Zuckerberg rassicura gli Usa sulla sua moneta virtuale Libra. Non uscirà finché non saranno fugati i dubbi


Anche Mark Zuckerberg, a capo di Facebook, scende in campo per rassicurare le istituzioni. La criptovaluta Libra, che dovrebbe nascere entro la fine del 2020, verrà rilasciata solo quando le autorità statunitensi non avranno dubbi in merito. Il messaggio di Zuckerberg sarà il cuore del suo discorso alla commissione servizi finanziari della Camera, davanti alla quale sarà sentito mercoledì.

Zuckerberg, come ha fatto prima di lui David Marcus che ha curato il progetto Libra fin dall’inizio, sostiene che Libra potrebbe essere un rimedio per le disuguaglianze consentendo l’accesso ai servizi bancari a quel miliardo e settecento milioni di persone che non hanno un conto ma possiedono uno smartphone.  

Ma le perplessità delle banche centrali sono tante, non a caso dall’associazione legata alla criptovaluta che è anche un sistema di pagamenti, sono uscite di recente Visa, Mastercard e PayPal, che è stata guidata a lungo dallo stesso Marcus. Delle cento aziende coinvolte nell’associazione voluta da Facebook, presieduta da Bertrand Perez, queste tre sono le uniche che lavorano a stretto contatto con le banche. Le quali, evidentemente, hanno recepito la resistenza dei vari Paesi per la nascita di una moneta digitale sovranazionale.

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Da qui alla fine del 2020 manca ancora più di un anno. La strada però sembra sempre più in salita per Libra. Fra i pochi paesi che l’hanno catalogata come sistema di pagamento c’è la Svizzera, dove ha la sua sede l’associazione.

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Carlo Verdelli
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