a punto le varie cose, non ho ancora date da annunciare. Di sicuro sarà la diretta conseguenza di Bye Bye (disco certificato oro per le vendite, Ndr): mi interessa raccontare la realtà, i miei pensieri e la mia storia, che può diventare quella di tutti.

Ci sarà un po’ di scienza nel nuovo disco?

In un certo senso c’è sempre qualcosa di scientifico, per esempio nel modo di realizzare e finalizzare il lavoro. Non parlo e non mi interessa parlare di scienza nelle canzoni, anche se possono esserci dei richiami. Però, insomma, da me non aspettatevi un singolo su Leonardo, mai!



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